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Tra credenze, religione e scienza

Con un medium in un edificio «infestato». L'opinione dell'esorcista della Diocesi di Lugano e di due promotori dell'indagine critica sui fenomeni paranormali.— Andreas Eugster e Giorgia von Niederhäusern

31 ottobre 2016

Il medium Andreas Meile nella cantina dello «Spiesshof», a Basilea.


«Qui non c'è», annuncia Andreas Meile dal centro della grande sala riunioni dello Spiesshof, nell'ala barocca ultimata nel 1724. È la parte più nuova della costruzione che è situata nel centro storico di Basilea e inserita nell'inventario dei beni culturali d'importanza nazionale e regionale. Accanto, si situa la parte più antica, risalente al XVI secolo. Oggi, lo Spiesshof ospita studi legali, una fiduciaria e, da 460 anni – così dicono – pure un fantasma. Con Andreas Meile, laureato in pedagogia sociale e medium, siamo sulle sue tracce. All'improvviso, Meile ci fa segno di guardare fuori dalla finestra, verso la parte rinascimentale della struttura: «Eccolo lì! Guardate!».

Vista dall'esterno sullo Spiesshof. Qui, David  Joris (1501-1556) visse dal 1546 al 1556.



Per una decina d'anni, il ricco signore visse nella città sul Reno stimato da tutti. Alla sua morte, avvenuta nel 1556, von Brügge venne inumato con un solenne funerale. Tre anni più tardi, però, si scoprì la sua vera identità. Il suo vero nome era David Joris; era il leader di una setta di anabattisti. Di nascosto, «l'eretico» aveva continuato ad occuparsi dei suoi adepti. Fu uno scandalo. S'istituì un processo postumo e, dopo la sentenza, il suo cadavere fu riesumato, decapitato e arso pubblicamente. Da allora, pare che il suo fantasma vaghi nello Spiesshof, scortato da due alani neri e con la propria testa mozzata in mano.

Dettagli della cantina dello Spiesshof. In un angolo della stanza è esposto un ritratto di David Joris.


«È accanto a lei»
Inseguendo la visione del medium, ci rechiamo nella parte più antica della costruzione. Non siamo sorpresi: pare che Joris abbia vissuto qui. Scendendo in cantina, in realtà una sala dedicata allo storico personaggio, Andreas Meile si ferma all'istante: «Uh! Scusate, ma ho bisogno di un minuto». «Ha visto Joris?». «No, ma l'energia che sprigiona questo posto è incredibile. Mi ci devo abituare». Arrivati nel sottosuolo, il primo a farsi coraggio è Eichenberger: «Allora? È qui?». «È accanto a lei», risponde Meile. «Vicino a suo padre deceduto, che le fa sapere che sta bene». Eichenberger sussulta. Nessuno tranne il medium avverte strane presenze. Restiamo interdetti quando Meile inizia a parlare in olandese. Quel che segue è un apparente dialogo tra il sensitivo e l'invisibile interlocutore. «Vuole dirci che è uno spirito buono, ma che nessuno lo potrà mai scacciare, nemmeno con l'incenso», riferisce Meile. Chiediamo a Eichenberger se qualcuno ci abbia mai provato. Annuisce: «Le Ferrovie federali svizzere, ultime proprietarie dell'immbile, lo sottoposero a trattamenti di pulizia energetica con fumigazione». «Ora se n'è andato», irrompe Meile. Rimaniamo lì, sbigottiti, in mezzo alla cantina e a metà tra scetticismo e divertita curiosità. Ma al medium non interessa la nostra reazione: «Io mi limito a trasmettere quanto vedo e sento».

Anche l'albergo Val Sinestra, in Engadina, sarebbe abitato da un fantasma. 

Meile avrebbe già «parlato» anche con questo spirito. «Il suo nome? Non ha mai voluto dirlo. Quello a cui tiene è occuparsi del benessere dei dipendenti, che ai suoi tempi venivano maltrattati dal padrone», conclude il sensitivo.

*** Che sia tutto vero? Di storie di fantasmi è ricca anche la Svizzera italiana. A livello scientifico, la presenza di spiriti non è mai stata provata. Ce ne parla il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze nella seconda parte dell'articolo. Leggila cliccando qui sotto. ***