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«Ho lavorato sulla fedeltà al testo»

L'arte della cover, cioè reinterpretare canzoni altrui, è impresa ardua. C'è il rischio di osare troppo, stravolgendo gli originali, o troppo poco, rileggendoli pedissequamente. — Diego Perugini

25 novembre 2015

«Non ho voluto dire qualcosa di mio, ho lavorato sulla fedeltà al testo.»»

Francesco De Gregori

Francesco De Gregori ha scelto una saggia via di mezzo per un progetto caldeggiato da tempo, un omaggio a Dylan, suo punto di riferimento da sempre. E in De Gregori canta Bob Dylan. Amore e furto (Sony) l'approccio è rigoroso, fra affetto e rispetto. Le traduzioni in italiano non ammettono intrusioni: «Altrimenti avrei reso un pessimo servizio a Dylan», spiega il cantautore.

Anche suoni e arrangiamenti viaggiano su ben note trame «dylaniane», con lo stile e la voce di De Gregori a rendere tutto in un certo modo nuovo e personale. In scaletta nessun super classico («Sono così scolpiti nella memoria che non m'è venuto di toccarli»), ma brani meno noti, eppur significativi. Dalla dolcezza di Non dirle che non è così alla malinconica Non è buio ancora, sino all'aggiornamento rock di Via della povertà, tradotta nel 1974 con De André.

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