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Ti amo "4 ever". Ma è possibile?

Le crescenti aspettative di vita e il cambiamento dei valori della nostra società pongono le coppie di fronte a difficili sfide.

13 febbraio 2018

Il tempo non ha scalfito il loro amore: Hanni (77) e Max Krapf (83) sono felicemente sposati da 56 anni.


Il servizio

I dieci orologi a pendolo appesi alla parete del salotto di Hanni (77) e Max Krapf (83) scandiscono il tempo con un sommesso ticchettio. Anche se non si muovono in sincronia, a modo loro vanno comunque a tempo. Come la vita matrimoniale dei due pensionati zurighesi. «Perché è questo» – spiegano i due all'unisono – il segreto del loro lungo amore: «Alcune cose le facciamo in compagnia; lasciamo però sempre al partner lo spazio di cui ha bisogno per dedicarsi alle proprie attività». Eppure il famoso detto “Chi si somiglia si piglia” ha un fondo di verità, dichiara Max, mentre Hanni gli dà manforte. Se i Krapf – forti dei loro 56 anni di matrimonio – parlano per esperienza, le affermazioni di Pasqualina Perrig-Chiello (nella foto sotto) poggiano su basi scientifiche. Professoressa emerita e psicologa dello sviluppo, la ricercatrice ha indagato per anni l'amore. «Abbiamo chiesto a più di mille coppie sposate da tempo con un matrimonio ventennale alle spalle quale fosse la ricetta del loro amore», spiega Perrig- Chiello.

Il risultato è che non sono gli opposti ad attrarsi ma le affinità. «E per affinità non si intende per forza la condivisione degli stessi passatempi», puntualizza la psicologa, quanto quella di valori fondamentali come fedeltà, rispetto reciproco e fiducia. E in questo Max e Hanni Krapf possono ritenersi in perfetta sintonia. Da una vita poi hanno la passione per i viaggi. «Il solo posto che non abbiamo ancora visto è l'Estremo Oriente», spiega il marito. I due hanno intrapreso il loro viaggio di vita comune alla fine degli anni '50 nella Junge Kirche, l'associazione giovanile di Zurigo dove si sono conosciuti. Con la benedizione di Dio, per così dire. Max aveva 24 anni, Hanni 18. «Non ero ancora del tutto maggiorenne», ci fa notare la donna con un sorriso compiaciuto; all'epoca si era maggiorenne a 20 anni. Tre anni dopo le campane suonano a nozze. «Non fu una scelta del tutto voluta. Di saremmo sposati comunque, ma probabilmente non così presto» confessa Max. Oggi, la vicenda che si nasconde dietro


Si tratta di una grande sfida che non tutte le coppie riescono a gestire così bene come Hanni e Max Krapf. «Nelle passate generazioni la maggior parte delle volte l'insorgere dei primi problemi matrimoniali trovava solitamente la sua naturale risoluzione con la morte di uno dei coniugi». Ma l'aspettativa di vita crescente non è l'unico aspetto che potrebbe minare la vita matrimoniale. «Anche il cambiamento dei valori è un elemento da considerare», suggerisce Perrig-Chiello. Oggi c'è un maggior individualismo, il diritto alla felicità personale è anteposto a ogni altra cosa. La professoressa emerita, che dirige anche l'Università della terza età di Berna, lo sa anche per esperienza personale: «Questo cambiamento di valori ebbe inizio con il movimento del '68: in passato ciò che contava era il “noi”, il benessere doveva essere quello della coppia e non del singolo individuo». C'era poi l'equazione moglie uguale casalinga e appendice del marito. Con il progresso della mobilità e la maggiore flessibilità professionale, questa impostazione è profondamente cambiata. Le donne hanno un'istruzione migliore e sono orientate alla carriera. Questo sviluppo è importante e giusto, sostiene l'esperta, che al tempo stesso, però, mette anche in guardia dalle sue possibili derive: «Il rischio di conflitti cresce. Il pericolo è che un partner si allontani troppo e che il percorso di avanzamento comune inizi a risentirne». Il caso opposto invece è la completa definizione delle propria identità attraverso il partner: il “noi” neutralizza l'indipendenza. Anche questa deriva è pericolosa, in quanto porta alla creazione di una dipendenza, la quale porta a far sì che il partner non ci consideri più meritevole d'interesse. «Perché», spiega la professoressa, «è necessario sempre corteggiare e cercare di conquistare l'altra metà fino alla fine». La tomba di una relazione è quando si inizia a dare tutto per scontato. 

L'amore deve evolversi
Quello che sappiamo ormai da tempo è che l'amore è una questione complessa. Ma per Perrig-Chiello c'è una logica: «L'amore è un sentimento che non si può comandare a bacchetta o controllare. Occorre sempre confrontarsi anche con un suo possibile fallimento». Non si deve volere l'amore eterno, perché l'amore non è come un barattolo di conserva. «L'amore deve potersi evolvere». La ricercatrice si dimostra invece molto scettica sui matrimoni a scadenza. «Da sempre le persone hanno il più intimo desiderio di avere un partner tutto per loro e in eterno». Anche nella vita frenetica dei nostri giorni. «Ed è scientificamente provato che averlo fa bene alla salute; e che per gli uomini i benefici siano maggiori che per le donne». Max e Hanni Krapf confermano che c'è un fondo di verità in questo. Nonostante l'età avanzata, i due scoppiano di vitalità, sebbene Hanni abbia qualche acciacco. Infatti, hanno già programmato per l'estate una crociera sul Reno.

LA COPPIA TICINESE: «Ci diciamo tutto in faccia»
Sposati da 59 anni, Angelo e Adele Ponti, di Gerra Gambarogno, raccontano la loro storia di vita e qualche trucco per fortificare la coppia.



«La ricetta per stare insieme così a lungo? Dirsi tutto in faccia, senza mai tenere il muso». Parola di Angelo Ponti, 86enne di Gerra Gambarogno. Lui e la sua Adele (84) sono sposati da ben 59 anni. Una vita. «Niente diplomazia – sostiene Adele –. Se serve una sfuriata, bisogna farla subito. Poi passa tutto». Una coppia pittoresca e loquace. Entrambi originari di Angera, in provincia di Varese, per quasi mezzo secolo Angelo e Adele hanno portato avanti una storica macelleria gambarognese. «Abbiamo lavorato ogni giorno fianco a fianco – fa notare lei –. Ma non è mai stato un problema. L'importante è suddividersi bene i ruoli. Lui stava al macello e dietro le quinte, io al bancone e in cucina». Angelo e Adele si erano conosciuti in un giorno di settembre del 1954, a una sagra, mentre lui era in congedo dal servizio militare. «Adele era abbronzatissima. La aiutai a scendere da un carro e lì scoppiò la scintilla». Quattro anni di fidanzamento. Lui, all'epoca, lavorava già in Svizzera, come macellaio. Lei ad Angera, nel ramo della tessitura. «Ci vedevamo solo alla domenica – ricorda la nostra ottuagenaria –. Lo aspettavo per tutta la settimana. Quando tornava, mi portava in giro in moto». Poi, arriva il matrimonio. E il trasferimento della coppia in Ticino. «In seguito – dice Angelo – sono nati i nostri due figli. Oggi abbiamo tre nipoti di cui andiamo fieri». A un certo punto, l'86enne indica una foto in soggiorno. «Questo era il nostro gruppo musicale: i Gambarogno Singers. In una coppia occorre avere anche qualche passione in comune. A 50 anni abbiamo iniziato a cantare. E lo abbiamo fatto per tre decenni, in oltre 200 concerti e in 6 lingue». A unire la coppia è soprattutto l'ironia reciproca. «Io ho sempre avuto una bella voce – sottolinea Adele –. Mio marito si è arrangiato come poteva». «Trovare l'anima gemella non è facile – conclude il marito – serve un po' di fortuna. Quelli della nostra generazione, però, erano più tolleranti, si sopportavano di più. Oggi, alle prime difficoltà ci si separa».

CUPIDO VIA WEB: la scintilla arriva anche online
Un tempo c'erano la discoteca o il bar, oggi milioni di single cercano il grande amore in internet.



I siti d'incontri online spopolano: per i più giovani alla ricerca di divertimento o di amicizie senza complicazioni, e per quelli che cerca un partner, più seri e altamente professionali. All'inizio Corinne Hartmann (38) non credeva che questi sistemi funzionassero. Poi però si è fatta coraggio e si è iscritta a “Parship”, un sito di incontri online. «Me lo hanno consigliato alcuni conoscenti», dice la donna. È stato circa sei mesi fa. Due mesi dopo la fortuna digitale ha bussato alla sua mailbox. «Hai ricevuto un messaggio!», l'avvertiva il sistema, «da André – 47 anni». André però non è stato il primo e l'unico a dimostrare interesse per Corinne. «Non avevo nemmeno finito di creare il mio profilo che subito sullo schermo sono iniziati a sfarfallare i primi messaggi provenienti da potenziali partner», ricorda Corinne. Ma nessuno era quello giusto. Fino all'arrivo di André. «Totalizzammo un tasso di match di 119 punti», spiega e, lanciando con la coda dell'occhio uno sguardo d'intesa alla sua anima gemella, aggiunge: «Niente male come punteggio!». Considerato che il massimo è 140 punti. Ci sono volute circa tre settimane prima che la coppia fissasse il primo appuntamento in carne ed ossa. Prima i due passavano tutti i giorni ore e ore al telefono fino a notte fonda. «Stare al telefono così tanto ci rubava molte ore di sonno», dice André, che ha iniziato a spingere per incontrarsi il prima possibile. Entrambi avevano un po' di fifa. È strano quando ci si rende conto che a livello caratteriale si è compatibili quasi in tutto ma non si sa ancora che aspetto ha l'altra persona realmente. Da due anni Corinne e André sono ufficialmente una coppia e si sentono di consigliare senza riserve la strada degli incontri online. Ovviamente serve anche un po' di fortuna, ma il computer dà sicuramente una mano.



Le sette regole d'oro

1. Non cercate di voler cambiare il vostro partner.
2. Accettate i suoi piccoli difetti.
3. Non trattate in modo irrispettoso il vostro partner.
4. Nessuna critica del tipo: «Fai sempre così, invece di…». Meglio dire: «Ora mi fa arrabbiare questo…».
5. Non rinunciate ad essere persone autonome, autosufficienti.
6. Più realismo che romanticismo (l'imperfezione e i difetti sono la regola e non l'eccezione).
7. Buon equilibrio nella coppia tra autorealizzazione e sviluppo ultereriore.