X

Argomenti popolari

attualità

Così scoppierete di salute

Le nostre condizioni psico fisiche non sono solo frutto del caso: oltre alla fortuna e ai fattori genetici, a determinarle è anche il modo in cui viviamo. E quando manca la salute, tutto il resto passa in secondo piano – di SUSANNE STETTLER

08 gennaio 2018

Il servizio

Sibylle Brunner, 51 anni, incaricata della prevenzione e della promozione della salute nel Canton Zurigo. Ciò vale in particolare per le cosiddette “patologie del benessere”, come ad esempio le malattie cardiovascolari. In molti, poi, sottovalutano l'importanza di un approccio positivo alla vita: non a caso si dice che una risata sia la migliore delle medicine. Ne sa qualcosa Niccel Steinberger, 52 anni, non solo perché da quasi 20 anni è sposata con il comico Emil Steinberger (85 anni), ma anche e soprattutto perché, in qualità di esperta di humour, organizza “Seminari sulla risata” (www.niccel.ch). Il riso è oggetto addirittura di una disciplina di studio nota come gelotologia (vedi box). «Ridere coinvolge il corpo, la mente e lo spirito», spiega l'esperta. Questa semplice azione ha esiti positivi sugli organi, sul cervello, sull'umore, sulla performance e sul sistema immunitario. «Si potrebbe addirittura sostenere che ridere renda più sani».  Nonostante ciò, chi si sforza di affrontare la vita con allegria e senso dell'umorismo viene spesso deriso. Niccel Steinberger sa per esperienza quanto un atteggiamento positivo possa rivelarsi importante: «Ridere mi ha aiutato a conservare la salute fisica e mentale nella fasi critiche della mia esistenza. Potrei quasi dire che in diverse occasioni mi abbia perfino salvato la vita». 



Una buona difesa
Vari studi dimostrano che ridere rafforza il sistema immunitario. Lo stesso effetto si ottiene con l'alternanza tra caldo e freddo, ad esempio immergendosi in acque termali per poi passare sotto la doccia fredda o esporsi all'aria fresca. Efficaci sono anche i percorsi Kneipp e le saune, mentre i più temerari arrivano a gettarsi nei laghi o nei fiumi in pieno inverno. In tal caso, però, i minuti di permanenza in acqua non dovrebbero superare i gradi sopra lo zero segnati dal termometro. Anche le passeggiate all'aria aperta esercitano un'azione benefica, come pure bere tè verde, infuso di tiglio o ginseng e assumere echinacea purpurea o integratori vitaminici.

Alimentazione
Un corpo sano presuppone una dieta equilibrata, nel rispetto dei principi della piramide alimentare. L'approccio odierno, però, è meno rigido di un tempo: «Esistono raccomandazioni alimentari giornaliere, ma spesso metterle in pratica può rivelarsi un'impresa», spiega Ilona Sánchez García, 29 anni, del Servizio specializzato in Dietetica Coop. «Per questo motivo, affinché un regime dietetico risulti equilibrato basta seguire le raccomandazioni nell'arco di una settimana, lasciando spazio, di tanto in tanto, anche a un peccato di gola». Il concetto di “giusto” cambia in continuazione e la Società Tedesca di Nutrizione ha di recente aggiornato le sue 10 regole base, spostando l'accento sulla qualità piuttosto che sulla quantità.


Ad esempio, non si consiglia più di mangiare poche uova e di limitare al massimo l'assunzione di lipidi: questi ultimi sono consentiti, a patto di scegliere cibi contenenti acidi grassi insaturi amici della salute, come le noci non salate o l'olio di colza. Se in passato si caldeggiava il consumo di pietanze amidacee, ora si privilegiano i cereali integra li. Le indicazioni fornite dalla Società Svizzera di Nutrizione restano per ora invariate. Grande scalpore ha suscitato lo studio PURE, condotto su 135.000 partecipanti provenienti di 18 paesi in 5 continenti diversi, secondo il quale un'alimentazione ricca di grassi sarebbe meno dannosa di un regime ad alto contenuto di carboidrati. Kathrin Seidel (35 anni) del Servizio specializzato in Dietetica Coop sottolinea che alla ricerca hanno preso parte soggetti con abitudini alimentari diverse: «Nei paesi industrializzati l'apporto di carboidrati deriva soprattutto da pane bianco, bibite o banane, mentre nei paesi in via di sviluppo si consumano più riso, mais e patate, che sono più salutari».

Esistono opinioni diverse su quali alimenti prediligere e quali evitare, e anche su quando assumerli. L'aumento di peso, tuttavia, non dipende tanto da quando si mangia, quanto piuttosto da un eccessivo apporto calorico. Come ci ricorda Ilona Sánchez García: «Mangiare in modo equilibrato, ossia né troppo né troppo poco, serve a prevenire numerose patologie legate all'alimentazione». Il troppo storpia? Generalmente, si consiglia di bere da uno a due litri d'acqua o di tè non dolcificato al giorno. Secondo alcuni programmi lifestyle, però, la dose raccomandata va dai tre ai quattro litri. Stabilire il giusto apporto di liquidi è l'obiettivo che si prefigge un gruppo di
ricerca dell'Ospedale universitario di Basilea. «In particolare, esaminiamo soggetti con un consumo di liquidi nettamente superiore alla media, ossia tra i quattro e i dieci litri al giorno», spiega la dottoressa Clara Sailer, 29 anni. Un'assunzione di liquidi così elevata non è priva di controindicazioni. Sailer aggiunge infatti: «Quando il sangue è troppo diluito l'equilibrio idrosalino può risentirne, portando alla comparsa di disturbi acuti come nausea, vomito o vertigini». Per due studi futuri, gli scienziati sono alla ricerca di soggetti maggiorenni che bevano più di tre litri e mezzo al giorno (contattare clara.sailer@usb.ch).



Movimento
Studi scientifici hanno dimostrato che 30 minuti di attività fisica al giorno o 150 minuti alla settimana basterebbero a prevenire un decesso su 12. Secondo l'Università di Karlsruhe in Germania il movimento ha effetti antidepressivi, contrasta l'insorgere della demenza e favorisce la guarigione da malattie gravi. Inoltre, da un punto di vista motorio, chi pratica sport dimostra dieci anni in meno rispetto a soggetti sedentari. Alcuni ricercatori norvegesi hanno scoperto che un'ora di esercizio ne compensa otto trascorse restando seduti. «A mio parere, l'esercizio fisico contribuisce per più del 50% allo stato di salute di una persona», dichiara Anna Conus (21 anni), direttrice dell'Update Fitness Center di Basilea. Ai pigri recidivi, l'esperta di fitness consiglia di aumentare l'attività fisica in modo graduale, ad esempio salendo le scale o facendo una passeggiata, per poi passare a sport che non carichino le articolazioni, come il nuoto o la bici. «In uno stadio successivo vanno affiancati anche l'allenamento in palestra e il lavoro di potenziamento, perché i muscoli contribuiscono a plasmare il corpo», conclude Anna Conus. «Più sviluppata è la massa muscolare, più calorie si bruciano.»


Riposo
Lo stress e la mancanza di riposo sono deleteri per la salute. Secondo uno studio sullo stress condotto nel 2010 dalla Segreteria di Stato dell'economia (Seco), il 32% dei lavoratori interpellati aveva assunto farmaci o altre sostanze per svolgere le proprie mansioni, in genere allo scopo di alleviare dolori, rilassarsi o riuscire a dormire, ma nel 4% dei casi per migliorare le prestazioni lavorative. Per l'esperto di calcio Alain Sutter, 49 anni, ex giocatore della nazionale svizzera, coach specializzato nella gestione dello stress e autore del libro “Stressfrei glücklich sein” («Essere felici senza stress) (www.alainsutter.ch), lo stress di per sé non è negativo, costituisce anzi un importante meccanismo per sopravvivere nelle situazioni d'emergenza. «Diventa problematico solo quando, da reazione alle emergenze, diventa una condizione abituale», precisa Sutter. «In tal caso si vive in uno stato di tensione costante da cui non si riesce mai a staccare, accompagnato da una respirazione incompleta e superficiale». Il trucco più rapido per bloccare una reazione acuta di stress è fare un paio di respiri profondi per comunicare al sistema nervoso autonomo che «siamo al sicuro nella nostra caverna e non siamo braccati da alcun predatore».

Nel lungo termine, ciò che secondo Sutter aiuta davvero è un atteggiamento positivo verso le sfide della vita: «Non sono le circostanze a decidere se il nostro corpo debba entrare in modalità d'emergenza, quanto piuttosto la nostra reazione a tali eventi». Poco importa come ci si rilassi, sottolinea il coach antistress: quel che conta  è fare movimento, trascorrere molto tempo all'aria aperta e affrontare ogni cosa con gioia, entusiasmo e passione. In questo modo si hanno maggiori possibilità di raggiungere quello stato meditativo che è fondamentale per il recupero mentale, uno stato in cui il cervello si concede una pausa rigenerante. Sutter precisa: «Se ci convinciamo di essere  dei superuomini o delle superdonne e pensiamo di poter sfrecciare davanti alle stazioni di servizio senza mai fare  rifornimento, prima o poi la nostra superautomobile rimarrà a secco: è una situazione che osservo ogni giorno nel mio lavoro».

Vietato rinunciare alle vacanze
Rilassarsi dopo il lavoro o nel weekend non basta a ricaricarsi. Il professor Achim Elfering, 52 anni, dell'Università di Berna ha di recente scritto un articolo sull'argomento. «Chi non va in vacanza per periodi di tempo prolungati mette a repentaglio la propria salute: saltare le  ferie per nove anni può addirittura aumentare il rischio di morte», rivela. Le pause protratte giovano di certo, ma l'effetto recupero svanisce in fretta, pertanto fare un unico, lungo viaggio non è consigliabile. Nella maggior parte dei casi,  due settimane di vacanza sono l'ideale.

Foto: Tobias R. Dürring, mad


Un calcio allo stress

Autoaiuto: chi è stressato, dovrebbe ritrovare un po' di calma. Ecco come:

- Fate il punto della situazione: Su una scala da 1 a 10, quanto siete stressati? Quando vi sentite particolarmente sotto stress? La sensazione di stress è più intensa in orari specifici della giornata o in determinati giorni? Identificate i fattori di stress p er poterli ridurre o addirittura rimuovere.

- Cambiate atteggiamento: Chi tende (inconsciamente) a sminuirsi e criticarsi spreca energie. Escludete dalla vostra mente pensieri come: «Non ce la faccio» o «Non ne sono capace».

- Mangiate correttamente: non troppo, né troppo poco, non troppo rapidamente e senza esagerare con i grassi. Bevete a sufficienza. Svolgete sufficiente attività fisica.

- Nei vostri programmi lasciate sempre spazio al tempo libero e trovate il modo di staccare
la spina: cucinate, andate in palestra o al cinema, ascoltate musica, leggete, passeggiate, ecc. Concedetevi una vacanza a scadenze regolari. Imparate delle tecniche di rilassamento, come yoga, meditazione, esercizi di r espirazione, ecc. Divertitevi: ridendo ci si rilassa e ci si sente felici.

Il riso fa buon sangue

La gelotologia (dal greco gélos = riso) è la scienza che si occupa di studiare gli effetti fisici e psichici della risata. Padre di questa disciplina è considerato lo psichiatra americano William F. Fry, che per primo nel 1964 esaminò la correlazione tra riso e salute. In alcuni paesi, ad esempio in Inghilterra, esistono delle vere e proprie cliniche della risata per sfruttare gli effetti terapeutici dello humour. Molto nota in Svizzera è l'attività dei clown che, negli ospedali pediatrici, si dedicano a risollevare l'umore dei piccoli pazient i.