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A Castellinaria fai l'attore o il regista per una settimana

La 28esima edizione del festival del cinema giovane di Bellinzona (14-21 novembre) offre ai ragazzi una serie di laboratori per sperimentare il mondo e la voglia di film. — Gudrun De Chirico

09 novembre 2015

Ciak, si gira per giovani ticinesi a Castellinaria.


www.castellinaria.ch

All'inizio c'è sempre un «ciak, si gira». E dietro quel ciak, una girandola di mestieri. Quel dietro alle quinte del cinema, che anche quest'anno, a Castellinaria diventa campo di esplorazione. Perché la 28ª edizione del festival del cinema giovane, sembra far suo il vecchio adagio per cui la «pratica vale più della grammatica». Certo, ci sono i film da vedere, ma qui non sono meno importanti gli atelier riservati a chi quei film vuole provare a farli. Laboratori che mantengono un legame vivo con le scuole del territorio, come ci dice Manuela Moretti, docente di Bellinzona.



«Durante l'anno, alla scuola di commercio curo un corso facoltativo di introduzione al cinema, poi, quando arriva il festival, accompagno i miei allievi a questi atelier». E lì, per i ragazzi, la massima soddisfazione è quella di vedere come da zero si possa arrivare a realizzare un cortometraggio. «L'anno scorso alcuni dei miei studenti si sono entusiasmati a tal punto che presi dallo slancio, hanno portato dei mobili da casa per allestire il set». Un modo, insomma, per sporcarsi le mani col cinema, ma anche per arrivare alla consapevolezza di quanto sudore creativo comporti la lavorazione di un film. «I ragazzi d'oggi hanno tutti un telefonino, quindi pensano sia facile girare un video, ma qui capiscono che non basta schiacciare un bottone rosso». Tanto più se a far da pendant con queste attività pratiche si aggiungono anche atelier che insegnano a leggere ed esaminare i film, come quello  condotto dalla critica cinematografica Anna Maria Pasetti. Un viaggio a doppia mandata tra fare e guardare che non disdegna nemmeno di avventurarsi in territori di sperimentazione, riservati – come spiega Giancarlo Zappoli, direttore artistico di Castellinaria – anche a giovanissimi di 6 anni. «Tra le nostre proposte, c'è anche uno spazio dedicato all'animazione e pensato per il primo ciclo delle elementari. Qui, i bambini si potranno direttamente mettere in gioco, girando dei brevissimi corti a partire dai loro disegni che avranno a tema l'ecologia, la natura e la salvaguardia del pianeta».

Un'esperienza «forgiante»
Presenze attive per sguardi che si cerca di rendere consapevoli su quanto possano risultare veri e meravigliosi oggetti «finti» di scena costruiti appositamente per il cinema. «A questo scopo – racconta Zappoli – abbiamo allestito delle mostre sull'attrezzeria del cinema: dai coltelli usati in Gangs of New York ai bracciali del Gladiatore, passando per il trono di Cleopatra in Asterix & Obelix». Un cinema, insomma, in tutte le sue sfaccettature  e a portata di mano, come testimonia l'esperienza del 21enne luganese Andrea Paganessi, che per due anni ha partecipato a questi atelier. «Per me un'esperienza forgiante: arrivi in classe e grazie all'aiuto di Adriano Schrade della Rec stendi la sceneggiatura di quello che poi si girerà durante i giorni del festival». Anche perché se la fantasia ha una radice individuale, il lavoro diventa collettivo e condiviso. «Quando arriva il momento del ciak, fai tutto nell'arco di un'intera giornata e la cosa bella è che a rotazione ognuno fa l'esperienza di tutti i diversi ruoli che sono necessari su un set». Che è come dire, vivere la scena, ma anche il retroscena.

Cinema giovane