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Un rispetto profondo

Aaron Ferretti, 24enne malcantonese, è tra i migliori atleti d'Europa nella pesca sportiva.

04 giugno 2018

Aaron Ferretti, 24enne malcantonese, è tra i migliori atleti d?Europa nella pesca sportiva.


TESTO: PATRICK MANCINI – FOTO: ALAIN INTRAINA

È cresciuto con una mamma che faceva (e fa ancora oggi) la guardiana di capanne alpine, in Leventina. Sulle rive di laghetti e fiumiciattoli di montagna. È lì che Aaron Ferretti, 24enne di Pura, ha maturato il suo interesse per la pesca. Tanto da arrivare a ottenere, con i colori rossocrociati, un doppio quarto posto, individuale e di squadra, ai Campionati del mondo dello scorso anno in Belgio. «La pesca è uno sport. Ma è soprattutto una filosofia».
Aaron è iscritto alla Supsi, sta studiando per diventare educatore. È un ragazzo sensibile, affascinato dall'idea di aiutare le persone con disabilità. La stessa sensibilità la applica alla pesca. In particolare in quella “al colpo”, caratterizzata dall'uso di un particolare galleggiante come segnalatore. Una disciplina in cui è specialista. «Nel nostro sport i pesci non vengono mai uccisi. Gli ami del resto sono piccoli e non feriscono l'animale. Ho un profondo rispetto per qualsiasi tipo di pesce». Una visione maturata soprattutto grazie alla partecipazione, col club Le Groane di Milano, al prestigioso campionato italiano. Uno dei più difficili d'Europa. «Nella Svizzera italiana, infatti, c'è ancora la mentalità di mangiare il pesce che si pesca. In Italia no. Peschiamo dai carassi alle carpe, passando dal gardon. Lo facciamo solitamente in acque naturali. Io provo piacere nel ridare la libertà al pesce. La stagione va da aprile a ottobre, ma io pesco tutto l'anno».
Partito dal Club Pescatori di Lugano, oggi Aaron è tra i migliori pescatori sportivi d'Europa. Da quando ha iniziato gli studi universitari, tuttavia, il tempo scarseggia. «Devo riuscire a fare quadrare gli impegni. Quest'anno, ad esempio, rinuncio ai Mondiali in Portogallo. Ma nel 2019, in Serbia, ci sarò. Studiare è importante, però io la pesca non la mollo». 

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