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Supereroe romantico

È in sala «The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro». Il Ragno deve salvare New York e combattere i demoni del suo passato.. — Lorenzo Buccella

29 aprile 2014
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D'accordo, ormai è come un marchio di fabbrica: da un grande potere derivano grandi responsabilità. Ma poi, come testimoniano gli ingranaggi a orologio d'inizio film, arriva anche il tempo delle scelte. Tanto più che a ogni nuovo balzo cinematografico, le ragnatele di Spider-Man non sono solo armi per sgominare il nemico, ma sono anche la condizione esistenziale con cui il nostro supereroe si trova confrontato nel passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Non a caso, in questo secondo episodio «giovanile» della nuova saga firmata da Marc Webb, The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro, il Ragno non mette solo in agenda il consueto compito di salvare New York dal crimine, ma finisce per combattere contro demoni e fantasmi che riemergono dal passato.

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«Credo che Spider-Man sia diverso da tutti gli altri supereroi» ha spiegato il regista americano «è un ragazzo che deve pagarsi l'affitto, che ha problemi con la propria fidanzata e con le persone che lo circondano. Quindi è più facile identificarsi con lui». Un supereroe della porta
accanto, quindi, ironico e sfrontato quando si diverte a rimbalzare tra i grattacieli per portar giustizia, finché poi i colpi bassi del destino non lo costringono a crescere in fretta. Di mezzo, ci sono amici-nemici ritrovati, promesse non mantenute, il mistero della morte del padre, senza contare quel «dannato» imperativo di un dover essere Spider-Man che finisce per entrare in collisione con la sua storia d'amore.

Una storia qui servita a grandi cucchiaiate romantiche, tanto da diventare lo scivolo fatale del racconto, quasi più degli immancabili e spettacolari momenti d'azione «spacca e rompi» che caratterizzano il genere. Del resto, già nel primo episodio, la sintonia tra Andrew Garfield (Peter Parker) e Emma Stone (Gwen Stacy) aveva innescato le giuste scintille. Ora la loro alchimia – nella vita come nel film – è talmente forte che arriva al picco del non ritorno. «Quello che preferisco al cinema» ha detto ancora Webb «sono proprio le storie d'amore e la fortuna di lavorare con Emma e Andrew sta nel fatto che con loro ogni scena diventa sempre credibile e quindi più coinvolgente per lo spettatore».

Patemi d'animo con cui un supereroe deve convivere, perché intanto lo spartito del film non aspetta e s'ingolfa fin troppo generosamente di cattivi. Non solo l'elettrico Electro che scatena violenti black-out in città, ma anche altri «villains», piazzati lì per portare a termine la doppia missione del film: sbrogliare la matassa emotiva dell'episodio, preparando i ganci per il prossimo appuntamento della saga.