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Una suggestiva esperienza emotiva

La città romagnola conquista per il suo fascino accogliente. Il metodo migliore per scoprirla è imitare i suoi abitanti e muoversi comodamente in bicicletta per le vie del centro.

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Ghigo Roli
08 ottobre 2013

La Cattedrale, dedicata a San Giorgio e inaugurata nel 1135, vista attraverso il Vòlto del Cavallo. Statua del frate ferrarese Girolamo Savonarola davanti al Castello Estense. Veduta del Castello Estense, detto anche Castello di San Michele. Via Voltapaletto è un luogo piacevole per sorseggiare un aperitivo allaperto. Forno Perdonati: il titolare, Romano Perdonati con la moglie Silva, mostra la coppia ferrarese, il tipico pane della città. Passaggio che collega Piazza del Municipio a via Garibaldi.

Statua del frate ferrarese Girolamo Savonarola davanti al Castello Estense.

Veduta del Castello Estense, detto anche Castello di San Michele.

Via Voltapaletto è un luogo piacevole per sorseggiare un aperitivo allaperto.

Forno Perdonati: il titolare, Romano Perdonati con la moglie Silva, mostra la coppia ferrarese, il tipico pane della città.

Articolo principale

La città romagnola conquista per il suo fascino accogliente. Il metodo migliore per scoprirla è imitare i suoi abitanti e muoversi comodamente in bicicletta per le vie del centro.

Quante belle città annovera l'Italia! Tutte, da Aosta a Lecce, da Bolzano a Palermo, esibiscono capolavori artistici e architettonici, pae­saggi indimenticabili e una gastronomia irresistibile. Anche Ferrara, ovviamente, ma in un modo un po' speciale. «Per capire perché Ferrara è diversa, bisogna venirci – ci spiega Roberto Ricci Mengani, dirigente dei servizi collegati al Turismo e alla Cultura della Provincia –. Bisogna provarne la dimensione del vivere. Anche un ferrarese, se resta fuori città due settimane, al rientro non può che riassaporarne la bellezza e il ritmo. Non ci si abitua mai al suo fascino così accogliente e discreto».

La città romagnola non è dunque solo uno straordinario insieme di monumenti, giardini e altre meraviglie che, insieme al Delta del Po, costituisce uno dei siti più estesi al mondo iscritti nel Patrimonio dell'Umanità Unesco. «Ferrara è un'esperienza emotiva molto dolce, da godere con lentezza – aggiunge Roberto –; il consiglio è prenderla con calma, a piedi o in bicicletta, come farebbe un ferrarese doc». Tutti si muovono in bici: anziane signore con il cestino colmo di spesa, ragazzine che incontrano le amiche, pensionati che si fermano in piazza a bere un caffè. «Sì, qui c'è il culto della due ruote – conferma Roberto –. È un'appendice di ognuno di noi. Sembra quasi che i bambini imparino prima a pedalare che a camminare. Ancora oggi molti, invece di essere accompagnati in Suv, vanno a scuola da soli, sciamando con la loro piccole biciclette nelle strade della città».

Passeggiando nel centro, progettato in modo perfetto nel Rinascimento e ancora oggi intatto, la città sembra diventare la donna descritta dal poeta ferrarese Corrado Govoni: «Tu pedalavi vaporosa avanti, e io a volo dietro il tuo cappello, come in un delizioso carosello mosso da Dio sol per noi amanti». Ecco allora il Castello Estense, molto amato dai ferraresi e cuore pulsante della vita cittadina. Ha numerose sale affrescate, ed elegante è la loggia degli Aranci voluta da Eleonora d'Aragona, che proveniva dalla solatìa Napoli. A pochi passi, sorge la Cattedrale, dedicata a San Giorgio, con una spettacolare facciata in marmo.

Ferrara poi porge la bellezza di Palazzo Schifanoia. È un'antica delizia voluta da Alberto d'Este nel 1385 per sfuggire alla noia di corte, ed esibisce uno dei più bei cicli di affreschi laici nel Salone dei Mesi. Non sfigura la maestosità di Palazzo Costabili, dove i reperti della civiltà greco-etrusca di Spina nelle sale del Museo Archeologico Nazionale si contrappongono ai solari affreschi rinascimentali del Garofalo. Il Monastero di Sant'Antonio in Polesine, fondato da Beatrice d'Este, nasconde invece splendidi affreschi del Trecento, e Palazzo dei Diamanti è sede della Pinacoteca Nazionale e di mostre temporanee. Sino al 6 gennaio 2014, è in corso un'esposizione monografica dedicata al pittore spagnolo del ‘600 Zurbarán, per lungo tempo soprannominato il «Caravaggio spagnolo».

Anche le tradizioni hanno il loro momento di gloria in primavera. «In maggio, si svolge il Palio che risale al 1267 ed è il più antico d'Europa. Si tratta di una manifestazione articolata in diverse giornate, che è molto sentita dai ferraresi. È ancora genui­na e ha un carattere paesano che ne esalta ancora di più il fascino – ci ricorda Roberto – . Tante sono dunque le cose belle di Ferrara, ma altrettante sono le buone. La tradizione gastronomica è ricca: dai primi piatti come i cappellacci alla zucca, il pasticcio di maccheroni e i risotti con i chicchi coltivati nella zona di Jolanda ai salumi come la salama da sugo.

Ottime anche le verdure come gli asparagi di Altedo. I più golosi son «costretti» ad assaggiare la torta di tagliatelle, la ciambella, la tenerina e il pampapato. Ma il vero e assoluto protagonista è il pane: la «coppia ferrarese». Al Forno Perdonati, da quasi 80 anni, la preparano comme il faut, con la pasta madre a lievitazione naturale. «Mio padre Otello – ci racconta Romano Perdonati – la salvò dalla bomba che distrusse il suo forno a Salvatonica. Ne protesse come un tesoro un sacchettino con il quale arrivò a Ferrara, e ancora oggi noi inforniamo tanti piccoli boccoli di pane che ricordano l'acconciatura di Lucrezia Borgia. La leggenda narra infatti che questi fragranti pani ritorti soppiantarono le pagnotte in occasione di un banchetto offerto da Messer Giglio al Duca nel 1536». Da allora, sono un pane da nobili, un pane adatto a Ferrara.

Buono a sapersi

Ferrara

Ufficio Informazioni Turistiche — Castello Estense
tel. 0039 0532 299303 — www.ferrarainfo.com

Hotel Carlton — via Garibaldi 93
tel. 0039 0532 211130 — www.hotelcarlton.net
In pieno centro, l'albergo è in una posizione molto comoda per visitare la città, magari anche in bicicletta, usufruendo di quelle che l'hotel mette a disposizione.

Trattoria La Romantica — via Ripagrande 36
tel. 0039 0532 765975 — www.trattorialaromantica.com
Da quasi 30 anni la famiglia Cavallina gestisce il ristorante dove sono proposti piatti tipici della cucina ferrarese. Ottima la carta dei vini.

Panificio Pasticceria Perdonati — via S. Romano 108
tel. 0039 0532 761319 — www.fornoperdonati.it
Romano Perdonati e la moglie Silva viziano i clienti con le tradizionali coppie ferraresi e altre specialità dolciarie.