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L'uomo dei boschi

Tiratore con l’arco, il rapporto di Stefano Decristophoris con la natura è viscerale. Romantico. Incredibilmente intenso.

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STEFANO MUSSIO
09 dicembre 2019

Stefano Decristophoris, 54 anni, patrizio di Roveredo Grigioni.

Un uomo e il “suo” bosco. La vita di Stefano Decristophoris, 54 anni, patrizio di Roveredo Grigioni, potrebbe essere riassunta semplicemente così. Di mestiere fa la guardia forestale. Ma anche il suo hobby lo riporta in mezzo alla natura. È infatti presidente della Società di tiro con l’arco della Calanca, fondata nel 2012. Ed è un atleta di tutto rispetto. «Nel 2019 ho portato a casa un terzo posto, sia individuale sia di squadra, dai campionati svizzeri di Ambrì. E poi ho vinto il campionato insubrico, articolato su 11 tappe tra Svizzera e Italia».

Niente male per uno che, reduce da una caduta in montagna e da un’operazione andata storta, ora gira con una protesi alla spalla. «E non ho certo intenzione di fermarmi. L’anno prossimo ci sono i campionati europei in Francia. Ci voglio essere». La disciplina praticata da Stefano, il tiro con l’arco in 3D, è particolare. «Gareggio con un arco ricurvo tradizionale, nella categoria del tiro istintivo. Sparse per il bosco, ci sono le sagome tridimensionali di vari animali selvatici. È uno sport sano, silenzioso. E non si uccide nessuna bestia vera, sia chiaro. A Selma abbiamo creato un percorso nella natura incontaminata, dove tutti possono provare questa disciplina».

Il tiro con l’arco in Svizzera ha un buon seguito. «Ci sono ragazzini che iniziano già a 6 anni. Ma c’è chi gareggia ancora a 90. Quando c’è la passione, non si molla. Io mi sono avvicinato a questo mondo grazie a un corso di costruzione di archi. È stato uno dei primi strumenti di caccia. Ero curioso di saperne di più».

Stefano, padre di due figli, è anche un viticoltore amatoriale, nonché un cercatore di tartufi. «Ma il mio amore è il bosco. In particolare quando piove. La pioggia attutisce i rumori ed esalta i profumi. Un bosco sotto l’acqua ha qualcosa di magico». Se non è un poeta, Stefano, poco ci manca.