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Un concerto-esperimento di liuteria

Tre violini identici per forma, misure e materiale creati da tre diversi mastri liutai. Che cosa ne sortirà? La risposta l'11 novembre a Lugano, presso il Conservatorio della Svizzera italiana.

31 ottobre 2016

Da un'idea del maestro Christian Guidetti di Locarno nasce un evento straordinario, unico nel suo genere, dal titolo «Il violino trasceso». Il singolare progetto-concerto si terrà in autunno (data da definire) a Lugano, presso il Conservatorio della Svizzera italiana.

«Sarà il frutto di un intenso lavoro alchemico, basato sulla costruzione di tre violini identici nella forma, nelle misure e nel materiale utilizzato», anticipa Guidetti. «L'unica variante consta proprio nella loro creazione, in cui concorrono tre diversi maestri liutai: oltre a me, i colleghi Hans Hofer di Berna e Martino Ruggia di Lugano». Questo per cercare di capire, il più possibile, quanto e come il singolo liutaio infonda la sua impronta nello strumento creato. E quanto sia importante la sensibilità del costruttore durante ogni singola fase.

Ne «Il violino trasceso», l'inedito esperimento trova una sua forma completa, trascendendo appunto il solo aspetto fisico, e sublimandosi in quello musicale, con il contributo dell'ensemble Il Continuo, di Cremona. A esso è stato affidato il programma esecutivo, che prevede componimenti del Settecento e due «prime esecuzioni» di composizioni, commissionate dallo stesso ensemble e dedicate ai tre suddetti violini: «Okean» (a Tarkovskij) di Ugo Nastrucci e «Pulcher Aspectu – Le 3 anime» di Silvan Loer, tra i più significativi compositori elvetici della sua generazione.

«Il programma sarà articolato in due parti, una letteraria e una musicale», precisa Christian Guidetti. «Nella prima, descriveremo agli astanti le linee guida della nostra opera e le tesi a sostegno delle singole idee. A seguire, il concerto vero e proprio, affidato a tre rinomati interpreti, Carlo Lazari, Silvia Colli e Andrea Ferroni, che imbracceranno i tre strumenti». Attraverso i tre suoni – inevitabilmente differenti o sorprendentemente simili? – il pubblico potrà immaginare i tre magici mondi che si celano dietro e dentro ogni singolo strumento.