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Passione americana

Anthony Polite, di Contone, ha esaudito un suo sogno: studiare e giocare a basket in America.

31 marzo 2014

Figlio darte, Anthony Polite vuole sfondare nel basket.


È la prima volta che torno in Ticino da quando sono partito per l'America. Lì si vive il basket in maniera pazzesca. I miei amici mi fanno tante domande, è stato bello riabbracciare tutti». Anthony Polite, classe 1997, racconta la sua nuova vita. È seduto nel salotto di mamma Maddalena, a Contone. Ogni sua frase è farcita dalla parola basket. «Perché – ammette – la pallacanestro è la cosa più importante per me».

Per il basket ticinese, il suo è un cognome pesante. Anthony, di ruolo guardia, è figlio di Mike, l'ala statunitense che tra la fine degli anni '90 e l'inizio degli anni 2000 infiammò Lugano con giocate straordinarie. Il ragazzo, nazionale svizzero under 18, cresciuto nelle giovanili del Massagno e in seguito passato al Friborgo, ora cerca di ripercorrere le orme del padre. «Da agosto vivo nei pressi di Miami – dice –, in un campus, assieme a diversi altri giovani. Frequento il liceo e gioco nella squadra della scuola, la Saint Andrew, iscritta al campionato High School. Faccio, inoltre, parte del club dei Florida Vipers. Negli Stati Uniti si mangia e si respira basket. Anche alle nostre partite gli spalti sono sempre pieni e le coreografie sono eccezionali».

Va a scuola fino a metà pomeriggio. Poi si allena. Per i prossimi tre anni, i ritmi di vita di Anthony saranno questi. «Voglio fare il college e tentare di strappare un contratto professionistico a qualche club. Ovviamente dovrò sudare. La pallacanestro americana è molto più fisica e veloce rispetto a quella europea, la differenza è enorme. Io ho la fortuna di essere rapido e agile. Adesso mi vedete tranquillo, ma in campo, ve lo garantisco, metto grande aggressività».

Si è lasciato contagiare dalla simpatia degli americani, Anthony. Ne parla con ammirazione. «Ho un buon rapporto con la gente del posto. Anche il clima mi piace, fa sempre caldo, e le spiagge sono fantastiche». Poi, un pensiero a papà Mike. «Per me è un onore il fatto di potere affrontare questa avventura americana. So che lui ci tiene». Nonostante tutto, però, rimettere piede in Svizzera è stato emozionante per Anthony. «Starò qui per pochi giorni. Ma me li voglio godere. Il Ticino resta un bellissimo posto. E, soprattutto, rimane sempre casa mia».

www.floridavipers.org