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Una grande maratona di teatro amatoriale

Dal 15 al 17 aprile, al Kursaal di Locarno 11 compagnie amatoriali ticinesi presentano al grande pubblico i loro spettacoli. Dai classici Goldoni e Molière alla commedia dialettale. — GUDRUN DE CHIRICO

11 aprile 2016

Lattrice bellinzonese Giovanna Banfi Sabbadini, della compagnia TeatrObliquo.


Al di là di ogni difficoltà. Tanti ostacoli nella vita di tutti i giorni, poi la ricompensa: dal 15 al 17 aprile, una full immersion a palcoscenico aperto, con 11 compagnie ticinesi amatoriali che si passeranno il testimone per una maratona teatrale da mattino a sera sulle assi del Kursaal di Locarno. E che la manifestazione mantenga il suo appeal popolare lo testimonia la sua longevità. Questa è la 26ª edizione di una rassegna, creata da Sylvia Zemànek – ancora oggi presidente – che già a 10 anni scappava di casa per andare a interpretare la Colombina della Commedia dell'arte.
«Ogni compagnia» racconta Zemànek «dovrebbe poter avere una sua sede per fare le prove. Ma per noi, non professionisti, non è sempre così. Il più delle volte ci si arrangia: negli oratori del Ticino o, per i più sfortunati, nelle case private, addirittura nei garage». A estremi mali, estremi rimedi, visto che i prezzi d'affitto di locali attrezzati sono salati. Così, un evento come la «maratona locarnese» diventa occasione per offrire uno spazio scenico a tutti. Condividere progetti, spesso preparati nei ritagli del fine settimana per un intero anno, dove i sacrifici sembrano far da leitmotiv.
«Le autorità ci vengono incontro come possono. Ogni comune agisce a modo suo, dando delle sovvenzioni, così come a livello cantonale il Dipartimento educazione, cultura e sport, quando va bene, copre più o meno il 30% dei costi. Anche gli sponsor danno una grande mano, ma in generale, ci si arrabatta con gli incassi o, più spesso, paghiamo di tasca nostra». Del resto, i problemi, per chi si lancia in queste avventure extra-professionali, sono all'ordine del giorno. «Possono capitare inconvenienti sgradevoli, come alcuni gruppi che diano forfait all'ultimo momento, i nostri attori non hanno la solidità emotiva degli esperti. C'è chi, pur avendo fatto prove per mesi, prima della rappresentazione viene assalito da mille dubbi e paure». Ma è proprio lì, di fronte a queste continue sfide, che le compagnie buttano il cuore al di là dell'ostacolo. Così, se fino a poco fa erano le commedie dialettali a essere le più battute, ora sempre più spesso ci si confronta con testi più ambiziosi. Classici che spaziano da Goldoni a Molière, passando per García Lorca.
Proprio l'autore spagnolo verrà portato in scena dall'attrice bellinzonese Giovanna Banfi Sabbadini, che da 13 anni fa parte della compagnia TeatrObliquo. «Il nostro è un mondo dove al fondo rimane una rara solidarietà. Io, per dire, mi sono trovata a prestare in più occasioni costumi e oggetti di scena ad altre compagnie». Lo sforzo, insomma, che diventa risorsa collettiva, anche se poi la tua vita è tutta un dentro e fuori. «Sono traduttrice presso la Cancelleria federale e ho due figli ancora in età da studio. Non è facile dividersi tra lavoro e teatro, ma l'aspirazione sta nel tentare di costruire un ponte tra i due contesti. I professionisti sono sempre inglobati nel loro universo, mentre per noi il percorso è più tortuoso». Una ginnastica interiore che porta a consumare tante energie e a sopportare un cumulo di tensioni.
«Visto che la possibilità di vendere il proprio spettacolo e di rientrare nei cartelloni delle sale ufficiali è risicata, occorre trovare degli espedienti finanziari che, oggi, sono sempre meno disponibili. Tutte inquietudini che però ti costringono a ingegnarti verso nuove soluzioni». Che tradotto, è come dire: solo dopo aver dato il meglio, ci si può accontentare.

Il cartellone

Venerdì 15 aprile, dalle ore 20:

  • Teatro Giovani di Chiasso: «Donne al parlamento», di Aristofane
  • Gruppo Triangoloskaleno di Sant'Antonino: «7 spose per 7 fratelli», musical di Stephen Vincent  Benet.


Sabato 16 aprile, dalle ore 10:30:

  • Atelier Teatro ATTE di Giubiasco: «La famiglia dell'antiquario», di Carlo Goldoni
  • Compagnia 3 Terre Teatro di Verscio: «Georges Dandin», di Molière
  • TeatrObliquo di Bellinzona: «La casa di Bernarda Alba», di Federico G. Lorca
  • Compagnia Il Grappolo di Tenero: «Paparino», commedia di Dino Falconi
  • Compagnia Cittadella di Lugano: «Toâ», di Sacha Guitry.


Domenica 17 aprile, dalle ore 13:30

  • Teatro Pulcinella di Pianezzo: «La serra», dramma di Harold Pinter
  • Compagnia Favolando di Caslano: «Il pifferaio di Homelin», di Andrea Calabretta
  • Compagnia La Neo-Kalambouri di Lugano: «L'Incubo delle due parole», di Pasquale Galdi
  • I Comediant da Minüs: «La Badante», commedia dialettale di Stefano Palmucci.
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