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Il ragazzone che si sfianca sulle nevi

SCIALPINISMO - Luca Morelli è una scheggia con le pelli di foca. Ma è anche un giovane con la cultura della montagna.

08 febbraio 2016

C'è un ragazzone di Airolo che sta spaccando il mondo con le pelli di foca ai piedi. In soli tre anni di carriera nello scialpinismo, Luca Morelli, classe 1992, ha raccolto fiumi di consensi. Ha vinto il titolo svizzero a coppie nel 2014. È stato vice campione nell'individuale nel 2015. E nello stesso anno ha brillato ai mondiali di Verbier. «E pensare che prima giocavo a hockey su ghiaccio…».
Salite, discese, canali da attraversare. Tutto all'insegna della fatica. Ora però per Luca è arrivato l'inverno più duro. «Con poca neve, allenarsi in queste condizioni è stato molto difficile». Il morale resta comunque alto. «Voglio essere al top della forma per fine febbraio. Parteciperò al Tris Rotondo in Valle Bedretto e, in seguito, alla Pierra Menta, una gara francese che dura ben quattro giorni. È una sorta di Tour de France dello scialpinismo».
L'apprendistato di falegname, il lavoro del ristorante di famiglia, in Valle Bedretto. La voglia di proseguire gli studi. Luca è un libro aperto. «Ho la cultura della montagna, le sfide non mi fanno paura. È un po' come affrontare una salita: quando arrivo in cima provo grandi soddisfazioni».  Il 23enne airolese mostra le pelli sintetiche e la cera che fanno parte del suo equipaggiamento. «Gli sci devono scorrere, ma devono anche aderire alla ne­ve». E poi confessa: «Vado forte nelle gare individuali. Ma il vero scialpinismo è quello in coppia: nella condivisione dello sforzo fisico emerge il vero sapore di questo sport»

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