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Il censimento degli uccelli

Ogni vent’anni in Svizzera si contano gli uccelli nidificanti. Migliaia di ornitologi amatoriali perlustrano boschi, zone umide, prati e colline censendo i volatili. Tra loro anche molti giovani.

FOTO
HEINER H. SCHMITT / MAD
13 novembre 2018

Sylvain Eichhorn, neanche ventenne e grande appassionato di 'bird -watching'.

I voli spettacolari di un Girfalco.

IL NUOVO ATLANTE

Atlante degli uccelli nidificanti in Svizzera 2013-2016, di Knaus, Antoniazza, Wechsler, Guélat, Kéry, Strebel, Sattler. 648 pagine con più di 350 fotografie e oltre 1.600 cartine e grafici (fr. 88.–). La revisione dei testi e parte della traduzione in italiano sono a cura di Chiara Solari di Sala Capriasca. «Avevo già lavorato alla traduzione dell’edizione precedente, quella di 20 anni fa, che però includeva solo dei riassunti in italiano – racconta Chiara Solari –. Qui, invece, si tratta di un tomo a sé, con traduzione dei testi completi. Mi ha colpito come il numero di uccelli nelle zone agricole continui a diminuire. Anch’io ho una piccola azienda agricola e cerco di gestirla con molta attenzione riguardo la biodiversità. Sembra che, malgrado numerosi incentivi, non sia abbastanza e questo mi fa riflettere».

«Guarda! Un Piro piro culbianco», esclama Sylvain Eichhorn. «No, sono due. E accanto c’è anche una ballerina gialla». Svelto svelto, il giovane ornitologo si fa da parte e cede il binocolo al giornalista. Effettivamente sull’area fangosa accanto al lago artificiale di Klingnau a Koblenz (AG) due uccelli dalle zampe alte saltellano ondeggiando la coda. Il lago è una riserva naturale nota per la presenza di uccelli di ripa come il Piro piro culbianco, che qui effettuano una sosta durante la loro migrazione. Anche se sono distanti almeno 100 metri dall’osservatore, grazie al binocolo si riescono a distinguere con estrema nitidezza. «Tra il petto scuro e la parte inferiore bianca c’è un netto stacco», spiega il dicianovenne Sylvain, descrivendo le caratteristiche della specie.

Nell’Atlante degli uccelli nidificanti in Svizzera, in uscita alla fine della prossima settimana, il Piro piro culbianco non c’è: questa specie non nidifica in Svizzera e i due individui presenti sono solo di passaggio. Per quanto riguarda invece la Ballerina gialla, le coppie presenti dovrebbero essere 20mila.

Diverse le app che vengono in aiuto a chi osserva gli uccelli.

Gli attrezzi dell'ornitologo: cannocchiale, treppiedi, binocolo e smartphone.

Il binocolo, per capire i dettagli.

La curiosità induce a studiare sempre di più.

3.169.412 segnalazioni

LA RICERCA CONTINUA

Nella Svizzera italiana il 1° dicembre 2018 prende avvio un’altra importante ricerca sulla distribuzione degli uccelli in inverno. A 30 anni di distanza dalla prima e unica pubblicazione nel suo genere in Svizzera, gli ornitologi vogliono capire cosa è cambiato. Chi nutre gli uccelli in inverno è invitato a partecipare con le segnalazioni delle specie che frequentano le loro mangiatoie. Anche chi conosce solo poche specie può dare il proprio contributo e imparare velocemente a riconoscere gli uccelli. https://www.ficedula.ch/uccelli-in-inverno 

L’inventario degli uccelli nidificanti in Svizzera è opera di Peter Knaus e della sua équipe della Stazione ornitologica di Sempach (LU). I lavori di preparazione sono iniziati nel 2011 e i censimenti nel 2013. Per rilevare le specie presenti, la squadra ha scelto un campione rappresentativo di 2.318 chilometri quadrati sparsi su tutto il territorio nazionale. Durante le primavere dal 2013 al 2016, i siti sono stati battuti da ornitologi che hanno schedato le specie rinvenute. Incrociando i dati raccolti con modelli computerizzati, il gruppo di lavoro dell’Atlante ha calcolato per ciascuna specie diffusione e, dove possibile, densità degli effettivi per chilometro quadrato sull’intero territorio nazionale.
Sylvain Eichhorn è stato uno dei rilevatori. Con i Bebbi Babbler, un gruppo giovanile della Società ornitologica di Basilea, ha partecipato a due corsi introduttivi in val Bedretto. I giovani cercavano esemplari di Fagiano di monte, Coturnice o Civetta nana, specie di cui non era stata rinvenuta traccia durante i normali giri di perlustrazione, ma che si è certi abbiano vissuto in passato nella zona e che si presume ci vivano ancora. La squadra di progetto ha tenuto conto di queste segnalazioni e anche di quelle pervenute alla piattaforma Internet ornitho.ch, sulla quale si possono indicare il luogo, la specie e la data di ogni avvistamento. «Per l’Atlante abbiamo tenuto conto di 3.169.412 segnalazioni fornite da 3.096 birders», racconta Peter Knaus.Knaus e la sua squadra sono stati ovviamente grati a chiunque abbia fornito informazioni. Specialmente quelle provenienti da giovani ornitologi, il cui numero in Svizzera è in rapida ascesa. «L’hobby del bird-watching ha acquistato dignità propria», spiega compiaciuto Knaus. «In quasi tutte le regioni esistono gruppi giovanili attivi che escono sul campo con i loro ragazzi».

Tanta tecnologia tra gli ornitologi

Ed è proprio così che anche Sylvain Eichhorn ha scoperto la sua passione. A sei anni il nonno gli regalò un libro sugli ­uccelli d’Europa. «Me lo guardavo e ­riguardavo per ore e ormai lo conoscevo a memoria», racconta. «Ogni volta che riuscivo a riconoscere una specie in natura era una gioia immensa». Sylvain si iscrisse poi ai Bebbi Babbler e iniziò a partecipare alle loro uscite mensili. «Ho imparato anche a riconoscere i canti degli uccelli». Ed è allora che gli si è schiuso un nuovo mondo. «Prima conoscevo solo gli uccelli grandi e appariscenti come le oche e simili», ricorda. Ora, al centro dei suoi interessi ci sono anche i volatili più piccoli e discreti, ma non per questo meno interessanti. Uno di questi è il Fiorrancino, un uccellino dai cinque ai sette grammi di peso, lungo dieci centimetri scarsi, inclusa la coda: è il più piccolo uccello della Svizzera e ne sono state censite circa 325mila coppie.
Una delle finalità dei gruppi è incoraggiare i giovani birders. Le nuove possibilità digitali offerte dalla tecnologia hanno poi contribuito ad abbassare la soglia d’inibizione di chi si avvicina per la prima volta all’ornitologia. Esistono per esempio app in grado di riconoscere i richiami degli uccelli che si possono consultare in caso di dubbio. C’è poi Naturalist, un’app per caricare sulla piattaforma ornitho.ch le osservazioni raccolte sul campo o visionare quelle pubblicate da altri ornitologi. «In passato, per sapere se c’erano esemplari di Piro piro ­culbianco di passaggio nella riserva del lago artificiale di Klingnau, dovevi conoscere qualcuno che c’era appena stato in quei giorni e chiamarlo», ricorda ­Peter Knaus. «Oggi, invece, certe informazioni le puoi reperire in tempo reale su internet».
Anche Sylvain Eichhorn, che nel frattempo lavora come guida, si avvale di questi strumenti. Finora le specie di uccelli che ha osservato in natura allo stato selvatico sono state 278 in Svizzera e 411 nel resto del mondo. «La cosa più bella è quando scopri una specie rara». Per questo perlustra spesso la regione di Basilea in bici o a piedi assieme ad altri birders. Alcune settimane fa Sylvain ha addirittura trasformato in lavoro il suo hobby, iscrivendosi alla facoltà di biologia dell’università di Basilea. La scelta del corso è cresciuta durante la stesura del lavoro di maturità, nel quale indagava quali condizioni rendessero i terreni incolti habitat ideali per il Saltimpalo. Per il suo scritto Sylvain ha ottenuto un bel “sei” e anche la menzione “molto buono” al concorso indetto dalla Fondazione Scienza e gioventù.
Come mai Sylvain si è appassionato proprio di pennuti? Perché anziché ­uccelli non osserva farfalle, ­libellule o coccinelle? «Non ne ho idea», risponde, ma neanche un attimo dopo snocciola una serie di motivazioni. Per prima cosa gli uccelli sono più facili da osservare in natura rispetto alla maggior parte degli altri animali: sono relativamente grandi, appariscenti e solitamente attivi di giorno. In secondo luogo il numero delle specie di volatili è tutto sommato contenuto: in Svizzera ­nidificano 210 specie, altre 200 sono già state avvistate qui mentre transitano o svernano. Per avvistarle tutte nel corso di una vita ci vuole tanta fortuna, ma non è del tutto impossibile, anche se finora non c’è mai riuscito nessuno. L’osservazione dell’avifauna permette infine di trarre interessanti conclusio- ni sull’integrità dell’intero ecosistema: gli uccelli, come l’uomo, sono infatti ai vertici della catena alimentare.
La lista degli avvistamenti sul lago ­artificiale di Klingnau diventa sempre più lunga e ora conta anche mestoloni, alzavole, aironi bianchi maggiori, un Piovanello pancianera e beccacini. ­Sylvain riesce a riconoscerne molti ­altri anche dai richiami: Rampichino comune, Scricciolo comune, Pettirosso, Capinera, Luì piccolo e altri. Tutte specie che ha scoperto da solo. Le segnalazioni vengono caricate tramite app nella piattaforma ornitho.ch. Anche se finiranno nella prossima edizione dell’Atlante degli uccelli nidificanti, che sarà pubblicata indicativamente nel 2038. Intanto però la febbre da avvi- stamento impazza, anche tra giovani ­birders.


Illustrazioni: Paschalis Dougalis, dal libro «Was fliegt denn da»

Piro piro culbianco, chiurio maggiore e gruccione: 

Piro Piro culbianco: uccello migratore che nidifica sugli alberi e non sul terreno, come gli altri uccelli di ripa. 

Chiurio maggiore: è lungo ben 50 cm, di cui 12 sono i becco. Dal 2007 non è più documentato tra gli uccelli nidificanti in Svizzera.

 Gruccione: fortunatamente sentiamo invece ancora parlare del Gruccione. Il variopinto uccello ha nidificato per la prima volta in Svizzera nel 1991, nel 2017 è stato superato il numero di 100 coppie. 

Codirosso spazzacamino e averla capirosso: 

 Codirosso spazzacamino: il Codirosso spazzacamino è di gran lunga la specie nidificante più diffusa in Svizzera. La sua presenza è attestata nel 95% dei chilometri quadrati mappati.

 Averla capirosso: uccello un tempo diffuso. Ma dal 2010 non è più documentato tra le specie che nidificano in Svizzera.

Una mappatura unica

PETER KNAUS

L'INTERVISTA

Peter Knaus responsabile dell'Atlante degli uccelli nidificanti alla Stazione ornitologica.

Responsabile dell'Atlante degli uccelli nidificanti alla Stazione ornitologica.

Finalmente è arrivato il nuovo Atlante degli uccelli nidificanti. Il suo lavoro può ritenersi concluso.
No, il lavoro vero inizia ora. L’Atlante degli uccelli nidificanti è una base eccellente sulla quale lavorare; ora dobbiamo fare in modo che le sue scoperte trovino riscontro pratico.

Quali scoperte?
I risultati sono in stretta correlazione con gli habitat. In alcuni habitat, come il bosco, gli uccelli se la passano tutto sommato bene. In altri, invece, stavano male vent’anni fa e stanno ancora peggio oggi. Nei terreni agricoli le condizioni sono pessime e questo sarà il focus del nostro lavoro in futuro. Cercheremo con insistenza di condizionare le decisioni in materia di politica agraria, in modo che nei terreni adibiti alle colture torni ad esserci un posto anche per l’avifauna.

Siete in grado di capire dove ci sono stati cambiamenti effettivi?
Sì e ne andiamo anche fieri: siamo gli unici in tutto il mondo ad essere riusciti a mappare in maniera così dettagliata e capillare i cambiamenti di densità di popolazione di così tante specie. La Svizzera, assieme forse a Paesi Bassi e Gran Bretagna, è al primo posto.

Quali le specie che stanno meglio?
Quelle che vivono nel bosco: Capinera, Cincia mora, Luì piccolo o Pettirosso. Hanno tratto beneficio da un cambio di paradigma nell’economia forestale che al ripopolamento del bosco con semplici foreste di abeti rossi preferisce ora la rinnovazione naturale, la quale assicura una maggior presenza di legno morto e volumi di legna maggiore. A subirne, invece, le conseguenze sono state quelle specie come il Gallo cedrone o il Luì verde, che prediligono i boschi più radi.

E chi se la passa male?
Lo Stiaccino, l’Allodola, la Tottavilla, il Falconcello, il Pispolone e il Culbianco: uccelli migratori a lungo raggio che nidi- ficano a terra e si nutrono di insetti. Soffrono dell’intensificazione dell’agricoltura, nella quale i prati eutrofizzati vengono sfalciati anche sei volte l’anno. Il tempo che intercorre tra i due tagli è troppo breve per permettere a queste specie di allevare i piccoli, che finiscono sotto le macchine agricole. Gli insetti da mangiare scarseggiano, perché sono stati allontanati dal terreno dall’uso di pesticidi e di concimi. Gli insetticidi poi decimano indistintamente sia i parassiti sia gli insetti utili. Ricordiamo a tal proposito che il 40% delle specie di uccelli nidificanti svizzeri sono quasi esclusivamente insettivore e un altro 25% ha una dieta mista.

Insomma, tutta colpa dei contadini?
No, naturalmente no. La colpa è soprattutto della politica di sovvenzionamento sbagliata. Ma anche del disturbo arrecato per esempio da mountain biker poco rispettosi del bosco, da sciatori che praticano il fuoripista o da chi pagaia con lo stand-up paddle in zone alle quali non si potrebbe accedere: per alcune specie di uccelli queste interferenze, unite alla perdita di habitat, sono all’origine della loro scomparsa.