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Marco Cortesi: «Spring Thing»

Non si vive di solo pop, quindi fa piacere ascoltare ogni tanto qualcosa di diverso. Come Spring Thing (PBR), l'ultimo cd del Marco Cortesi EUProject. — Diego Perugini

11 novembre 2015

Un gruppo nato da qualche anno per volere del locarnese Marco Cortesi, chitarrista jazz dal curriculum ricco di collaborazioni. Il suono dell'ensemble gravita intorno a un jazz moderno ed elettrico, d'area fusion, che ricorda a tratti la lezione dell'americano Pat Metheny. Paragoni a parte, il gruppo sforna una serie di suggestivi strumentali, gradevoli anche per i non addetti ai lavori per un certo gusto melodico e gli arrangiamenti mai troppo cerebrali.

La chitarra (spesso synth) è protagonista, ma senza soffocare l'estro degli altri musicisti, tutti meritevoli. Nello specifico: Gianluca Di Ienno al piano, Yuri Goloubev al basso e Asaf Sirkis alla batteria. Ecco, allora, il bel crescendo finale di Giantover, il dialogo chitarra-piano Rhodes in Track Three, le influenze funky di Il mio amico russo. Ciliegina sulla torta, l'omaggio a Ornette Coleman in Kathelin Gray, con un azzeccato (e delicato) adattamento per chitarra acustica.

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