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HOCKEY SU GHIACCIO

I tifosi venuti da lontano

Le squadre di hockey su ghiaccio di Ambrì-Piotta e Lugano entusiasmano anche al di fuori del Ticino. Ecco due esempi.

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Sandro Mahler
09 settembre 2019

Stefan Broch, 50 anni, di Dagmersellen (LU), con Megi (44), sua compagna di vita, e la piccola Jennifer (10). Da anni sono tifosi dell'Ambrì Piotta.

«Mia moglie l’ho conosciuta proprio grazie a una trasferta ad Ambrì. Ed è stata lei a fare il primo passo, sul bus, durante il viaggio di ritorno». Aneddoti che riemergono dal cassetto dei ricordi di Stefan Broch, 50 anni, falegname di Dagmersellen, nel canton Lucerna. Accanto a lui c’è Megi (44), sua compagna di vita, e la piccola Jennifer (10), nata dal loro matrimonio. Una famiglia unita da una passione “insolita” visto il contesto, quella per l’Hockey Club Ambrì-Piotta. «Non ci interessa se qui nei dintorni c’è lo Zugo che è più forte – dice Jennifer sorridendo –. Noi siamo biancoblu».

La chat di WhatsApp

IN PILLOLE

Venerdì 13 settembre parte il nuovo campionato. L’Ambrì- Piotta ospita lo Zugo. Il Lugano, invece, il Losanna. La scorsa stagione, la media spettatori casalinga del Lugano è stata di 6.301 spettatori durante la regular season (7.037 spettatori nei playoff). L’Ambri- Piotta è stato costantemente sostenuto da 5.000 spettatori (oltre 6.000 nei playoff). I tifosi delle ticinesi che arrivano da fuori Cantone sono circa il 10% a Lugano. Ad Ambrì addirittura il 35%.

È ormai questione di giorni. Dopo gli antipasti di Champion’s League e Coppa nazionale, il circo del massimo campionato di hockey su ghiaccio svizzero è pronto a riaprire i battenti. Scaldano i motori anche i tifosi delle squadre ticinesi. Tra questi, ce ne sono alcuni che per seguire i propri beniamini fanno salti mortali, macinando centinaia di chilometri. Per la famiglia Geisseler, di Untervaz (Grigioni), il Lugano è un’istituzione. Papà Hans (64) e i suoi tre figli Luca (35), Dario (34) e Severin (30) non perdono un solo match casalingo dei bianconeri. «Tifiamo Lugano – evidenzia Severin – perché ci piace la città sul Ceresio. C’è il lago, e il paesaggio è fantastico. Le vacanze estive e invernali da piccoli le passavamo sempre in Ticino; abbiamo un rustico a Indemini. E spesso ci recavamo in gita a Lugano». Luca vive e lavora a Zurigo. Recarsi alla Corner Arena è dunque anche un pretesto per rivedere i suoi cari. «Quando esce il calendario, organizziamo già le nostre trasferte in Ticino – dice il 35enne –. Io vengo a Lugano in treno. Il resto della famiglia arriva dai Grigioni in auto. Abbiamo una chat di gruppo, su WhatsApp. Si chiama HC Lugano ed è diventata la chat di famiglia, in cui parliamo anche di altre cose».

Brividi sugli spalti

La famiglia Broch invece fa parte di un fan club biancoblu legato alla regione di Lucerna. «Siamo circa in 350 – conferma Megi –. Abbiamo addirittura una gazzetta ufficiale che esce quattro volte all’anno». «Di solito sul bus siamo una trentina – le fa eco il marito –. Io non manco mai. Mia moglie e mia figlia, invece, ogni tanto danno buca. Io ho iniziato a interessarmi all’Ambrì una trentina di anni fa, perché frequentavo la zona di Dalpe. Mi piaceva il fatto che un villaggio così piccolo potesse avere una squadra in Lega nazionale A. E poi ero attratto dall’ambiente che si creava in quella pista, c’era qualcosa di magico. Cantare “La Montanara” è fantastico».

Hans Geisseler (64), di Untervaz (GR), e i suoi tre figli Luca (35), Dario (34) e Severin (30) non perdono un solo match casalingo dei bianconeri.

I Geisseler, tuttavia, non vogliono essere da meno. «Quando la curva intona “Non mollare mai” ti vengono i brividi – sostiene Dario –. I tifosi bianconeri sono “caldi”, partecipano per 60 minuti alla partita, evidenziando lo spirito che contraddistingue i popoli latini. In Svizzera tedesca si guardano le partite in modo molto più compassato, manca il fuoco sacro del tifoso. Le trasferte? Non le facciamo mai. Noi andiamo solo alla Corner Arena. E che nessuno ci nomini il Davos».

Stefan Broch, 50 anni, di Dagmersellen (LU), con Megi (44), sua compagna di vita, e la piccola Jennifer (10). Da anni sono tifosi dell'Ambrì Piotta.

Hans Geisseler (64), di Untervaz (GR), e i suoi tre figli Luca (35), Dario (34) e Severin (30) non perdono un solo match casalingo dei bianconeri.

Il 35 per cento dei tifosi dell'Ambrì vengono da fuori cantone.

A Lugano la quota è del 10 per cento.

L’Ambrì è reduce da un campionato fantastico. Dal Lugano, invece, ci si aspettava qualcosa di più. «La mia unica paura è che l’avventura europea abbia tolto energie alla mia squadra del cuore – sussurra Stefan –. Per il resto, ho fiducia». «Noi vorremmo dimenticare la stagione scorsa – chiude Hans, riferendosi al balbettante torneo del Lugano –. Già che ci siamo, ci piacerebbe vincere tutti i derby. Perché anche per noi tifosi che vengono da lontano le sfide con l’Ambrì non sono partite normali».