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La musica Jazz degli «Zezel»

Ne avevamo parlato (bene) un paio d'anni fa, all'uscita del disco d'esordio Inversione di tendenza. — Diego Perugini

19 ottobre 2015

Torniamo ora a tessere le lodi dei ticinesi Zezel Group alla luce di un secondo capitolo, Poink (Suisa), che rilancia con maggior maturità la loro eclettica ricetta musicale.
Emilio Castorina e soci non temono di miscelare stili e generi, giocando sul terreno della fantasia e dell'improvvisazione jazz, con un gusto per la sperimentazione che non diventa mai troppo cerebrale o fine a se stessa. Chiaro, qui non siamo di fronte a un gruppo di pop leggero come i Modà e i brani degli Zezel, tutti strumentali, richiedono un ascolto più raccolto e attento. Ma niente paura, anzi. Ecco, allora, gli echi psichedelici/progressive di Hinni, i ritmi esotici di Danza Danza, la chitarra lancinante di Nino, i sapori jazz-rock anni Settanta della lunga Krimeo Konnection, la vena soffusa di How Far Is Chicago, con un assolo stile Santana. Di tutto e di più, insomma, fra pregevoli intrecci sonori, buone melodie e ritmi avvincenti. E per chi volesse sentirli dal vivo: il 14 novembre al teatro Paravento di Locarno.

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