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SONDAGGIO
AEROPORTO DI LUGANO

Il futuro dello scalo

Sull’avvenire dell’aeroporto luganese vi sono molte incognite, moltiplicatesi con l’abbandono della compagnia aerea Swiss. Incertezze che esprime anche il campione interpellato per il quesito della settimana: «L’aeroporto di Lugano ha un futuro?».

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MAssimo PEDRAZZINI
09 dicembre 2019

Nino Maranesi, 75 anni, pensionato, Breganzona. «Sì, perché serve al Cantone e, soprattutto, per i posti di lavoro».

Il referendum sullo scalo luganese

Il dibattito sul futuro dell’aeroporto continua. Il Consiglio comunale di Lugano ha dato il via libera al credito di 5,8 milioni di franchi per il rilancio delle attività aeroportuali e la ricapitalizzazione di Lugano Airport, mentre il Gran consiglio ha approvato l’aumento della quota di capitale azionario della società dal 12,5 al 40%. Contro queste decisioni è stato promosso il referendum da parte della sinistra sia a Lugano sia nel Cantone. Se i due referendum riusciranno, in Ticino il popolo si esprimerà sia a livello cantonale sia a livello comunale. Sono richieste 3.000 firme a Lugano entro il 13 gennaio e 7.000 a livello ticinese entro il 7 gennaio.

Grande incertezza sul futuro

Tra i ticinesi interpellati nel nostro sondaggio della settimana “L’aeroporto di Lugano ha futuro?”, regna sovrana l’incertezza. Infatti, i “non saprei” raggiungono quota 48%, mentre la percentuale di chi ritiene ormai che l’aviazione di linea in Ticino non abbia più un futuro è del 28%. I “Sì”, si fermano, invece, al 24%. 

I dati sono stati ottenuti con un sondaggio telefonico su 500 residenti in ticino interpellati casualmente.


Cosa dicono i nostri lettori

Marci Diego, 68 anni, pensionato, Losone. «Sì. Lo utilizzavo ed era un servizio adatto alle nostre esigenze».

 

Marco Calabro, 52 anni, broker, Brissago. «Sì, perché bisogna assolutamente ricollegarsi, riavvicinarsi al resto del Paese».