X

Argomenti popolari

Il profumo, un universo da esplorare

Misterioso e segreto, il mondo delle fragranze può intimidire. Per capirlo bisogna annusare, interpretare, percepire, con il cuore e con la testa. La scelta del flacone giusto è una questione di forma e di intuizione.

FOTO
Getty Images
08 febbraio 2019

«Toglietevi dalla testa l’idea che il mondo si divida tra chi ha un buon naso e chi non ce l’ha», esordisce Jeanne Doré, esperta di profumi. Con la sua aura di mistero, la profumeria è un mondo di difficile comprensione. Un vero peccato, commenta la specialista francese, secondo la quale ognuno di noi ha gli strumenti per apprezzare e giudicare le creazioni di profumeria. «La maggior parte delle persone vive un complesso d’inferiorità perché non ha mai ricevuto un’educazione olfattiva». Scrittrice, co-fondatrice di Nez, prima rivista dedicata alla cultura dell’olfatto, Jeanne Doré vuole smitizzare quest’universo, celandosi dietro uno pseudonimo che le permette di agire con indipendenza. 

Secondo l’esperta, per approfondire le proprie capacità olfattive, basta allenarsi con gli odori del quotidiano: dall’effluvio di caffè che avvolge la cucina, al profumo di un fiore o a quello di una sconosciuta incrociata in bus. «Chiedetevi cosa risveglia in voi quell’odore. Aprirsi a questa capacità aiuta a essere più ricettivi nei confronti di quelle sensazioni intimamente legate alle emozioni». Non a caso il bulbo olfattivo è connesso a quelle strutture del cervello che  coinvolgono la memoria e le emozioni. È per questo che un profumo fa affiorare prepotentemente un ricordo. 

Ma come scegliere un profumo tra gli scaffali ricolmi di boccette e l’aria satura di odori che può dare alla testa? «Sul mercato esiste una caterva di profumi e venirne a capo non è facile», lamenta Yann Vasnier, ‘‘naso’’ da Givaudan (vedi paragrafo "Nasi creativi" più sotto). Se poi ci si mette pure la sovrabbondanza di novità, districarsi diventa complicato.

Per orientarsi nel mondo delle fragranze, il consiglio di Yann Vasnier è: «Partire da un profumo che ci piace indossare o che abbiamo sentito intorno a noi, cercarlo sul web o chiedere in negozio quali note contiene. Ecco una prima pista da seguire per capire le note che incontrano il vostro gusto». 

Un aiuto dalle note olfattive

Da una cinquantina d’anni esiste la classificazione delle famiglie olfattive, un utile strumento per fare una scelta ponderata. Le principali categorie sono le floreali, le legnose (sandalo, cedro, vétiver), le agrumate, le orientali (accordi di vaniglia, fava tonka), i cipriati (note di muschio di quercia, bergamotto e patchouli), le fougère (molto usate nei profumi maschili, con note di lavanda, geranio e cumarina). «La suddivisione in famiglie ci aiuta a orientarci nella scelta, anche se è fondamentale non fissarsi troppo sulla classificazione, avverte Jeanne Doré. Amare una famiglia di note olfattive non significa dover restare fedeli a tutti i suoi profumi. Allo stesso modo, una creazione con note di rosa che non ci piace, perché ci ricorda una persona poco empatica, non significa che tutti i profumi alla rosa ci deluderanno». Bisogna coltivare uno spirito aperto e avventuroso: testare, provare e ritagliarsi il tempo che serve. Secondo la specialista la regola è osare e seguire l’istinto. «Se riteniamo che la boccetta di profumo sia brutta, lasciamola dov’è e puntiamo su qualcosa che visivamente ci ispira».

È buona abitudine anche tornare più volte in profumeria: dopo aver annusato sui cartoncini per profumi più fragran-
ze, il naso è saturo. Se abbiamo trovato un profumo che ci ispira, testiamolo vaporizzandolo sul polso e facciamoci dare un campioncino per capire come evolve col passare delle ore. Le note di testa volatili, ad esempio, sono quelle che si sentono per prime. Seguono le note di cuore e, infine quelle di fondo, che permangono sulla pelle. Ma può capitare di scegliere un profumo completamente sbagliato? Per Jeanne Doré l’idea che su alcune persone una fragranza non giochi con la chimica della cute è un luogo comune. È vero che sulla pelle i profumi evolvono in maniera differente, ma non si snaturano per effetto di un’alchimia negativa. «Ci sono, invece, profumi inadatti a noi, ma solo perché non amiamo sentirceli addosso», spiega l’esperta.

La tendenza gourmand

Oggi le boutique di profumi sono invase da uno stile onnipresente. Sei lanci su dieci sono profumi con un elemento gourmand dalle note di vaniglia o caramello, ispirate alla pasticceria... «In profumeria è una categoria così sovrarappresentata che rischia di stancare», osserva il profumiere Yann Vasnier. Essendo l’olfatto un senso primario, tendiamo più facilmente ad apprezzare ciò che ci è famigliare; da qui il successo delle note che ricordano i dolci. «Queste creazioni incontrano il gusto di tutti; negli scaffali occupano le prime file, tanto da tendere a nascondere le altre fragranze di profumi», dichiara dispiaciuta Jeanne Doré. Perché allora non provare ad ampliare gli orizzonti, sostituendo il profumo gourmand preferito con qualcos’altro? «In profumeria si nascondono veri capolavori, come i grandi classici!». Magari non sono in bella mostra, ma  sono pronti per essere riscoperti. «Interessanti sono le creazioni di Cartier o Hermès», afferma Jeanne Doré.

Osare un profumo dell’altro sesso

La voglia di cambiare può essere un’altra ragione per essere curiosi. Nulla ci vieta di avere anche più di un profumo preferito. «Io stessa coltivo una poligamia olfattiva», precisa Jeanne Doré. «Avere diversi profumi ti permette di sceglierli in base all’umore della giornata. Dopotutto un profumo racconta quello che sei». 

Avete mai pensato di prendere in prestito il profumo dal compagno o dalla compagna? «I profumi non hanno sesso. Attribuire loro un genere è solo una trovata pubblicitaria», sottolinea l’esperta. «È una differenza più che altro culturale», rincara Yann Vasnier. Nei paesi arabi o in India l’uomo indossa profumi floreali e d’impronta gourmand». Note che nella cultura occidentale sono prerogativa di un pubblico femminile. Ma allora vale la pena curiosare anche nel reparto profumi dell’altro sesso? «Certo! Tutto è possibile!», dichiara il profumiere. E Jeanne Doré
puntualizza: «Indossare un profumo floreale non vuol dire perdere la propria virilità! Nella profumeria di nicchia i flaconi sono quasi tutti unisex». 

Alla fine una cosa l’abbiamo capita, con i profumi vale la regola: sperimentare e ascoltare se stessi. Ciascuno diventi esperto delle proprie fragranze e si diverta a scoprirne di nuove. ○

Come capire se ci profumiamo troppo

Capita di essere assuefatti dalla propria fragranza e di non percepire l’intensità. Ciò induce a metterne di più. Yann Vasnier, creatore di fragranze, consiglia due o tre spruzzate sul polso a seconda dell’intensità del profumo. In caso di dubbio, chiedere alle persone intorno a sé, se la scia di profumo lasciata è esagerata.

Profumarsi sulla pelle oppure sui vestiti

Ogni tecnica ha i suoi vantaggi. Sulla pelle il profumo sprigiona le sue fragranze nel corso della giornata. Il vantaggio di metterlo sulla cute è anche poter cambiarlo più spesso. Unico accorgimento è evitare le zone soggette a sudorazione: l’umidità altera l’odore e la tenuta. 

Se si spruzza il profumo sui vestiti o su una sciarpa, l’essenza rimane sul capo. Ma, il profumo resta intrappolato nelle fibre e le permea, pertanto durante la giornata potrebbe diventare stucchevole. Evitare di nebulizzare il profumo sulle fibre sintetiche per non danneggiarle, e preferire le fibre naturali come cotone, seta e lino.

Nasi creativi

Fragranze d'autore

In questo mondo segreto, dove le formule sono gelosamente custodite sotto chiave, i “nasi” immaginano fragranze per i grandi brand o per maison di profumi. Yann Vasnier, naso di Givaudan:  «un “naso” dev’essere dotato di qualità creative, ma anche capace di tradurre in scìa olfattiva le idee del brand che rappresenta». Il suo è anche
un lavoro di squadra. Il creatore di profumi è un giocoliere che
dà forma all’idea che ha in testa, cogliendo da un catalogo di 400 materie prime naturali e da più
di 2.000 materie di sintesi. «Puoi partire da qualche ingrediente e combinarlo assieme
per ricercare il perfetto equilibrio. Poi aggiungi note agrumate, legnose... Una creazione è come una scultura: assembli ingredienti, li togli e poi li rimetti…».

Dove profumarsi

Le parti del corpo da profumare sono quelle più calde, dove il sangue pulsa: polsi, dietro le orecchie, incavo del gomito o del ginocchio, sterno e collo. Il calore favorisce l’evaporazione del profumo. La scìa si diffonde, se si triplicano i punti di applicazione.

La mostra a Losanna

„Quel flair! Odeurs et sentiments“ è la mostra realizzata in collaborazione con il Centro Interfacoltà di neuroscienze affettive - Urige al Musée de la Main a Losanna.

L’invito è a esplorare e a testare le incredibili capacità dell’olfatto umano, uno dei cinque sensi che per lungo tempo è stato sottovalutato. Un viaggio artistico sensoriale dal 15 al 23 febbraio. Per ulteriori informazioni clicca qui.