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Fuori dal tempo

Ha girato il mondo, ma poi è tornato ad Airolo, tra le sue vette, dove Mauro Dotta vive in modo particolare il passare degli anni.

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STEFANO MUSSIO
19 agosto 2019

Mauro Dotta, 34 anni e una passione innata per l'alpinismo.

Puntualmente, nel giorno del proprio compleanno, il 29 ottobre, Mauro Dotta fa un regalo a sua mamma. «Io di regali non ne voglio. L’unica persona che merita un regalo è chi mi ha messo al mondo». Noto per la sua passione per la montagna, dopo il terzo posto nella categoria militare alla Patrouille des glaciers, qualche anno fa, Mauro è finito sotto i riflettori. Oggi vive l’alpinismo in una maniera più intima. «I record sono fatti per essere superati. Le emozioni invece te le porti dentro».

Ha messo da parte l’agonismo, questo 34enne nato e cresciuto ad Airolo, luogo in cui vive e insegna (è maestro di scuola elementare). Ma non ha dimenticato le sfide. «Le ho solo declinate a mia immagine. Di recente ho raggiunto 21 cime airolesi in 12 ore, partendo a corsa dalla chiesa e ritornando al punto di partenza. Niente spostamenti in auto, voglio ridurre al minimo il mio impatto sull’ambiente». Ama le pareti da arrampicare, ed è profondamente legato alla Leventina. «Anche se, attorno ai 20 anni, ho girato il mondo. Dall’Australia alla Spagna, passando dall’Argentina. In quel mio vagabondare ho capito che una persona deve imparare a pensare con la propria testa, senza farsi influenzare. Il concetto di tempo per me è assolutamente relativo. E proprio per questo non festeggio il mio compleanno, a volte non so neanche quanti anni ho».

Sposato con Chiara, locarnese trapiantatasi in Leventina, Mauro lavora nella stessa scuola che ha frequentato da bambino. «A giugno mi è capitata sott’occhio una sedia che avevo pasticciato da piccolo. Mi ha fatto emozionare». Già, emozione. Una parola che ricorre, nella sua quotidianità. «Quando in montagna vedo delle formiche, mi fermo, mi gusto il loro modo di muoversi. Le mie priorità sono cambiate e mi sono reso conto che bisogna fare le cose che ci fanno stare bene, che ci fanno sentire liberi».