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Sci di fondo sempre più trendy

Sulle piste innevate s'incontrano sempre più giovani. Piace soprattutto lo “skating”, tecnica dinamica e veloce che non segue traccia. Testimonianze tra divertimento e storia.

05 febbraio 2018

La Svizzera vanta unelevata densità di piste di sci di fondo.


Il servizio

È un sabato di gennaio ed è difficile trovare un parcheggio davanti all'Espace Nordique, all'uscita di Les Mosses (VD).  Un'auto si ferma per far scendere due ragazze equipaggiate di zaini, sci e bastoni. «Hai dimenticato i guanti?» chiede Lysiane Fischer all'amica Laeticia Rosat. «No, non ne ho bisogno», risponde quest'ultima disinvolta. Per le due amiche lo sci di fondo è un'attività rilassata, «niente di complicato».  La diciottenne Lysiane e la diciannovenne Laeticia sono originarie della regione e hanno ricominciato a fare sci di fondo da poco. Da bambine si erano cimentate dapprima con lo stile classico nel club locale, per passare poi allo sci alpino.


Pattinando sugli sci
Ora però sono tornate al fondo e sono attratte dallo skating, vale a dire lo stile pattinato. Laeticia continua a praticare occasionalmente anche lo sci alpino, mentre Lysiane si è data del tutto allo sci di fondo: «Si può fare in compagnia, è più simpatico e tranquillo, ma anche più fisico. Lo sci alpino è troppo competitivo. E poi ognuno sta per conto proprio». «Lo sci di fondo – le fa eco la sua amica Laeticia – ci porta a uscire, ci fa bene ed è divertente».
L'assortimento dei negozi di articoli sportivi nelle vicinanze conferma la popolarità di cui gode attualmente lo sci di fondo. «Gli sciatori di fondo sono in crescita, molto più di 15 anni fa. I genitori che lo praticavano una volta, oggi ricominciano a praticarlo e coinvolgono anche i figli. Fino all'età di 10 anni domina lo stile classico. Dopo si passa piuttosto allo stile skating. Lo sci di fondo è molto popolare e rappresenta il corrispettivo invernale delle escursioni in estate», spiega Jean-Pierre Clerc, direttore del negozio Nordic-Sport sul passo Col du Mollendruz (VD). Nel Vallese, presso Chevrier Sport a Les Haudères, sono «soprattutto i giovani» che si interessano a questa disciplina.
E a Vue des Alpes (NE), Jean-Claude Chautems – tracciatore di piste da 22 anni e responsabile del Centro di Sci Nordic – sostiene la stessa cosa: «Proprio l'altro giorno un giovanotto mi ha chiesto dove si possono prendere lezioni di sci di fondo. Sulle piste vedo sempre più giovani».


Ecologico, economico, sano
Se i giovani amano questo sport, anche gli anziani non sono da meno. Grazie a una tecnica relativamente facile da imparare e ai suoi movimenti dolci «questo sport si può praticare fino alla morte», come afferma Laurent Donzé, presidente dell'organizzazione Romandie Ski de Fond che colleziona tutto ciò che ha a che fare con lo sci di fondo e insegnante di chimica per il resto del tempo. «Nello sci di fondo infortuni e lesioni sono rari», aggiunge. La sicurezza è infatti uno degli argomenti principali che spinge molte persone a praticarlo.
Benché sia uno sport dolce per le articolazioni, esso richiede una certa resistenza fisica. Un'ora di sci di fondo, a ritmo sostenuto, permette di bruciare fino al doppio delle calorie rispetto allo sci alpino.
Un altro argomento importante che attira molti nuovi adepti è la convenienza. Il prezzo di un abbonamento stagionale che dà accesso alle piste in tutta la Svizzera è di 140 franchi; si può scegliere fra l'abbonamento per una sola regione e quello settimanale o giornaliero. «Costa meno di un abbonamento in palestra», afferma Laurent Donzé e aggiunge: «Per acquistare un equipaggiamento di alto livello che comprenda sci, bastoni e scarpe, ci vogliono più di 1000 franchi, ma per un'attrezzatura per principianti bastano da 500 a 600 franchi». Per i principianti e gli sciatori occasionali, il noleggio è certamente l'opzione migliore all'inizio (tra 100 e 200 franchi circa). Altri vantaggi sono poi l'accesso relativamente facile alle piste, anche con i mezzi pubblici, le attrezzature leggere e il fatto di non dover usare gli impianti di risalita.


Un po' di storia
In Svizzera, prima del 1900 e fino al 1920 sciare aveva un aspetto esclusivamente utilitario e serviva solo per recarsi da un posto all'altro. Solo i cacciatori, i postini, poi i soldati e alcuni abitanti delle regioni di montagna sapevano sciare.
Nell'Europa del Nord, specialmente in Norvegia, sciare era un'attività ricreativa già all'inizio del XX° secolo. Furono alcuni giovani norvegesi, studenti al Politecnico di Zurigo, a portare i loro sci in Svizzera e a far scoprire questa disciplina agli svizzeri. Ma ci vollero i Giochi Olimpici del 1924 per far conoscere lo sci di fondo come forma sportiva. Il fondo divenne così una disciplina olimpica un decennio prima dello sci alpino! Fino agli anni '80 era riconosciuto solo lo stile classico. La Maratona engadinese ha svolto un ruolo centrale per la diffusione di questa disciplina in Svizzera. L'evento sportivo – che quest'anno celebra la sua 50a edizione (vedi riquadro laterale) – ha reso popolare la tecnica «libera» della pattinata. Durante i Giochi Olimpici del 1988 disputati a Calgary in Canada, lo skating è stato riconosciuto ufficialmente come una nuova disciplina olimpica.

Il doposci (di fondo)
Laeticia e Lysiane hanno percorso una decina di chilometri. Hanno preso tanto sole, in un meraviglioso paesaggio da cartolina. Dopo la fatica, si sono fermate per una birra in un bar dove tutti si conoscono, prima di darsi appuntamento alla prossima volta. 

Video: «Non mi sono mai persa una maratona»