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Lo sport che si balla

Così l’hip hop diventa una disciplina agonistica. Paola Pifferini, classe 1982, è la coreografa della crew luganese “Beat ’em up”.

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SANDRO MAHLER
13 novembre 2018

Paola Pifferini, fondatrice del Free Beat Dance Studio di Lugano

L’hip hop? Non è solo un genere musicale. È una filosofia. E, in alcuni casi, può anche essere una disciplina sportiva. Ne sa qualcosa Paola Pifferini, classe 1982, fondatrice del Free Beat Dance Studio di Lugano, scuola che ha lanciato la crew “Beat ’em up”, piazzatasi al secondo posto agli ultimi campionati svizzeri. Lei, che per anni ha pure gareggiato, è la coreografa di questo gruppo di otto adolescenti. «Ragazzi che si applicano tantissimo, e che hanno il movimento nel sangue».
Originaria dell’India, Paola è stata adottata da piccola da una famiglia ticinese. Oggi lavora per il Dicastero Eventi della Città di Lugano. E si occupa di organizzare manifestazioni importanti, come il Long Lake Festival. «La danza ha sempre accompagnato il mio percorso professionale. Nel tempo libero ballo e faccio ballare». E lo fa in un luogo colorato, pieno di oggetti curiosi e di trofei. La sede della Free Beat è un luogo caldo, accogliente. «Un posto in cui i ragazzi possono anche fermarsi a dormire. Una specie di seconda casa. D’altra parte la nostra associazione mira al divertimento sano». Al momento, la crew da lei diretta si sta preparando in particolare per due appuntamenti. «Tra gli obiettivi di questa stagione c’è la partecipazione all’MC Contest, competizione internazionale in programma a Riccione, in gennaio. E poi vorremmo puntare alla vittoria nei prossimi campionati svizzeri».
Il titolo nell’ultima edizione è andato alle “Splash” di Roveredo, recentemente distintesi anche ai Mondiali negli Stati Uniti. «Questo dimostra come l’hip hop agonistico sia in netta crescita nella Svizzera italiana. Oggi sono a centinaia i ragazzini che lo praticano. C’è stato un vero e proprio boom nell’ultimo decennio. E nonostante la rivalità sportiva, c’è grande solidarietà tra le varie crew, il clima è disteso».