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Tra linci e giaguari

Chi ha detto che il cheerleading acrobatico è uno sport per sole femmine? Simone Macrì ci dimostra il contrario.

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Stefano Mussio
14 ottobre 2019

«Basta con i preconcetti». Lo afferma a gran voce Simone Macrì, 25 anni, di Lugano. Di mestiere fa l’ingegnere informatico. Per hobby, il “cheerleader”. Quella specie di sport che per alcuni è ancora associata alle ragazzine americane munite di pompon ai match di football. «No – precisa subito Simone –, questo è uno sport vero. Atletico. Acrobatico».

Simone fa parte dell’Acrobatic Cheer Ticino, unica società di cheerleading acrobatico della Svizzera italiana. «E non sono assolutamente l’unico maschio. Ci esibiamo durante eventi, manifestazioni. Ma facciamo anche competizioni di livello internazionale, abbiamo pure fatto gli Europei in Slovenia. Il nostro obiettivo, in ogni caso, è quello di fare crescere al meglio le nuove leve». Il quartier generale dei funamboli ticinesi è la palestra delle scuole comunali di Sant’Antonino. Qui si allenano una quarantina di atleti. «Ci sono le “linci” (i bambini), le “tigri” (gli adolescenti). E poi ci siamo noi adulti, i “giaguari”. Il club, cofondato da Azzurra Zingali, esiste da ormai sette anni. L’interesse è crescente, perché ci si sta accorgendo che la nostra è un’attività completa, divertente, allegra».

Il 25enne si è avvicinato al cheerleading grazie a un’amica. «In passato ho fatto attrezzistica. Vedevo delle affinità col mio percorso, non mi sono mai fatto problemi. E ho scoperto che si tratta davvero di uno sport per tutti, non c’è limite neanche di peso. Anzi, c’è bisogno di gente robusta per alzare i compagni di team durante le esibizioni. Ognuno ha il proprio ruolo. Mi sono pure reso conto che oltre Gottardo questa mentalità era già consolidata da anni. In Svizzera tedesca ci sono squadre fortissime, capaci di centrare ottimi risultati. La nostra resta una realtà piccola. Anche se, con orgoglio, possiamo vantarci del terzo posto ottenuto dalle nostre “linci” a Morges, in una delle gare più prestigiose del Paese».