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Tra i pali rossoneri

Ogni traguardo raggiunto, Francesca Zanzi lo dedica a mamma Milva. Uno di questi, diventare portiera del Milan femminile.

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SANDRO MAHLER
28 aprile 2019

Francesca Zanzi, cresciuta nel Balerna Calcio, ora al Milan femminile.

E pensare che da bambina tifava Inter. Ironia della sorte, Francesca Zanzi, cresciuta a Rancate, oggi è la portiera di riserva del Milan femminile. L’esordio con la maglia rossonera è arrivato in Coppa Italia lo scorso 20 febbraio, contro il Sassuolo, il giorno prima del suo ventiquattresimo compleanno. «E sono riuscita a chiudere il match senza subire reti».

Il suo corpo è ricoperto da tatuaggi. Ne ha ben 14, di cui 4 dedicati a mamma Milva. «Sono figlia unica, mi ha cresciuta da sola e mi ha sempre sostenuta. È una Mamma con la “emme” maiuscola, mi ha dato i consigli giusti. Prima lo studio, poi lo sport». E infatti Francesca si è laureata in management dello sport a Castellanza. Ora sta seguendo un master in gestione dell’impresa e delle tecnologie. «Lo seguo online. Dal vivo non potrei. Ci alleniamo tutti i giorni. I ritmi sono alti». Francesca è una ragazza che crede anche nell’amicizia. «Ho soprattutto amici maschi. L’amicizia è un sentimento che per me conta ancora più dell’amore».

Sbocciata nel Balerna, la 24enne momò, che sogna la nazionale svizzera, un paio di anni fa è passata al Brescia. Grazie anche all’aiuto di suo cugino, Alessandro Martinelli, giocatore delle Rondinelle. Poi il trasferimento al club rossonero, con cui ha sottoscritto un contratto biennale. «In Italia il professionismo al femminile non esiste. Io comunque ci metto l’anima». E poco importa se il ruolo di portiera di riserva è spesso frustrante. «Solitamente gioca la titolare. Ma io aspetto la mia occasione».

Tutti i giorni si allena al centro sportivo Vismara, a Sud di Milano. La “casa” delle rossonere. «Qui giochiamo le partite di campionato, a cui assistono alcune centinaia di spettatori. L’interesse per il calcio femminile cresce. Il peso della maglia? Certo che lo sento. Il Milan è il Milan. E poco importa se una volta tifavo Inter».