X

Argomenti popolari

tempo libero & Cultura

Nella terra del chinotto

LA DELIZIA — Non solo bibita «cult». Oggi, grazie a persone intraprendenti, sono aumentate le elaborazioni di questo raro frutto. Viaggio alla scoperta del piccolo agrume di Savona.

14 luglio 2014

La riviera ligure di Ponente ha un microclima ideale per il chinotto di Savona. Lo specialista Gian Pietro Pamparino con i frutti del terzo raccolto. Stella Ariu, del caffè storico Besio a Savona, serve il digestivo: il chinotto verde sotto Maraschino. Il giardino del chinotto nel chiostro di Santa Caterina a Finale Ligure. Il vivaio Pamparino, Finale Ligure, è specializzato in innesti di chinotto. Profumatissimi fiori di chinotto. Trovate tutte le eccellenze a base di chinotto da Sensu, Finale Ligure Borgo. Dalla Residenza Il Vescovado si gode una vista imperdibile sulla baia di Noli, in provincia di Savona in Liguria.

This presentation requires the Adobe Flash Player. Get Flash!

Il reportage

Intorno al 1500, un navigatore savonese trapiantò il chinotto dalla Cina sulla costa ligure, dove trovò un ambiente ideale per crescere e fruttificare. Anzi, la storia narra che la gente di mare – siamo nel periodo delle scoperte delle Americhe e Cristoforo Colombo non viveva lontano da queste zone – utilizzava questo piccolo frutto come amuleto per tenere lontane le malattie di mare. Di certo, fino agli inizi del 1900, il chinotto era venduto come medicinale rinvigorente alle marine francesi, inglesi e russe. Oggi, quando parliamo di Chinotto pensiamo per lo più alla bibita gassata «vintage», dal sapore un po' amaro e dal retrogusto dolce e delicato. È sorto in periodo di guerra, quando l'Italia non poté più importare bibite. Nacque quindi come bevanda «autarchica», aggiungendo dello zucchero caramellato per essere simile al colore della Coca Cola.

I «chinottari» sanno che non ha niente a che vedere con il chinino: il vero Chinotto – dal 2004 anche un Presidio di Slow Food – è fatto con estratti del frutto dell'agrume chinotto di Savona. Il suo paesaggio è quello della Liguria, con i terreni ripidi di montagna e il mare ai piedi, tra Varazze e Finale Ligure: luoghi di una bellezza unica con, nell'aria, profumi inebrianti di gelsomino, pitosforo, limoni… e appunto, di chinotto. E ora, una visita alle «Tre Terre» ci allarga la vista a 360 gradi su questo piccolo frutto.

Lo specialista Gian Pietro Pamparino con i frutti del terzo raccolto.

Stella Ariu, del caffè storico Besio a Savona, serve il digestivo: il chinotto verde sotto Maraschino.

Il giardino del chinotto nel chiostro di Santa Caterina a Finale Ligure.

Il vivaio Pamparino, Finale Ligure, è specializzato in innesti di chinotto.


«Oltre ai tradizionali canditi e alla bibita, negli ultimi anni la trasformazione si è ampliata. I nuovi prodotti sono: marmellate, liquori, birre, miele, sale aromatizzato,   ma anche profumi e cosmetici» racconta Marco Abaton, responsabile de Il chinotto nella rete, l'associazione che raggruppa le imprese che realizzano prodotti con il chinotto di Savona (www.ilchinottonellarete.it).

Abaton, profumiere di Savona, è anche il naso del profumo unisex il Chinotto in fiore, una fragranza balsamica, omaggio alla sua terra d'origine. Ma cosa distingue il chinotto di Savona – di esigua produzione – dal chinotto myrtifolia diffuso in più grande quantità nel Sud dell'Italia? «Il chinotto di Savona – spiega Abaton – ha buccia e parte bianca più sottile, è meno acido e non ha quasi semi. Risulta anche molto più ricco in vitamina C. Le analisi genetiche confermano che il chinotto coltivato da secoli in questo microclima di Savona ha solo l'80% di patrimonio genetico in comune con il myrti-folia e, in esclusiva, la molecola sinefrina, alla quale vengono riconosciuti effetti dimagranti».

Produttore del raro chinotto di Savona è Gian Pietro Pamparino, vivaista in quarta generazione a Finale Ligure. Della pianta poco più alta di un metro mezzo e sempreverde conosce vita e miracoli. «È un piccolo agrume ma sviluppa una quantità incredibile di frutti e di fiori di un grande profumo che la rendono ideale anche dal punto di vista decorativo. Il raccolto avviene a tre riprese tra metà settembre e dicembre. I primi chinotti sono di colore verde brillante, più tardi virano all'arancione e sono più amabili. Il frutto stesso, che cresce a grappoli, ha un diametro poco più di due centimetri. La sua coltivazione, tuttavia, non è così facile, perché è un agrume sensibile al freddo e alle malattie. Inoltre, è una pianta che porta i primi frutti tardi, a partire dai sette anni. Questo aspetto non la rende molto redditizia!». Ciò spiega perché il successo del chinotto – il periodo a cavallo tra il 19esimo e 20esimo secolo fu quello di più intensa attività dell'industria dei frutti canditi – andò scemando col tempo.

Ma il segreto del suo aroma rimane invariato. «Risiede nella buccia del frutto del chinotto, ricca di inconfondibili elementi aromatici e digestivi» conclude Pamparino. È il processo di candidatura, poi, che rende il piccolo frutto molto morbido internamente, mantenendo però una consistenza soda della buccia che oppone una leggera resistenza al morso. Da qui il detto savonese «pelle dura, cuore tenero». Irresistibile, vero?

Il concorso

Vinci una notte sul mare!


Chi cammina lungo la Via Aurelia vi passa inevitabilmente. Chi invece decide di arrivare in auto o in treno, vi accede facilmente con un ascensore panoramico. In ogni caso, che si tratti di un pernottamento in una delle undici camere o di un'indimenticabile cena stellata, la Residenza Il Vescovado a Noli è un indirizzo da non farsi mancare in un soggiorno nella Riviera ligure (www.hotelvescovado.it).

Perché l'albergo-ristorante gestito dalla famiglia Ravera è un'oasi di calorosa accoglienza, assoluto relax e luogo di delizie per gourmand. La struttura, costruita a picco sul mare, è l'antico palazzo vescovile del borgo. L'albergo di charme offre un pernottamento con colazione a buffet e menu degustazione per due persone al fortunato vincitore che sarà estratto a sorte.

Per partecipare:
inviate un sms al numero 970 (fr. 1.–), o chiamate lo 0901 559 099 (fr. 1.-),
indicando la città nella quale si trova la Residenza Il Vescovado, seguito da nome, cognome, indirizzo completo.

Termine: 21.7.14.