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Una grande famiglia

Non solo euforia ed entusiasmo. Il Roller Club Biasca di Pietro Giger riveste anche un ruolo sociale importante per la regione.

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STEFANO MUSSIO
17 marzo 2019

Pietro "Pepe" Giger, falegname e giocatore di hockey su pista.

È nato e cresciuto a Biasca. Qui, dal nonno e dal papà, ha ereditato la passione per il legno. E qui si è infilato, nel lontano 1997, per la prima volta i pattini a rotelle ai piedi. Pietro “Pepe” Giger, 29enne falegname, è una delle bandiere del Roller Club Biasca, unica squadra ticinese di hockey su pista a militare nella Lega nazionale A svizzera. «Lo scorso anno abbiamo perso il titolo all’ultimo secondo, contro il Montreux. Quest’anno vogliamo riprovarci».

Il grido di battaglia, Pietro, lo lancia alla vigilia degli imminenti playoff. Da quando a Biasca è arrivato l’allenatore- giocatore italiano Alberto Orlandi, star di livello internazionale, la mentalità del gruppo è cambiata. «Prima ci si accontentava di fare bella figura, adesso si vuole vincere. L’entusiasmo è alle stelle. E lo si capisce anche dalle diverse centinaia di persone che accorrono al Palaroller per assistere alle nostre partite casalinghe». La struttura è piuttosto vetusta, gli spogliatoi sono improvvisati. La squadra di casa si cambia a bordo pista, gli ospiti in un piccolo prefabbricato. «Siamo alla buona; la società però sta facendo tanti sforzi per migliorare».

È una grande famiglia, quella del Roller Club Biasca, emblema ticinese di uno sport che a Sud delle Alpi resta di nicchia. «Ci siamo praticamente solo noi, anche per quanto riguarda il settore giovanile. Ma il club, con l’arrivo di Orlandi, è riuscito a creare nuova euforia. E l’aver partecipato alle coppe europee ha suscitato nuovo interesse». Semplice e cordiale, Pietro, che lavora per una ditta di Malvaglia, è molto legato alla sua terra. «Qui manca magari la vita mondana. Però c’è tutto il resto; Biasca è a misura d’uomo. E la gente ha sempre voglia di divertirsi. Il Palaroller è davvero un luogo di grande aggregazione e la nostra squadra riveste un importante ruolo sociale per la regione».