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SONDAGGIO
LA SCELTA DEL RISTORANTE

Ristorante che vai

Tra i vari criteri di scelta di un ristorante elencati nel nostro sondaggio della settimana è il passaparola il fattore più votato. Seguono il caso, i mass media e, infine, internet. Non passa inosservato neppure il 32% di chi afferma di non mangiare fuori casa.

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SANDRO MAHLER
11 novembre 2019

Linda Tulipani, 26 anni, docente, Massagno. «Mi lascio ispirare parlando con il cameriere o la cameriera nei luoghi che non conosco, mentre a casa sono piuttosto abitudinaria».

Il passaparola è la migliore pubblicità

«Ti consiglio un ristorante dove si mangia benissimo e non si spende neppure tanto». Chissà quante volte vi siete sentiti dire questa frase da quei colleghi di lavoro, amici o parenti che, con un po’ di vanto, raccontano di aver scoperto un bel locale. Nella scelta di un ristorante, il passaparola rappresenta la fonte più considerata, se si guarda ai risultati del nostro sondaggio. Il 22% dei nostri lettori segue infatti il consiglio di amici e parenti, mentre la percentuale di chi si affida a mass media e internet, insieme, raggiunge il 29%. Non sono pochi, il 17%, invece, gli amanti del caso, che scelgono seguendo l’istinto. A ottenere la maggioranza relativa è la categoria di persone che al ristorante non ci vanno. Una bella sfida per gli operatori del settore riuscire a convincerla a cambiare idea.

La fedeltà di Fellini

Il ristorante è luogo di condivisione, di emozioni, di incontro. Federico Fellini disse che «è più facile essere fedele a un ristorante che a una donna». Sarà proprio così?

I dati sono stati ottenuti con un sondaggio telefonico su 500 residenti in ticino interpellati casualmente.


Cosa dicono le nostre lettrici

Viviana Caprani, 22 anni, assistente di farmacia, Mezzovico. «Tramite recensioni in internet, oppure con il passaparola. Inoltre, il ristorante mi deve piacere esteticamente».

 

Susanna Perler, 48 anni, impiegata, Canobbio. «Solitamente vado in locali che già conosco, mentre quando mi trovo all'estero mi informo chiedendo alla gente del posto».