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L'auto d'epoca come investimento

Intervista a Marco Poltera, commerciante di auto d'epoca.

09 febbraio 2016

Come valuta, allo stato attuale, il mercato dell'auto d'epoca in Svizzera?
Personalmente partecipo a parecchie fiere in tutta Europa. Ed è lì che si percepiscono i principali trend. Da qualche anno a questa parte, le aste internazionali hanno fatto aumentare di molto il valore dei veicoli. Diversi gruppi di investitori hanno deciso di puntare sul settore per fare fruttare i loro beni. Insomma, non è più solo un mondo di appassionati.

E allora come lo si può definire?
È diventato soprattutto un business. Ci si è resi conto che questo è un segmento di prestigio, in cui vale la pena investire. Uno magari decide di acquistare un veicolo d'epoca semplicemente perché spera che tra qualche anno possa valere il triplo. Non per forza è un male. Così gira l'economia. Si crea lavoro.

Non si rischia, in questo modo, di creare un contesto puramente elitario?
Dipende. Di recente ho venduto un'Alfa Romeo 2.0 GTV del 1986 a 11mila franchi. Non in tutti i casi le cifre sono esorbitanti. È vero che, se i prezzi sono al rialzo, determinate macchine risultano inaccessibili a una certa categoria di persone.

Quali sono i marchi più
gettonati oggi?
Ferrari, Porsche e Mercedes. Indubbiamente. Anche perché sono i più noti. Seguono Alfa Romeo e le inglesi, come Jaguar e MG. La maggior parte dei clienti cerca estetica e praticità, senza mai perdere d'occhio il borsellino.