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Con l'acqua nel DNA

Il 16enne Gabriel Raineri di Solduno sta per volare verso la Turchia, dove si disputano i campionati europei giovanili.

24 luglio 2018

Gabriel Raineri pratica il nuoto pinnato nella Flippers Team di Tenero.


TESTO: PATRICK MANCINI – FOTO: MASSIMO PEDRAZZINI

La valigia è pronta. A casa di Gabriel Raineri, 16enne di Solduno, si incrociano le dita. Il giovane atleta del Flippers Team di Tenero, specialista nella disciplina della monopinna, sta per volare verso Istanbul, in Turchia, dove dal 28 luglio al 4 agosto si svolgeranno i campionati europei giovanili di nuoto pinnato. «È l'appuntamento più importante della mia vita sportiva, finora. Sono emozionato».
Gabriel è figlio d'arte. Papà Ivan e mamma Cristina sono stati entrambi in nazionale. In quella svizzera, lui. In quella italiana, lei. La coppia si è formata proprio durante un mondiale. «Ma non si può dire che io faccia nuoto solo perché sono figlio di nuotatori – precisa il 16enne –. Non è stata insomma, un'imposizione venuta dall'alto. Il fatto è che ho provato un po' tutti gli sport. Senza mai concretizzare molto. Iniziavo e smettevo. L'unico in cui riuscivo a ottenere risultati era proprio e solo il nuoto. Forse ho una predisposizione naturale, oppure si tratta di genetica. Chissà».  
Forte nel mezzofondo e tra i 400 e i 1500 metri, Gabriel punta dritto dritto alla nazionale maggiore. «Il 2019, in tal senso, sarà un anno determinante per me. Lì, tra l'altro, ci saranno anche gli europei assoluti. È il mio traguardo dichiarato».
Nella vita di tutti i giorni, il giovane di Solduno lavora nel ramo dell'edilizia. «Sono apprendista gessatore. È un mestiere che mi gratifica, a tratti anche un po' duro, ma che non mi ruba energie per il nuoto. Non cerco mai scuse per non fare allenamento». La piscina, in particolare quelle del Lido di Locarno e del Centro sportivo di Tenero, in cui si allena, rappresenta il suo habitat naturale. «Io sono uno che è molto determinato. Non mi faccio demoralizzare dalla fatica o dalle difficoltà. Anzi, nella vasca, quando sono da solo, cerco di coltivare la mia forza mentale».

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