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Ritorno al Settecento

Gabriele Devincenti pratica il tiro storico. Il suo fucile si carica ancora infilando la polvere da sparo nella canna.

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SANDRO MAHLER
28 ottobre 2019
Gabriele Devincenti, 51 anni, del Malcantone.

Gabriele Devincenti, 51 anni, del Malcantone.

È cresciuto in una casa di campagna, a Castelrotto, dove da sempre si coltiva la vigna. Ancora oggi Gabriele Devincenti produce quel vino. Laurea all’accademia di Brera, insegnante di materie artistiche, questo 51enne è anche appassionato di tiro storico. Dell’avancarica. Del fucile in cui si infila ancora la polvere da sparo dalla canna. «Da circa quattro anni partecipo a gare, o a rievocazioni storiche, come quella famosissima di Leontica, con tanto di look d’epoca».

Gabriele fa parte dell’Associazione ticinese tiratori collezionisti d’armi. «Più precisamente della sezione “polvere nera”, in cui militano anche dei pistoleri». Ora sta cercando di raccogliere i punti necessari per partecipare, nell’agosto del 2020, agli Europei di Parma. «Impresa non facile. La squadra svizzera avrà 15 rappresentanti. E siccome oltre Gottardo la concorrenza è spietata, dovrò sperare in un vero exploit da parte mia nei prossimi mesi». D’altra parte in Ticino il movimento è attivo solo da pochi anni (i praticanti sono alcune decine), e le possibilità di allenarsi piuttosto limitate. «Possiamo esercitarci quasi eslusivamente a Biasca. Usiamo fucili del 1700, o delle repliche. Il rumore emesso è più forte di quello provocato dai fucili “normali”. E poi a ogni sparo esce una fiammata. Da alcuni queste cose non sono ben viste. In Svizzera interna, invece, ci sono dei poligoni mitici per questa disciplina: Altstetten, Lenzburg, Oberentfelden».

Quando Gabriele torna a casa dopo una competizione, i suoi due figli, di 8 e 10 anni, gli chiedono sempre cosa ha vinto. «Magari per un quarto posto porto a casa un salame. È uno sport in cui non girano soldi. Mi ci sono avvicinato soprattutto per l’interesse che nutro per gli oggetti del passato. Perché il passato, in un certo senso, ci aiuta a capire e a vivere il presente».