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«Squallor» di Fabri Fibra

MUSICA — È uno dei veterani del rap italiano. Amato e odiato, controverso e controcorrente.

30 aprile 2015

A 38 anni Fabri Fibra si toglie più di un sassolino dalla scarpa e sorprende con un disco uscito all'improvviso, prima in digitale e ora in cd. Niente promozione né interviste. Il titolo, Squallor, mantiene quel che promette: nei 21 pezzi in scaletta (un'ora e mezza di musica!) Fibra descrive lo squallore intorno a noi senza mezze misure.

I suoni sono cupi, taglienti, ossessivi, nessuna concessione al pop e alla melodia facile. Con lui ospiti di rango, da Gue' Pequeno a Salmo, e una produzione di taglio internazionale. I testi sono pugni nello stomaco, a volte discutibili (Troie in Porsche), ma spesso azzeccati nella lucida disanima di un mondo allo sbando. Ecco l'altra faccia, sporca e violenta, di Milano (E tu ci convivi); la denuncia della commercializzazione del rap (Il rap nel mio paese); il sempiterno potere dei soldi (E.U.R.O.). E molto altro ancora. Un disco tosto, che piacerà agli integralisti del rap e metterà a disagio le anime più candide. Ma questo è Fabri Fibra, prendere o lasciare.

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