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Come combattere il mal di schiena

Quasi ognuno di noi li ha già provati sulla propria pelle: dolori lombari occasionali o tensioni diffuse al collo. Spesso sono dovuti a una predisposizione genetica, che possiamo tuttavia contrastare con alcuni accorgimenti.

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tobias r. dürring
04 novembre 2019

Mazda Farshad afferra un modello anatomico di colonna vertebrale. Sulla scrivania del suo ufficio ce ne sono altre due, una di colore ramato e una completamente trasparente. Il professore sorride brevemente – «sono solo oggetti decorativi» –, per poi farsi serio: «Il mal di schiena è la malattia comune numero uno e tuttavia il Fondo nazionale svizzero assegna solo una piccola percentuale dei suoi fondi alla ricerca relativa all’apparato locomotore».

Per il direttore medico di presidio ospedaliero della clinica universitaria Balgrist di Zurigo, contemporaneamente primario di ortopedia e di chirurgia della colonna vertebrale, il motivo è semplice: «Contrariamente a un paziente malato di cancro, per esempio, la persona che soffre di mal di schiena non è direttamente confrontata con la morte e quindi manca la componente emotiva».

Per il collo*: 

Posizione di partenza: Seduti su uno sgabello. La schiena è dritta. Le ginocchia perpendicolari al metatarso. I piedi divaricati quanto la larghezza delle anche e ben appoggiati sul pavimento. Le mani sono appoggiate sulle cosce, con il palmo rivolto verso l’alto.

Esecuzione: Inclinare lentamente il capo verso destra e poi verso sinistra (non ruotare la testa, la punta del naso è sempre rivolta in avanti). Ripetere tre volte per lato.

*Tutti gli esercizi sono consigliati dalla Lega svizzera contro il reumatismo.

Per contro il mal di schiena costa caro. Da anni, le spese per il suo trattamento aumentano senza sosta. Si parla di circa quattro miliardi di franchi l’anno, ai quali si aggiungono altri dieci miliardi se si considerano altri fattori quali le perdite di lavoro, ecc. Una somma incredibilmente elevata e tuttavia del tutto logica. Da un’indagine svolta dalla Lega svizzera contro il reumatismo nel 2011, risulta che l’ottanta per cento della popolazione del nostro Paese soffre di questo disturbo almeno una volta l’anno e fino a diverse volte la settimana. Il dolore che colpisce più di tutti in assoluto è quello alla parte bassa della colonna lombare. Farshad sa perché: «Dipende dal fatto che camminiamo in posizione eretta».

L’essere umano è l’unico vertebrato al mondo a non muoversi più sulle quattro estremità. Un vantaggio evolutivo, perché così possiamo utilizzare le nostre mani per fare altre cose, ma con lo svantaggio «di sforzare molto di più la nostra colonna vertebrale». Il secondo motivo è l’elevata aspettativa di vita delle persone. «Senza la medicina, l’aspettativa di vita sarebbe considerevolmente inferiore, anche per questo gli anziani soffrono spesso di accentuati dolori alla schiena, questi fanno parte del naturale processo degenerativo».

Sovrappeso e fumo

La misura in cui il processo degenerativo inciderà per esempio su una vertebra nel corso del tempo dipenderebbe comunque al 70 per cento dal patrimonio genetico e solo al 30 per cento da fattori esterni, spiega Farshad. Ma è un processo che può indubbiamente essere influenzato. «Il sovrappeso sicuramente non aiuta e tantomeno il fumo perché i piccoli vasi sanguigni ne risentono ricevendo meno sangue e di conseguenza i meccanismi autonomi di riparazione non funzionano più così bene».

E naturalmente un sostegno muscolare non può nuocere anche se, secondo studi più recenti, non avrebbe un effetto così incisivo come si pensava finora. Fare regolarmente qualcosa per la muscolatura addominale e dorsale però non è sicuramente sbagliato. «L’importante è esercitare adeguatamente le diverse fasce muscolari, in modo da creare un equilibrio» spiega Farshad. E, in generale, il movimento rappresenta naturalmente la migliore prevenzione. E non solo: «secondo gli studi più recenti, il movimento moderato aiuta anche in caso di improvviso e forte mal di schiena».

*Per la parte superiore della schiena: 

Posizione di partenza: A quattro zampe, con le ginocchia divaricate quanto la larghezza delle anche. Le mani perpendicolari alle spalle e le punte delle dita leggermente rivolte verso l’interno, la testa in linea con la colonna vertebrale. 

Esecuzione: Inspirando, inarcare tutta la colonna vertebrale . Espirare e tornare alla posizione di partenza. Ripetere 3-5 volte. 

È invece assolutamente sbagliata l’obsoleta convinzione che questo tipo di mal di schiena richieda riposo. «In linea di massima, il movimento che non peggiora notevolmente il dolore è positivo» afferma Mazda Farshad, che invece si dimostra più esitante nel consigliare sport specifici. I consigli in questo campo dipenderebbero estremamente dal tipo di disturbi individuali. Infatti: «Il nuoto, contrariamente a quanto pensano in molti, non è sempre ottimale. Se una persona soffre per esempio di una sindrome delle faccette articolari, in cui la distanza tra le articolazioni spinali posteriori si è ridotta a causa dell’usura, il nuoto a rana favorirà piuttosto il dolore». Questo perché si curva ripetutamente la schiena all’indietro. «In questo caso è molto meglio praticare ciclismo, poiché è necessario inarcare la schiena in avanti, alleviando la pressione su queste articolazioni».

Molto discussa è anche la posizione ideale per dormire o la scelta del materasso per proteggere la schiena. Il medico fa un esempio: «Se qualcuno soffre di degenerazione discale ed è abituato a dormire sulla schiena, la scelta di un materasso duro non è ideale». In questa posizione, i glutei aumentano la curvatura lombare in quanto struttura più prominente, favorendo la compressione dei dischi intervertebrali. «Ma è assolutamente tutta teoria e se ne può discutere all’infinito, perché è dimostrato che nessuno dorme per tutta la notte nella stessa posizione» spiega Mazda Farshad. Sono molte le cause che provocano il mal di schiena, che si differenzia tra acuto o cronico. «Il medico parla di mal di schiena acuto se i dolori cessano nell’arco di sei fino a otto settimane dal momento in cui si sono manifestati». Per definizione, i disturbi diventano cronici quando i dolori si protraggono per oltre due mesi.

*Per la parte inferiore della schiena: 

Posizione di partenza: Braccia incrociate e mani sulle clavicole.

Esecuzione: Spostare il busto all’indietro  con la schiena dritta finché non sentite i muscoli addominali in tensione. Mantenete per un momento la posizione e poi tornate lentamente in avanti. Per una maggior efficacia potete incrociare le braccia dietro la nuca. Ripetere l’esercizio 10-20 volte. 

Ma a differenziarsi non è solo il lasso temporale, bensì anche la causa. «Nell’80 per cento dei casi, i dolori acuti non sono specifici». Cosa significa? «Dal punto di vista diagnostico non è possibile identificare le cause». Importante è il percorso per esclusione delle diagnosi differenziali: «Se il dolore acuto è accompagnato da febbre, potrebbe indicare la presenza di un’infezione o addirittura di un tumore». Se nel contempo si manifestano anche dolori addominali potrebbe trattarsi di un’infiammazione della cistifellea. Ma anche una lesione dell’aorta può provocare forti dolori improvvisi alla schiena. «Se questi disturbi si presentano contemporaneamente, il paziente dovrebbe consultare immediatamente un medico». Così come in caso di insorgenza di gravi sintomi neurologici quali disturbi di svuotamento vescicale, di sensibilità alle gambe e fenomeni di paralisi. «Tuttavia, il mal di schiena cronico è spesso dovuto a fattori degenerativi». Mazda Farshad non solo conosce la radice del male, ma dà anche consigli pratici da applicare nella vita quotidiana. «Se si lavora in ufficio, è importante non rimanere costantemente nella stessa posizione». Che si stia in piedi, seduti su una sedia o su una palla da ginnastica, l’atteggiamento ottimale è quello di cambiare posizione ogni 30 minuti.