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Keith Richards: Crosseyed Heart

Si fa presto a dire «icona». Ma nel caso di Keith Richards la definizione calza a pennello. — Diego Perugini

21 settembre 2015

Perché lo storico chitarrista dei Rolling Stones incarna alla perfezione lo spirito ribelle, strafottente e trasgressivo del miglior rock. E ancora oggi, 71enne miliardario, rimane una figura unica e fuori dagli schemi, inimitabile modello per miriadi di giovani (e meno giovani) musicisti. Molta curiosità, quindi, per l'uscita di Crosseyed Heart (Universal), il suo primo lavoro solista negli ultimi vent'anni (e il terzo della carriera).

Il risultato non delude. Perché l'album ha il fascino della vecchia scuola, senza essere anacronistico o, peggio, patetico. Richards non ha una gran voce, ma sa emozionare, e alla chitarra ha un tocco inconfondibile. Eccolo spaziare dal blues acustico di Crosseyed Heart alla ballata country Robbed Glory, dai sapori reggae di Love Overdue al rock «stoniano» del singolo Trouble fino alla struggente cover (un po' «dylaniana») del classico folk Goodnight Irene. In più, un duetto con Nora Jones e una band di strumentisti da paura. Classico con brio.

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