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Miele mania: tanta voglia di dolcezza

Gli effetti benefici sulla salute e la sua golosità fanno di questo nettare un dono regale. È un alimento semplice e genuino, da gustare già a colazione spalmato sul pane, ma è anche frutto del duro lavoro di api e apicoltori: merita il nostro rispetto.

23 luglio 2018

Prodotto appena smielato, ambrato, fluido, dolce e intenso.


Il servizio

TESTO: EVA NYDEGGER



Dalle mummie egizie al Corano
Tremilacinquecento anni fa il miele divenne un importante prodotto in Egitto. 
Fonti attendibili confermano l'abitudine della regina Cleopatra di concedersi quotidianamente un bagno di bellezza a base di latte e di miele, così come l'impiego del miele per mummificare i corpi e come cibo per gli dei. Per gli antichi Greci il miele era un cibo riservato agli dei che dava loro il dono dell'immortalità. I Romani amavano consumare il miele in quanto ne apprezzavano gli effetti benefici per la salute. I Germani che banchettavano con il met utilizzavano il miele anche nei loro rituali. Anche nella cultura islamica l'ape è oggetto d'ammirazione, a tal punto da comparire nel Corano, mentre il profeta dei musulmani Maometto declama le proprietà del miele contro il mal di pancia.

Un rimedio naturale
Se e come il miele influisca sul nostro stato di salute continua a essere oggetto di nuovi studi e scoperte. Kathrin Seidel, nutrizionista da Coop precisa: «Nella medicina popolare il miele è considerato un rimedio contro tosse e mal di gola». Specialmente nei bambini, il miele procura un temporaneo sollievo alla gola irritata, prosegue Seidel «soprattutto se assunto in combinazione col latte caldo». Il miele può essere utilizzato anche per alleviare i disturbi gastrointestinali. Secondo i medici però bambini, donne in gravidanza e che allattano dovrebbero farne un uso moderato (una porzione normale equivale a 20 grammi). «Il miele resta invece un tabù assoluto per i bebè con meno di dodici mesi», precisa Seidel. I neonati potrebbero ammalarsi in quanto il loro sistema immunitario non ancora completamente formato non è in grado di difendersi nell'intestino da un batterio contenuto nel miele. Kathrin Seidel si concede quasi ogni mattina una fetta di pane integrale e miele. Dal punto di vista nutrizionale la mattina sarebbe più consigliabile assumere qualcosa di salato per evitare un picco glicemico, sostiene l'esperta. Lei però adora il miele, anche perché da quando il padre pensionato è diventato apicoltore, le regala sempre qualche vasetto.



Alla domanda se il miele regionale faccia particolarmente bene alla salute, l'esperta replica: «Purtroppo non esistono ancora studi che lo dimostrino. Dal punto di vista della sostenibilità è sicuramente positivo». Un miele costosissimo ed esportato in tutto il mondo è quello neozelandese di manuka che si segnala per la potente azione antibatterica e antinfiammatoria. Se sterilizzato con raggi gamma, è utilizzato persino per produrre un presidio medico approvato per la medicazione delle ferite.

La moria delle api
Per quanto il miele sia un autentico toccasana per l'uomo, le api mellifere stanno soffrendo parecchio a causa della varroasi, malattia endemica causata dall'acaro parassita Varroa destructor, riferisce Vincent Dietemann del Centro di ricerche apicole Agroscope. Negli ultimi anni, gli apicoltori svizzeri hanno perso tra il 10 e il 25% delle loro colonie. «La situazione non è catastrofica, ma neppure confortante», afferma Dietemann. Le api non sono minacciate dall'estinzione, ma gli apicoltori non hanno vita facile, perché i rimedi esistono, ma sono costosi e complessi. Anche alcuni pesticidi possono rappresentare un rischio per le api. Per esempio gli insetticidi neonicotinoidi utilizzati per la concia delle sementi. «I tre peggiori sono stati banditi», rassicura Dietemann. Altri neonicotinoidi sono però ancora permessi. Secondo Agroscope, dopo il manzo e il maiale, l'ape mellifera è oggi il terzo principale animale da reddito dal punto di vista economico. Un terzo circa della produzione globale di alimenti dipende dall'impollinazione degli insetti: si pensi solo che il 70% di tutte le colture alimentari sono impollinate da api.

Oltre un chilo di miele a testa
Gli svizzeri sono grandi consumatori di miele: dal 2007, il consumo pro-capite si attesta tra 1,1 e 1,3 kg l'anno.  Secondo Salvador Garibay, esperto apistico del FiBL, la Svizzera ne importa il 65% dall'estero. Gli oltre 19mila operosi apicoltori che allevano una media di dieci colonie, producono 3'200 tonnellate di miele o un terzo del fabbisogno. Se in passato ad allevare le api erano in prevalenza i contadini, oggi l'apicoltura è diventata un passatempo di tendenza praticato sempre più spesso anche da chi vive in città.

Le origini della “luna di miele”
Per capirlo dobbiamo tornare al met. Nel Medioevo era diffusa l'usanza che durante le prime settimane dopo il matrimonio la coppia di neosposi bevesse ogni giorno del met. Mentre il termine «luna» si riferisce al mese lunare, quindi al primo mese di matrimonio, il significato evocativo del miele rimanda alla dolcezza che dovrebbe caratterizzare il primo periodo degli sposi. Anche se il miele dovrebbe addolcire ogni giorno della vita matrimoniale, non solo il primo mese.

Cos'è il miele bio?

Selezione di colonie di provenienza biologica.
– Le api vivono in arnie realizzate con materiali naturali come legno, argilla e paglia. Le  pitture esterne possono essere realizzate solo con colori non nocivi. Il trattamento
delle superfici interne è effettuato solo con cera d'api, propoli o oli
– 
Solo detergenti e disinfettanti tollerati dalle api.
– Garantire una cera d'api priva di pesticidi per la produzione del favo.
– Divieto di mutilazione delle ali all'ape regina.
– Nel raggio di tre chilometri dall'apiario, le fonti di bottinaggio devono essere  costituite prevalentemente da piante da coltura ecologica o flora spontanea. Sufficiente
distanza da eventuali fonti contaminanti non agricole.
– Nessuna nutrizione artificiale di stimolazione in primavera.
– Sono permessi solo metodi d'estrazione del miele rispettosi delle api.
– Se necessario, nutrimento alle api con miele bio, favi con provviste di cibo bio,
zucchero bio (sciroppo) o canditi biologici.
– Scorte abbondanti di miele e di polline a disposizione nei favi di covata per superare il
periodo invernale.
– Sistematica profilassi delle patologie. Esclusivamente prodotti e metodi naturali per la  lotta diretta ad agenti patogeni e parassiti.
– Requisiti particolari per la conservazione e l'imballaggio di miele e garanzia della  qualità di produzione.

Scuole in fiore



Diverse scolaresche svizzere stanno dando il loro contributo per rendere il Paese più verde e più colorato. Nel 2018, all'insegna del motto «Scuole in fiore», già per la terza volta Coop e Bio Suisse hanno distribuito alle scuole 1'200 set di piantine di erbe aromatiche. In primavera, le classi hanno ottenuto un mix di sementi di ortaggi, fiori bio e piantine bio, fonte di nutrimento e preziosi habitat per api e altre specie animali. Nei primi due anni sono sbocciati 20mila m2 di aree verdi, trasformando così più di 27'500 studenti in esperti di api.