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I duetti di Van Morrison

MUSICA — Diciamola tutta: i dischi di duetti deludono quasi sempre. Perché sono spesso operazioni di marketing commerciale. Belle senz'anima. Ogni tanto, però, arriva qualche confortante eccezione.

13 aprile 2015

Come Duets: Re-Working The Catalogue (Sony), dove Van Morrison rilegge il suo repertorio «minore» (si fa per dire) con l'aiuto di una folta schiera di ospiti. Insofferente ai compromessi, il «Leone di Belfast» ha scelto artisti di culto, a volte poco noti al grande pubblico, come Bobby Womack, Mavis Staples e P.J. Proby.

Unica concessione pop è la presenza di Michael Bublé, suo grande ammiratore, che se la cava benissimo in Real Real Gone. Ne esce un album di classe sopraffina, fra soul, r&b, jazz e folk, con arrangiamenti brillanti e sonorità vintage, dominato da una voce inconfondibile. Ottime Fire In The Belly, con Steve Winwood, e Irish Heartbeat, con Mark Knopfler. Ma anche il resto viaggia su livelli altissimi in un lavoro fuori dal tempo e dalle mode, che unisce qualità da fuoriclasse e gradevolezza d'ascolto. Piacerà ai vecchi fan, ne conquisterà (speriamo) di nuovi.

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