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Bon Jovi: «Burning bridges»

È un album particolare nella storia dei Bon Jovi, uno dei gruppi rock più famosi al mondo, con oltre 100 milioni di copie vendute. — Diego Perugini

30 agosto 2015

Perché Burning Bridges segna la fine del trentennale sodalizio con l'etichetta Mercury: un addio non proprio sereno, come testimonia la «title track», vivace country corale dal testo acido e risentito verso i propri (ex) discografici. È anche uno dei pezzi migliori di un lavoro di transizione, che lo stesso leader Jon Bon Jovi ha definito «per i fan», rimandando alla primavera del 2016 per il vero nuovo cd.

Non a caso Burning Bridges offre poche novità, come il possente inno We Don't Run, nel classico stile enfatico della band, assieme a una manciata di vecchi brani mai pubblicati prima e ripescati per l'occasione. Il tipico disco di fine contratto, ma con qualche spunto non trascurabile come la ballata drammatica A Teardrop To The Sea, il rock tagliente I'm Your Man e la melodica Saturday Night Gave Me Sunday Morning. Saranno anche «scarti», insomma, ma di gran classe.

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