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Rivoluzione in vista per la mobilità

In materia di mobilità, le energie fossili hanno i giorni contati. I veicoli di domani funzioneranno con le energie rinnovabili e i modi per spostarsi si sceglieranno in base ai bisogni. Solo così sarà possibile decongestionare le strade, diminuendo nel contempo le emissioni di CO2

03 gennaio 2018

Il servizio

Nel futuro i veicoli verranno alimentati con energie rinnovabili senza emettere CO2. Le energie fossili sono destinate a scomparire o, in ogni caso, a essere usate sempre meno». È con queste parole che Jörg Sigrist, 58 anni, esperto di automobili ed ex-direttore di Umwelt Arena, traccia il ritratto della mobilità di domani. Il centro espositivo di Umwelt Arena (l'Arena per l'ambiente in italiano) a Spreitenbach (Canton Argovia) presenta su quattro livelli distinti delle esposizioni sull'ambiente, sullo sviluppo sostenibile e sulle tecnologie di punta. In materia di mobilità, lo specialista distingue tra due possibili piste da seguire: da un lato lo sviluppo delle energie rinnovabili su grande scala e dall'altro la mobilità in base ai bisogni. La prima strategia presuppone veicoli elettrici o alimentati all'idrogeno e al biogas. La seconda implica invece l'uso accresciuto di dispositivi elettronici, come i telefoni multimediali, per scegliere i mezzi di trasporto più efficaci, più rispettosi dell'ambiente e più convenienti per recarsi da un punto A a un punto B. «Non si avrà più forzatamente la propria automobile, ma tra tutti i mezzi di locomozione a disposizione si sceglieranno quelli che fanno più al caso nostro, combinandoli all'occorrenza. Da questo punto di vista, il carsharing è destinato a prendere sempre più piede».


Il minibus postale “Smart Shuttle” è testato a Sion dal 2016. Senza autista ma con i passeggeri.

I veicoli del carsharing
Christian Rudin, dal 1° ottobre 2017 direttore di Umwelt Arena, su questo punto concorda totalmente con il suo predecessore: «Oggi un'automobile è utilizzata solo il 10% del tempo e resta invece ferma per il rimanente 90%. I veicoli del carsharing restano invece quasi continuamente in movimento, compiendo gli stessi spostamenti per cui sarebbero necessarie sette o otto automobili private». I due esperti pensano all'unisono anche quando evocano i cambiamenti che interverranno nei prossimi vent'anni. «Viviamo un periodo estremamente interessante per quanto riguarda la produzione di energia e la mobilità», afferma entusiasta Jörg Sigrist. Ma perché puntare così tanto sui veicoli alimentati a elettricità e a idrogeno – ambiti dove Coop ha già ampiamente investito – e a biogas? «Poiché con gli attuali motori a benzina e diesel sarebbe troppo costoso sviluppare i mezzi tecnici necessari a diminuire drasticamente le emissioni di CO2. In base alle norme stabilite dal Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), nel 2015 si sarebbe dovuto raggiungere un consumo di 130g di CO2 per km, un obiettivo mancato di 5 grammi. Nel 2020 il consumo dovrebbe invece scendere a 95g di CO2 al km, praticamente una missione impossibile con le tecnologie attuali». Le automobili elettriche e quelle alimentate a idrogeno e a biogas sembrano dunque essere la panacea per diminuire le emissioni di CO2. Il “carburante” utilizzato deve però provenire da fonti rinnovabili: il vento e il sole per l'elettricità, l'acqua per l'idrogeno prodotto con l'energia idraulica, i rifiuti organici per la produzione di biogas attraverso metanizzazione.


L'automobile senza autista, come questa di Google, è il futuro della mobilità.

La rete di distribuzione
Ma perché questo tipo di veicoli possa sostituire i motori a combustione, bisogna avere la possibilità di fare il pieno. La densificazione della rete di distribuzione è la condizione inderogabile per avviare la produzione di massa di automobili pulite. Attualmente, la Svizzera ha 140 stazioni di servizio per il biogas e due per l'idrogeno, di cui una, quella di Hunzenschwil (AG), è proprietà di Coop ed è l'unica a essere aperta al pubblico. «I costruttori di auto devono convincere i propri clienti che è possibile circolare in maniera conveniente con le energie rinnovabili» auspica Jörg Sigrist. Ad ogni modo, tra 20 o 30 anni, il mercato dell'automobile non sarà più quello di oggi. I costruttori prevedono già di diversificare le loro attività trasformandosi in prestatori di servizi nell'ambito della mobilità. Avranno loro proprie applicazioni per proporre i loro prodotti in carsharing».

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L'IMPEGNO DI COOP – Coop si è posta come obiettivo la neutralità delle emissioni di CO2 entro il 2023. Già oggi il commerciante al dettaglio si distingue per il proprio impegno in diversi ambiti, tra cui quello dei trasporti. Della flotta di Coop fanno parte sei autocarri elettrici, un autocarro all'idrogeno, dodici automobili all'idrogeno Hyundai ix35 e una stazione di servizio per l'idrogeno situata a Hunzenschwil (AG). Quale fonte energetica alimenterà i veicoli di Coop tra vent'anni dipende della tecnica che si sarà imposta da qui ad allora: la batteria o l'idrogeno (l'autocarro all'idrogeno funziona con un motore elettrico alimentato da una pila a combustile che produce elettricità combinando l'idrogeno del serbatoio e l'ossigeno dell'atmosfera). Oggi Coop ritiene che l'idrogeno sia la soluzione più promettente. La rete nazionale di stazioni di servizio per l'idrogeno si svilupperà a seconda della tecnologia e dei veicoli già disponibili sul mercato o che lo saranno presto. Tra vent'anni, potrebbero esserci una cinquantina di stazioni di rifornimento.

Foto: Keystone, Kilian J. Kessler, mad

Così le auto voleranno

Ciò che per molti rappresenta uno scenario utopico, per Jörg Beckmann, 51 anni, si tratta invece di progetti futuri perfettamente realizzabili. Ecco le sue convincenti spiegazioni.

Globalmente, come si immagina la mobilità in Svizzera tra vent'anni? Quali sono le tecnologie più promettenti?
Nei prossimi venti anni due grandi motori tecnologici determineranno l'evoluzione del traffico in Svizzera. Si tratta pri

dell'automobile oltre che della reinvenzione della bicicletta come veicolo elettrico. Inoltre, la “digitalizzazione” nel settore dei trasporti farà in modo che non sarà più necessario guidare o avere un veicolo in proprio. Soprattutto nelle città, la distinzione tra traffico pubblico e privato diventerà sempre meno importante. Viaggeremo in piccoli bus automatici, a bordo di automobili condivise e su biciclette pubbliche – tutti veicoli al 100% elettrici.

L'automobile senza conducente è destinata a divenire una realtà sulle strade e negli agglomerati svizzeri?
Certamente! I veicoli automatizzati non avranno bisogno né di un conducente né di un detentore privato perché ci raggiungeranno ogni qual volta ne faremo domanda attraverso l'applicazione di un fornitore di flotta. Offriranno maggiore autonomia e libertà personali a un costo inferiore. Permetteranno inoltre di ridurre sensibilmente il numero di auto e di posteggi e saranno all'origine di un notevole indotto economico. L'automobile senza conducente costitui
sce un'invenzione fondamentale del tutto paragonabile, in termini di impatto sociale, a quella della macchina a vapore o del computer.

L'automobile volante appartiene al regno della pura utopia o in un futuro più o meno prossimo potrebbe divenire una realtà?
Anche l'automobile elettrica volante è destinata a vedere la luce. Essa si inscrive infatti nella filosofia dell'automobile così come la intendiamo da più di cent'anni. Si tratta di superare delle zone geografiche e delle frontiere tecnologiche, in modo da facilitare e accelerare la mobilità individuale delle persone. Già oggi delle start-up innovative sviluppano prototipi di veicoli elettrici volanti, trovando investitori e anche i primi
acquirenti. Queste visioni sono incoraggiate dalla fattibilità di sistemi di controllo autonomi, come quelli utilizzati per i droni, che già oggi trasportano anche persone. Alla fine di questo secolo viaggeremo su “autostrade aeree”!

Nell'ambito dell'aviazione, si troverà una tecnologia in grado di sostituire 
il cherosene?
Le attuali applicazioni di apparecchi volanti innovativi, dall'utilizzazione di droni per i salti in paracadute al giro del mondo con Solar Impuls, lasciano presagire che anche il traffico aereo senza motore a combustione potrebbe essere una realtà. Ma perché l'A380 possa volare con un motore elettrico, restano da compiere enormi progressi. Al più tardi quando avremo esaurito i combustibili fossili, ad ogni modo, il grande Airbus dovrà potere volare sfruttando principalmente l'elettricità.