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In fuga dallo stress

Informatico a Chicago, Jonathan Lanini nel tempo libero fa il maratoneta. L’obiettivo? Completare il World Marathon Major.

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Massimo Pedrazzini
04 marzo 2019

Jonathan Lanini, classe 1983, è cresciuto a Orselina

All’alba si infila le scarpe ed esce a correre lungo il lago Michigan. È il rito di Jonathan Lanini, classe 1983, cresciuto a Orselina ma trapiantato da 5 anni a Chicago, dove è informatico nel settore del trading finanziario. Nel tempo libero fa il maratoneta. «Con il sogno di completare il World Marathon Major, il circuito delle 6 maratone più prestigiose al mondo. Quelle di Chicago e New York le ho già fatte. Me ne mancano quattro. Nei prossimi mesi voglio andare a Berlino. Poi penserò a Tokyo, Londra e Boston».

Jonathan lo dice apertamente. Per lui il risultato agonistico conta fino a un certo punto. «Sono contento quando riesco a fare buoni piazzamenti. Ma in generale io corro per scaricarmi dallo stress mentale. Il mio lavoro richiede tante energie. La corsa mi rigenera, mi rimette in equilibrio. È una passione di famiglia, ma io l’ho scoperta tardi. La prima maratona l’ho fatta nel 2014. Prima mi dedicavo agli sport di squadra. Poi ho capito quanto ti faccia crescere lo sport individuale. Sei da solo. E solo con le tue forze puoi migliorare».

Fa strano sentire un ticinese parlare con un timbro tanto anglofono. Il 35enne locarnese, che prima di volare negli Stati Uniti aveva lavorato per un certo periodo anche a Zugo, nel 2017 ha sposato una ragazza americana. «Negli USA le distanze sono enormi. Per andare a fare una gara, a volte, faccio 3 ore d’aereo. E poi c’è il cibo, che non ha tanto sapore. In questo la Svizzera mi manca tantissimo. L’ultima volta che sono stato dalla mia famiglia, per festeggiare i 100 anni di mia nonna, ho mangiato risotto e luganiga a più non posso. Seguo poi sempre il campionato di hockey, in particolare l’Ambrì. Rientro in Svizzera un paio di volte l’anno. È un po’ come rinascere. A Chicago c’è poco verde, la natura la vediamo poco. Forse un giorno tornerò a vivere in Ticino. Chissà…».