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GITE AUTUNNALI

Escursioni d'oltralpe

Concedetevi qualche giorno per staccare la spina con un breve viaggio autunnale in Svizzera. Le proposte dei redattori di Cooperazione per scoprire alcune perle turistiche.

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GenèveTourisme; Gauvin Lapetoule
16 settembre 2019

A spasso tra le chiome

Nel Togghenburgo

Si chiama “Baumwipfelpfad”, uno scioglilingua impegnativo. Ma questo “sentiero tra le cime degli alberi” a Mogelsberg nel Togghenburgo (SG), vi assicuro, è una passeggiata, in tutti i sensi. Un percorso lungo poco più di mezzo chilometro, a 40-50 metri da terra, che si snoda tra le diverse piante svizzere: a tu per tu con l’abete bianco, il pino silvestre, il frassino, l’acero montano, e via dicendo. Si passeggia, si osserva, si respira aria fine, si ripercorre un po’ di botanica forestale, in italiano. Se ci andate, guardate se il ghiro (vero!) si trova ancora nel cassettone di legno dei rifiuti vicino al punto panoramico e se trovate gli scoiattoli (finti!) nascosti dietro le fronde. Per chi soffre di vertigini, c’è un altro percorso a terra, con svariati luoghi per un simpatico pic-nic nel bosco. Possibilità sul posto di rifocillarsi con specialità genuine della regione. Noi abbiamo completato la giornata con una visita al Technorama di Winterthur. Info: www.baumwipfelpfad.ch NATALIA FERRONI


Il ponte di legno

A Rapperswil (SG)

Sul lago di Zurigo, nel suo punto più stretto e meno profondo, c’è un ponte di legno, lungo 841 metri. La sua prima costruzione risale al 1358. Allora, serviva al traffico commerciale e ai pellegrini diretti a Santiago di Compostela.

Rifatto e inaugurato nel 2001, la passerella sull’acqua è una passeggiata per tutta la famiglia. Subito a destra si scorge una cappella. Si tratta della “Heilig Hüsli”, in stile tardo gotico, al centro è raffigurata Maria che saluta i viandanti. Poi, si apre un canneto verde intenso. Anatre starnazzanti giocano a nascondino in questa oasi naturale protetta. Intanto, una barchetta lascia una scia luccicante. La seguo con lo sguardo, ma mi distoglie un cigno, poi un’anatra intenta a farsi la toeletta. Pare dica: «il mio piumaggio è un incanto». E scivola spavalda, si immerge, caccia e torna ad osservarmi… Decido di proseguire, mi accomodo su una panca. Qualcuno si accompagna con i bastoni, altri corrono, altri ancora si affiancano alla bici.

Riprendo il cammino. E sembra di attraversare il ponte di una nave. Il lago, azzurro intenso si apre e diventa Obersee. Intanto, scorgo un isolotto di sabbia, ghiaia e ciottoli. Vi stazionano il corriere piccolo, il gabbiano e la sterna comune. Sul fondale prospera l’alburno. Sulla strada del ritorno ci si può disperdere tra le viuzze del borgo di Rapperswil, la città delle rose o andare al Kinderzoo (lo zoo Knie). CARMELA MACCIA


Al ritmo delle zucche

Fattoria Jucker vicino a Zurigo

Una gita alla fattoria Jucker, a Seegräben sul lago di Pfäffikon (ZH), è l’ideale per staccare dal solito tran tran e immergersi nella natura. Da settembre a fine ottobre, come ogni anno, sono esposte migliaia di zucche, diverse tonnellate di tutte le forme e colori: è una buona occasione per muovere i primi timidi passi verso l’autunno. Per arrivarci c’è una passeggiata tranquilla che costeggia il lago, adatta anche ai bambini. Si può prendere il treno fino a Pfäffikon, seguire le indicazioni per Seegräben e in 50 minuti a piedi si giunge alla fattoria. Il tema di quest’anno è la musica: nel cortile, tra prodotti locali e caprette, ci si perde tra note, radio e violini – per non parlare della celebre linguaccia dei Rolling Stones –, sculture composte da più di 10.000 zucche. Se ne possono anche comprare: le zucche in vendita sono quelle che non vengono consegnate alla grande distribuzione, perché troppo grosse o troppo piccole. Questo rende la mostra anche la più grande azione contro lo spreco alimentare in Svizzera. NICOLE CAOLA


Storia, miti e natura

A Sempach (LU)

La mia passeggiata a Sempach, premio Wakker 2017, inizia nel centro storico, che ti dà il benvenuto con la sua porta d’accesso meridionale, la Luzernertor, con l’affresco del 1911 che ricorda la vittoriosa battaglia del 1386 dei confederati contro gli asburgo. Il nucleo, aperto al traffico, ospita negozi, alberghi, ristoranti e il vecchio municipio, dove oggi si trova il museo cittadino. Non lontano sorge la chiesa di Santo Stefano.

A circa 40 minuti di cammino, c’è la cappella dedicata a Giacomo il Maggiore, edificata nel 1472/73 per ricordare la battaglia di Sempach. Sorge sulla collina dove Leopoldo III d’Asburgo trovò la morte. Poco lontano c’è il monumento in ricordo di Arnold Winkelried, che con il suo gesto eroico fu decisivo per la vittoria dei confederati. Dopo un ristoro nel vicino ristorante, sono tornato sul lungolago e ho raggiunto la Stazione ornitologica Svizzera, tappa conclusiva della mia gita. PAOLO D'ANGELO


Avventura in tram

Basilea e dintorni

Toccare due nazioni (Svizzera e Francia) e tre cantoni (Basilea Città, Basilea Campagna e Soletta) in 62 minuti. Non stiamo parlando di un parco tipo Swissminiatur, ma della più lunga linea di tram della Svizzera, una delle più lunghe d’Europa. La linea 10 che ha come fulcro Basilea parte dal comune di Dornach (SO) e arriva a Rodersdorf (SO). Lungo i suoi 26 chilometri di percorso offre una grandissima varietà di attrazioni. Si va infatti dalle opere di architetti famosi (Botta, Herzog&De Meuron) a musei curiosi (bambole, rane); da tappe quasi obbligate per gli amanti della natura (lo zoo o il più grande giardino inglese) a luoghi di pellegrinaggio (il famoso monastero di Mariastein), alla sede mondiale degli antroposofi. Al modico prezzo di 18.70 franchi si può acquistare una carta giornaliera che permette di muoversi agevolmente lungo questa linea. Un’escursione comoda, per adulti e piccini, che si può fare con qualsiasi tempo, che lega città e campagna in una simbiosi unica.

Info: www.blt.ch DANIELE PINI


Foto: GenèveTourisme; Gauvin Lapetoule

L’incontro di due fiumi

Il Rodano e l’Arve a Ginevra

Ginevra oltre che essere sede di numerose organizzazioni internazionali, è anche ricca di spazi verdi. Allora, tra un museo e una boutique, perché non scoprire una Ginevra un po’ diversa, più verde? Per un’uscita autunnale vi suggeriamo una passeggiata lungo le rive del Rodano. Partendo dal centro, si cammina sugli isolotti che tagliano la città tra “rive gauche” e “rive droite” fino a giungere alla pointe de la Jonction, il punto in cui i fiumi Rodano e Arve si congiungono: il primo con le sue acque di un blu-verde intenso, il secondo con le sue fredde acque color sabbia. Da qui si prosegue su una passerella per attraversare l’Arve e poi lungo un sentiero in salita per qualche minuto fino a raggiungere il Bois-de-la-Bâtie. Il parco offre una veduta panoramica sulla città e ospita un piccolo zoo (entrata gratuita) di animali locali e l’incantevole ristorante Café de la Tour du Bois-de-la-Bâtie. Da qui si prende il cammino in discesa e, sul ponte che riporta sulla sponda destra del Rodano, si può osservare la pointe de la Jonction, location ideale per fotografie d’impatto. Si ridiscende e si costeggia il Rodano, e dopo una piacevole passeggiata nel verde, si è di nuovo in città.

La passeggiata dura un paio d’ore (in tutta calma) ed è ideale anche per bambini dai 4 anni. Dati i diversi passaggi con scalini e tratti sterrati, non è invece un’uscita adatta ai passeggini. RAFFAELA BRIGNONI


Tra torbiera e wellness

Étang de la Gruère (JU)

Per scoprire la bellissima regione delle Franches-Montagnes, il consiglio è quello di partire da Saignelégier. E da lì dirigersi – a piedi o in bici – verso l’étang de la Gruère, laghetto situato nel cuore di una torbiera di importanza nazionale.

Dal maneggio a sud della cittadina giurassiana si prosegue fra pascoli e brevi tratti di bosco, per raggiungere la meta dopo circa 1 ora e 30 di facile cammino. Una volta giunti a destinazione, il giro attorno al lago è un must, soprattutto considerato che d’autunno è meno affollato che in estate. Per chi si sposta in bici, sulla via del ritorno vale la pena fare tappa a Le Roselet, dove ha sede la più vecchia “casa per anziani per cavalli” della Svizzera.

A piedi, si possono invece attraversare altri pascoli. E per concludere la giornata, magari prima di riprendere il trenino rosso delle Chemins de fer du Jura per tornare a casa, perché non concedersi un po’ di relax al Centre de Loisirs di Saignelégier, attrezzato con piscina, spa e wellness? SEBASTIANO MARVIN


Le grotte dell’arcadia

L’Ermitage di Arlesheim (BL)

“O Beata Solitudo – O Sola Beatitudo” si legge sulla roccia dell’Ermitage di Arlesheim (BL). Ed è anche lo stato d’animo di chi visita questo paradiso verde con laghetti e grotte. Venne inaugurato nel 1785 come giardino all’inglese, non per mistici e anacoreti, ma per i nobili dell’epoca affascinati dal mito dell’antica Arcadia e dal contatto spirituale con la natura. Si trova in una vallata alle spalle del centro storico di Arlesheim, a un quarto d’ora di tram da Basilea. Tre stagni pullulano di trote e di splendide ninfee, immersi in un silenzio irreale, rotto solo dallo scampanio delle mucche. Ma a lasciar sbigottiti è la collina dell’Ermitage, per le sue grotte carsiche dedicate a divinità e personaggi dell’antica Grecia: Diana, Apollo, Diogene. Ma la spelonca più stupefacente è quella di Proserpina, la dea degli inferi. Alta 18 metri, è un complesso di tre grotte, con due corridoi sovrapposti e un percorso di scalette interne. L’escursione da Indiana Jones si conclude in cima alla collina sotto il maestoso castello di Birseck. Per tirare il fiato e godersi il panorama. Info: ermitage-arlesheim.ch ROCCO NOTARANGELO


On the rocks

Il ghiacciaio del Morteratsch (GR)

I ghiacciai sono in continuo movimento. E purtroppo anche in rapida recessione. L’ampio sentiero che dalla fermata del trenino rosso del Bernina porta ai piedi del ghiacciaio Morteratsch, in Engadina, ne è un’inesorabile testimonianza. L’itinerario è scandito da pannelli informativi con tanto di data a ritmare il ritiro della lingua di ghiaccio. Lo splendido percorso inizia in un bosco di pino cembro e larice, che presto avrà tinte dorate. Attorno lo sguardo si perde tra i pendii rocciosi, le cime innevate del Piz Palü e l’imponente Piz Bernina a sud-ovest - con i suoi 4039 metri d’altitudine è il più alto dei Grigioni. Per i più avventurosi, da primavera fino alla fine di ottobre, la Bergsteigerschule di Pontresina organizza escursioni guidate tra i crepacci del Pers e del Morteratsch (ca. 5 ore). Info: www.bergsteiger-pontresina.ch ELISA PEDRAZZINI