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Missione felicità

Mattia Ballarin sta tentando la scalata ai vertici dello sci alpino svizzero. Le sue parole d’ordine? Sorriso e buonumore.

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HSASKIA CEREGHETTI
07 gennaio 2019

Mattia Ballarin, apprendista giardiniere a Mendrisio e slalomista.

Sia che vinca sia che perda, lui è sempre felice. Caratteristica non da poco, quella di Mattia Ballarin, 18enne di Mendrisio, che sta tentando la scalata ai vertici dello sci alpino nazionale. Tesserato per lo Sci club San Bernardino e specialista nello slalom, a fine gennaio sarà tra gli apripista in una gara di Coppa del mondo a Lenzerheide. «Sarà fantastico. È l’ambito in cui vorrei gareggiare un giorno».
Tra sci e snowboard, la neve in casa Ballarin è una malattia di famiglia. “Colpa” anche di quell’appartamento di vacanza a pochi passi dall’impianto di risalita di Pian Cales, a San Bernardino. «È qui che ho messo gli sci ai piedi la prima volta». Mattia, nella vita di tutti i giorni, fa l’apprendistato di giardiniere paesaggista per il Comune di Mendrisio e frequenta la scuola del centro professionale del verde a Mezzana. «Quello del giardiniere è un mestiere duro, ma pieno di soddisfazioni. Amo stare all’aria aperta». Nel frattempo, il 18enne macina chilometri sulle nevi svizzere, dal Diavolezza a Wengen, passando per Veysonnaz. Senza contare le incursioni all’estero. «Per il 2019, l’obiettivo è di riuscire a entrare nell’orbita delle nazionali. Devo iniziare a ottenere buoni piazzamenti nelle gare della Federazione internazionale di sci. Al momento arrivo ancora troppo lontano dal podio, ho ampi margini di miglioramento». Lo spirito autocritico non gli manca. E nemmeno la consapevolezza di avere di fronte un periodo intenso, decisivo. «Dovesse andare storto qualcosa? Io sono uno che sorride anche di fronte alle difficoltà».
Che Mattia sia un ragazzo positivo lo si capisce anche dalla parlata spontanea e cordiale. Quasi commovente il suo affetto per San Bernardino. «Ancora oggi mi alleno molto sulla pista di Pian Cales. Mi dispiace tantissimo che il grande sci, a San Bernardino, sia fermo ormai da cinque anni».