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SOCCORSO STRADALE

Auto in panne

Al San Gottardo, versante sud, nei giorni di punta si arriva a 60 chiamate d’emergenza. Scopriamo come si svolge una giornata del soccorritore Marzio Wolfisberg, un po’ tecnico, un po’ psicologo.

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MASSIMO PEDRAZZINI
24 giugno 2019

Questo non ci voleva: dal rientro dopo un bel weekend, il viaggio s'interrompe per un guasto al motore.

Airolo, lunedì di Pentecoste. Piove, soffia il vento, a tratti grandina. E noi vogliamo seguire per dodici ore il soccorso stradale attivo al San Gottardo. Ci aspetta una giornata movimentata visto il rientro dal lungo weekend. «Se ci fosse stato il sole, avremmo molti più interventi dovuti al surriscaldamento del motore delle vetture incolonnate» spiega Marzio Wolfisberg, che, insieme con i fratelli Oscar e Mirko, rappresenta la terza generazione del Soccorso stradale Wolfi SA (la quarta, per ora, si esprime tramite i disegni di carroattrezzi appesi in ufficio). Il 35enne Marzio, il più giovane dei tre, è stato anche il primo ticinese, nel 2016, ad ottenere il diploma federale di soccorritore stradale.

«Il soccorritore dev’essere anche un po’ psicologo»

Marco Wolfisberg

La mattina avanza tranquillamente. Solo interventi segnalati dalla filiale della Wolfi SA di Bironico. Oscar, in centrale per la registrazione dei casi, segue sull’app della polizia l’evoluzione del traffico. Sono le 11.20: il trattino colorato che segna l’alta concentrazione di auto si avvicina alla Biaschina. Alle 12.20 si parla di colonna al Gottardo. «Consiglio di andare a mangiare, le prime chiamate non tarderanno ad arrivare» dice Oscar. E subito dopo un’altra chiamata, che riguarda però il Locarnese. Oscar annota durante la telefonata tutti i dati nel computer, in un programma da lui – licenziato in economia a San Gallo – ideato. Il sofisticato tool, utilizzato anche da altre ditte di soccorso della Svizzera tedesca, permette con una sola registrazione di seguire il caso, dalla prima chiamata alla fatturazione finale. Così, il soccorritore ha già tutti i dati sul telefonino, guadagna tempo ed evita errori di trascrizio- ne. E l’automobilista ha la possibilità, tramite un link, di geolocalizzare il soccorritore, per attenuare l’ansia dell’attesa.

Pausa pranzo. Giusto il tempo per gustare il primo piatto, che dalla centrale arriva la richiesta: c’è un veicolo in panne alla stazione ferroviaria di Airolo. Marzio contatta subito l’automobilista, si fa spiegare di cosa si tratta e lo informa che sarà da lui in venti minuti. I malcapitati aspettano in auto, il tempo è così brutto che, quando arriviamo, i finestrini sono appannati e riusciamo a malapena a scorgere gli occupanti, come loro la nostra Jeep gialla. Marzio li saluta con cordialità, si rifà spiegare “il rumore anomalo del motore” e chiede di sedersi al volante per un controllo. E trattandosi di lucernesi, che rientrano da tre giorni di vacanza in Ticino, li mette a loro agio parlando in tedesco.

Ore 12.55: alla centrale entra la chiamata d'urgenza. Oscar Wolfisberg registra i dati e avvisa il soccorritore.

Ore 13.00: Marzio Wolfisberg, il soccorritore, riceve la segnalazione dalla centrale e chiama l'automobilista.

Ore 13.30: primo soccorso di lunedì di Pentecoste effettuato da Marzio Wolfisberg ad Airolo. Un problema di elettronica.

«A volte non c’è una lingua in comune, specialmente quando si tratta di camionisti, ma a gesti ci si capisce sempre» racconta Marzio. Qualche minuto di verifica e il nostro soccorritore riesce a resettare la parte elettronica che mal funzionava. Propone alla coppia di seguirlo in centrale, per fare un breve viaggio di controllo e sbrigare la parte amministrativa al riparo, perché nel frattempo piove forte. Scambiati gli ultimi dati, che Marzio inserisce nel telefonino, i due lucernesi si congedano visibilmente sollevati.

Poco dopo si riparte, con il carroattrezzi in direzione Ambrì. L’indicazione del conducente in panne è quella della pista di ghiaccio, ma arrivati lì, niente auto con gomma a terra. Marzio richiama l’automobilista che stavolta è più preciso. Giunti sul posto, il soccorritore gonfia la ruota, ma riperde aria a vista d’occhio. Occorre quindi caricare l’auto e portarla al garage. Essendo un giorno festivo, la sostituzione dello pneumatico verrà fatta il giorno dopo. I coniugi rimasti a piedi decidono quindi di chiamare il loro figlio per essere riportati a casa nel canton Uri.

«Ho fatto della mia professione il mio hobby»

Mirko Wolfisberg

Il prossimo intervento è in autostrada, all’altezza dell’area di servizio di Piotta. L’auto si trova sulla corsia d’emergenza, una pattuglia della polizia è già sul posto per fungere da “scudo”. «La sicurezza personale per me è fondamentale, specie in autostrada – commenta Marzio –. In questi momenti devi avere un occhio al cliente, uno al traffico e uno al motore». Il giovane al volante, diretto a Basilea, constatato i primi problemi nella Biaschina, decide di ritornare a casa a Lugano per prendere l’auto di sua moglie. Ma il viaggio termina molto prima, sul piano di Ambrì. Come lui, tutti gli automobilisti quel giorno dichiarano di non volere entrare nel tunnel del San Gottardo con un veicolo avariato; troppo timore e rispetto per la lunga galleria autostradale. Anche in questo caso, l’auto va portata in garage, niente da fare sul posto. «Come vado a lavorare a Basilea? Domani alle 7 devo essere lì», si chiede il giovane. Ma all’automobilista non rimane che togliere il necessario dall’auto – Marzio gli offre una borsa capiente per sistemare le cose – e proseguire il viaggio in treno, mentre il garagista di fiducia del giovane è stato avvisato di venire a prendere il veicolo appena possibile. Nel frattempo, in centrale, Oscar cerca l’orario del prossimo treno e Marzio si affretta ad accompagnarlo in stazione di Airolo.

Cresciuti a pane e motore

Marzio, cresciuto a “pane e motore”, come d’altronde i suoi fratelli, adora il suo mestiere. C’è la parte tecnica che lo appassiona, persino il carroattrezzo e il camion gru portano un nomignolo. E poi c’è il lato umano, di voler aiutare il prossimo, che lo spinge. «Il soccorritore dev’essere anche un po’ psicologo» così papà Marco definisce la professione che contraddistingue la ditta familiare. Marzio, dei tre fratelli, è forse quello che più riesce a mantenere sangue freddo anche negli interventi più tristi, soprattutto quando deve recuperare carcasse di au- to dopo un incidente. «Indimenticabile quello della famiglia tedesca nel 2018. Dopo l’intervento sono rimasto un’ora sotto la doccia per scrollarmi la tragedia di dosso».

E fra dieci anni, come sarà il lavoro del soccorritore? «Ancora più tecnologico! Riguardo all’elettronica, ci aspettiamo collegamenti in remoto, ovvero a distanza. Il reset, ad esempio, potrebbe essere fatto in India, mentre noi, sul posto, interverremo in un secondo momento. Ma poi, ci saranno meno incidenti, vista l’evoluzione tecnica delle macchine, e di conseguenza meno soccorritori».

Ore 18: la giovane coppia di ritorno da una weekend a Milano deve rientrare a Bienne in treno. La macchina verrà ritirata dal loro garagista di fiducia.

Ore 14.30: una gomma è a terra, il veicolo viene caricato sul carroattrezzi e portato in garage.

Ore 16: la coppia, rimasta a piedi a causa della gomma a terra, viene raggiunta dal figlio che li porterà a casa nel canton Uri.

A piedi, con tutti i bagagli

Metà pomeriggio è già passato e la legge di Murphy ci accompagna fedelmente, perché ad ogni intervento sembra che piova di più. Le previsioni di Marzio sono comunque giuste: la giornata procede senza particolare stress. Il prossimo viaggio, di nuovo in carroattrezzi, include due interventi in sosta autostradale all’altezza di Bodio, uno verso Sud e l’altro verso Nord. Al primo automobilista, Marzio conferma che il suo bussino regge il ritorno a casa nel canton Giura. E fa un tratto d’autostrada insieme per tranquillizzarlo. Al prossimo intervento incontriamo una giovane coppia, reduce da un weekend di shopping a Milano. Il problema? La loro macchina va al massimo a 60 km/h e non se la sentono di continuare così fino a Bienne. Per una decina di minuti, Marzio cerca di resettare il sistema elettronico. Poi decide di ritornare con loro in centrale, così può anche testare il reset. Ma durante il viaggio, la velocità dell’auto si riduce di nuovo drasticamente. Occorre caricarla sul carroattrezzi. Giunti ad Airolo, anche l’ultima speranza di continuare in auto svanisce per la giovane coppia. Il loro volto s’incupisce. «Dommage» è il laconico commento che il ragazzo riesce a proferire. Sconsolati, scaricano borse e rose e Marzio li accompagna in stazione.

Ore 20.30: Dopo chilometri di colonna e, a pochi metri dall'entrata della galleria del San Gottardo, salta un fusibile. Ma l'intervento si risolve in pochi minuti.

Nel frattempo si è fatto buio. I prossimi due veicoli in panne si trovano davanti al portale sud della galleria del San Gottardo. Una coppia di olandesi con un camper targato Belgio non riesce quasi a capacitarsi che in soli 40 minuti dalla prima chiamata d’allarme all’agenzia di noleggio in Belgio, il soccorritore sia già sul posto. Anche qui alle prese con un problema di elettronica, con successivo giro verso Bedrina e ritorno; poi, i due pensionati, di rientro da Firenze, possono proseguire il loro viaggio. Nel caso successivo, Marzio prova a fare una scommessa: dalla descrizione al telefono dev’essere rotto un fusibile. Infatti, all’auto di due ragazzi di Basilea Campagna viene sostituito il pezzo e, in meno di 20 minuti, possono ripartire. Verso le 21 seguiamo l’ultimo soccorso, in autostrada all’altezza di Piotta. «Riesce per cortesia a portare un po’ di olio? Esce fumo, niente olio nel motore» è la richiesta dell’automobilista. Arrivati sul posto, Marzio capisce subito: la frizione “è andata”, e lo comunica. Ma i due uomini sono convinti che sia un problema d’olio. Sta per grandinare, Marzio decide quindi di trainare l’auto fuori dall’autostrada fino in centrale. Lì, i due sventurati decidono di rottamare il veicolo. Sono quasi le 23, non c’è più treno che li porti a Berna. Decidono di chiamare due amici per venirli a prendere ad Airolo.

Marzio a questo punto rientra a casa, ma rimane di picchetto. L’orario “peggiore” per lui, si fa per dire, sono le tre di mattina. «Ti sei appena addormentato e non ti senti ancora riposato».

Ma lui è così: tutto è bello quando può dare una mano. «Sì, ho fatto della mia professione il mio hobby» conclude con un sorriso. 


Una panne, che fare?

  1. Mantenere la calma e, se il veicolo lo permette, cercare di parcheggiare l’auto nell’apposita area di sosta oppure sulla corsia d’emergenza.
  2. Attivare le quattro frecce
  3. Indossare il giubbotto giallo prima di lasciare l’auto. Se possibile, uscire sul lato destro della strada, per evitare di essere investiti da macchine di passaggio.
  4. Sistemare il triangolo di emergenza a una distanza di circa 50 metri, o, sull’autostrada, di 150 metri dal veicolo.
  5. Portare i viaggiatori e voi stessi al sicuro dietro il guardrail.
  6. Chiamare il soccorso stradale, tramite assicurazione mobilità o associazione automobilistica alla quale si appartiene, oppure ricorrere alla colonnina di emergenza arancione lungo l’autostrada.

In generale: un guasto all’auto avviene in modo imprevedibile. Essere pronti per un’emergenza, con sufficienti giubbini catarifrangente, un kit di pronto soccorso e una torcia può rivelarsi molto utile.