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Ecco i piccoli che stanno facendo grande Alptransit

Al cantiere del secolo hanno lavorato anche numerose piccole e medie aziende specializzate. Tre esempi svizzeri, tra i quali la ticinese Premel SA di Bellinzona.

22 febbraio 2016

La manodopera durante i lavori di Alptransit proveniva anche da PMI svizzere.

Reportage

D a acqua torbida di galleria ad acqua pulita, così pulita da poterla immettere nel fiume Ticino: ecco il contributo del consorzio IDAAT, diretto dalla ticinese Premel Sa e composto dalle ditte Bassi Scossa Sa, per l'idraulica, e Silvano Pozzi Sa, per l'ambiente.  «Abbiamo realizzato e gestito fra il 2000 e il 2008 un impianto di depurazione automatico: dai 200 litri/secondo di acqua intorbidita da fango e idro carburi che fuoriuscivano dal traforo, venivano estratte ogni giorno 90 ton nellate di fango filtropressato. Il pH dell'acqua pulita veniva in seguito abbassato per raggiungere il livello neutrale del fiume; seguiva il raffreddamento e l'immissione nel fiume» spiega Tiziano Christen, membro di direzione della Premel SA, ditta d'ingegneria di Bellinzona, con 37 dipendenti. «Siamo orgogliosi di aver costruito un'opera che ha rappresentato un'innovazione tecnica e ingegneristica, contribuendo alla salvaguardia dell'ambiente» conclude Tiziano Christen

Il nuovo sistema di segnalazione
Nel 2004, quattro losannesi avviano la start-up

una spin-off di SwissMetro. «Dopo l'esperienza fatta al tunnel del Lötschberg, siamo stati selezionati da AlpTransit per definire le esigenze ai sistemi di segnalazione e sicurezza nel tunnel di base del Gottardo» spiega Michele Mossi, fondatore e direttore di GESTE Engineering. In pratica questa ditta, che nel frattempo conta 34 collaboratori, supervisiona lo sviluppo, l'installazione e la messa in servizio del nuovo sistema di segnalazione ERTMS-Level 2 (quello che sostituisce i «vecchi» semafori rossi) e l'insieme di sicurezza, perché i macchinisti avranno tutte le info su uno schermo.  Durante la fase di messa in opera del sistema elettronico, gli ingegneri losannesi si sono fatti due volte i 57 chilometri a piedi per controllare ogni quadro e ogni armadio tecnico. La «missione» è avvenuta a tappe di dieci chilometri al giorno con temperature tropicali.

Annunci chiari in caso di emergenza

mai sperimentare: l'azienda ha rivestito di materiale fonoassorbente le fermate di emergenza del tunnel di base del Gottardo per fare in modo che, in caso d'evacuazione, gli annunci diffusi dagli altoparlanti restino sempre comprensibili alle centinaia di passeggeri. Un problema acustico riscontrato nel 2007 durante la fase di collaudo del Lötschberg. Beat Curau, fondatore dell'azienda con ormai più di 20 anni d'esperienza nelle tecniche di spruzzatura di materiali per l'isolazione termica e per il raffreddamento, ha ricevuto l'incarico di sviluppare nel giro di qualche settimana una procedura completamente nuova. Il suo sistema ha funzionato e il laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca, EMPA, ha dato il via libera. La soluzione sarà ora implementata anche sulla galleria del Gottardo. Per spruzzare di materiale fonoassorbente i  22mila mq di parete, a Curau sono occorsi sei mesi scarsi e una squadra composta da cinque a nove persone a settimana. Si trattava di un intervento complesso e non tutti hanno reagito bene alle difficili condizioni di lavoro. Ma il capo dell'azienda si è rimboccato le maniche: «Supporto e rispetto vissuti sono stati una fantastica esperienza!». 

L'invitato