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Camera con vista sul Reno

Il racconto di una notte trascorsa in un trabucco convertito ad alloggio. Niente energia elettrica, niente acqua corrente, niente wi-fi, in una stanza di 14 metri quadrati. Un assaggio di “pop up” basilese.

11 giugno 2018

Sguardo su Basilea in una calda domenica di giugno. I bagnanti, il Reno e, sullo sfondo, la torre Roche, l'edificio più alto della Svizzera. Questa stanza molto romantica appartiene all'antica corporazione dei pescatori di Basilea.

TESTO: PAOLO D'ANGELO - FOTO: PINO COVINO
È la più nobile tra le città svizzere. Per le vie del centro si respira a pieni polmoni la storia di un centro cosmopolita, dinamico e dalle atmosfere mitteleuropee. Tanti giovani, una marea di biciclette (molto in voga quelle da carico o con rimorchio), e poi i tram, che ti portano ovunque, anche in Francia e Germania.La sua università,  fondata nel 1460, è la più antica della Svizzera. Di lì sono passati i grandi dell'Umanesimo. Uno su tutti: Erasmo da Rotterdam, i cui resti riposano nella cattedrale.


Una sorpresa romantica
È un caldo pomeriggio di inizio giugno. Lungo il Reno, le famiglie sono al passeggio e gruppi di giovani si godono il sole e si fanno un bagno rinfrescante. Arrivato all'ostello della gioventù, nel cuore del quartiere di St. Alban, chiamato con una certa enfasi “la Venezia di Basilea”, mi viene consegnata una tessera magnetica e una chiave. Avrò il privilegio di passare la notte nel primo “hotel pop up” di Basilea, una tipologia di albergo a tempo determinato, aperto da inizio giugno a fine agosto, e che appare in spazi inutilizzati non propriamente pensati per alloggi di vacanza. L'idea è arrivata dagli Stati Uniti e si è diffusa anche in Europa.
L'ubicazione del “pop up” basilese è da favola: sul Reno, con vista sulla cattedrale e sul grattacielo Roche. Niente elettricità, niente acqua corrente, niente wi-fi. L'hotel altro non è che un trabucco per la pesca, una palafitta ancorata sulla riva.


Salita la scaletta, apro la porta decorata con lo stemma del salmone, pescato sin dai tempi dei romani e poi,  in rilievo, il 1354, anno di fondazione della corporazione dei pescatori a cui appartiene la struttura, data in affitto all'ostello della gioventù di Basilea che – si spera – potrà costituire un'offerta originale a tutti coloro che vorranno trascorrere un'esperienza unica o fare una sorpresa alla persona amata.
Ecco il mio alloggio: una stanza di quattordici metri quadrati. È forte il profumo di nuovo delle pareti in legno. Accanto alle finestrelle ci sono un tavolino, due sedie, una lampada a batteria e una candela led. Più romantico di così.

Una bibita all'ostello
Lascio la valigia e faccio un giro in città. Con la Basel Card, inclusa nel prezzo (160 franchi a notte più tasse di soggiorno), i mezzi pubblici sono gratuiti e l'entrata ai musei e allo zoo sono a metà prezzo. La città è vivace e interessante. Nel tardo pomeriggio torno all'ostello della gioventù, dove si cena a prezzi modici. Dopo la bibita al bar, torno verso la “mia” capanna. È ormai l'imbrunire. Le luci gialle brillano sul fiume. Due ragazze siedono ancora vicino alla mia dépendence. Mi salutano e sorridono, guardando curiose verso le finestrelle illuminate della lampada a batteria. Mi corico, cercando il sonno, che trovo contemplando il fiume.

La notte e l'incontro
engo risvegliato poco dopo la mezzanotte da un tuono fragoroso. La pioggia rimbalza sul tetto per pochi minuti. La temperatura nella stanza si fa gradevole. Il fiume torna a cantarmi la sua ninna nanna. Alle 3 e mezza mi sveglio per andare in bagno. Ci si deve cambiare e uscire per raggiungere il gabinetto pubblico, a una cinquantina di metri di distanza. Mi sveglia la luce del sole. Sono le 6.30. Il primo sguardo va al grattacielo della Roche e a una lunga chiatta che scivola lenta. Come si faceva una volta, mi sciacquo il volto con l'acqua versata nella bacinella. Per la doccia e la colazione mi reco all'ostello. «Ho pensato a lei stanotte, quando c'è stato il temporale», mi dice divertito un impiegato.
Dopo la prima colazione, compresa nel prezzo, alle 9.00 arriva Isidora Rudolph, portavoce di Basilea Turismo e responsabile del progetto pop-up di Basilea. Andiamo al capannino. Mi racconta che, su richiesta, si può pescare con un pescatore professionista, maestro nel manipolare l'argano e le antenne del trabucco. Prezzo: 100 franchi per due ore. Poi tira fuori dall'armadietto il sacco galleggiante a forma di pesce per il bagno nel fiume. Un must per tutti coloro che vogliono sentirsi un po' basilesi e godersi una città che, sicuramente, non delude i suoi visitatori. Mi affaccio per l'ultima volta dal capannino. C'è una coppia di ragazzi che corre e una donna in costume che prende il sole. A Basilea è un altro giorno.