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È contento del suo 2018?

Considerazioni e riflessioni sull’anno che stiamo per lasciare, con le immancabili speranze che i prossimi dodici mesi ci riservino soddisfazioni personali e piacevoli sorprese.

14 gennaio 2019

Neva Buetti, 31 anni, aiuto veterinaria, Soazza «Sì, un anno in crescendo, iniziato un po' così e migliorato sempre di più; con un fine anno scoppiettante».

 

Uno sguardo sull’anno trascorso

Anche se di poco, i ticinesi che sono stati contattati hanno espresso parere positivo sull’anno che ci lasciamo alle spalle. Tuttavia, con due soli punti percentuale in meno, il 34% afferma di non aver vissuto un periodo positivo. E non sono pochi gli indecisi: ben il 30% degli intervistati. Osservando il grafico, si hanno tre campi di ampiezza quasi simile, che rispecchiano i tempi che viviamo, con poche certezze e tante variabili.

La speranza ha la meglio

Nonostante l’economia elvetica sia tra le più solide a livello planetario, gli svizzeri guardano con timore al futuro. Le borse sono in forte ribasso e la crescita economica sta mostrando scricchiolii che preoccupano. La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, le tensioni tra Bruxelles e alcuni paesi membri della UE, la rivolta dei “gilets jaunes francesi” che hanno piegato l’iniziale intransigenza di Emmanuel Macron, i populismi che proliferano… alimentano le paure. Eppure, la speranza di un futuro migliore sembra avere la meglio. Anche se di poco.


Cosa dicono i nostri lettori

Mahima Zucchetti, 30 anni, mamma a tempo pieno, Monte Carasso «Sì, a giugno è arrivata la nostra quarta figlia e non potevamo chiedere gioia più grande. Ora la famiglia è al completo»

 

Romano Papa (78), pensionato, Soazza «Così così, degradando. Iniziato molto bene, ma verso l'inverno i malanni di stagione sono aumentati. Il morale è comunque sempre al top».