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Fumetto alla giapponese

Dal 28 al 30 settembre avrà luogo la Fiera del Fumetto di Lugano. L'occasione per fare una capatina nel mondo dei manga, in una piccola oasi nipponica a Bellinzona.

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MELANIE TÜRKYILMAZ
18 settembre 2018

Anche i manga saranno rappresentati alla Fiera del Fumetto di Lugano.

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Fumetto alla giapponese

Fumetto alla giapponese

Dal 28 al 30 settembre a Lugano si svolgerà la Fiera del Fumetto. Tra i diversi eventi in cartellone, anche  work-shop di Myoko e la presentazione degli art book di alcuni allievi della scuola
di manga. Per maggiori informazioni: www.fieradelfumetto.ch

Dolcetti dall’inconfondibile confezione nipponica, materiale di cartoleria giapponese, gadget e peluche di anime (cartoni animati giapponesi), ma soprattutto centinaia di volumetti di manga. All’ombra di Castel Grande, in viale Portone a Bellinzona, si trova Myoko, una vera e propria piccola oasi giapponese, gestita da Cinzia Bruschi e sua madre, in collaborazione con Viachaslau Calabresi, alias Vincent. Oltre ad occuparsi del negozio, i due giovani impartiscono anche corsi di manga: da quelli base a quelli avanzati, seguendo il programma della scuola europea di manga di Lajatico (Pi).

È proprio qui che i due ragazzi si sono incontrati nel 2009. Per Vincent l’avventura è nata un po’ per caso: «Mia sorella mi aveva offerto un corso: è stato un colpo di fulmine!»; invece per Cinzia si tratta della coronazione di una passione coltivata sin dall’infanzia: già da bambina era appassionata di anime. «In vacanza dai nonni in Veneto, in una cartoleria avevo scovato un volumetto di “Fruit Basket” e scoperto che esistevano i “cartoni animati su carta”. Ho iniziato a leggerli e da allora non ho più smesso» confida la direttrice dei corsi di disegno, che nel frattempo si è laureata a Venezia scrivendo due tesi sugli anime e che ora, oltre alla sua attività, insegna educazione visiva alle scuole medie. «Il manga giapponese per certi versi è più simile al fumetto d’autore italiano che ai fumetti americani, che sono incentrati su un eroe e dove diversi disegnatori si alternano per illustrarne le storie. Nel manga, c’è un autore che crea i suoi personaggi. Le storie sono impostate per capitoli e pubblicate su riviste quindicinali. Se la serie ha successo, viene raccolta e pubblicata in volumetti e trasformata in animazione».

Cinzia Bruschi nel negozio di Viale Portone.

Una studentessa alle prese con le tecniche di colorazione a Myoko. 

Anche i manga saranno rappresentati alla Fiera del Fumetto di Lugano.

Viachaslau Calabresi (Vincent) nel negozio di Viale Portone.

Un mondo caleidoscopico

Da alcuni decenni, il manga sta spopolando anche in Europa. Cinzia spiega così il successo di queste vignette: «Hanno uno stile narrativo molto particolare, gli autori sono abilissimi nel creare suspense» e Vincent sottolinea anche la varietà dei generi, tra cui i più conosciuti: gli shonen, fumetti d’azione per giovani ragazzi; i seinen, per un pubblico più maturo, che trattano tematiche complesse; o ancora gli shojo, rivolti a un pubblico femminile. Vincent precisa anche la varietà delle tematiche e l’importanza dei dettagli: «Ci sono manga che per esempio ti raccontano uno sport, e te lo spiegano tutto. Io, che non sapevo nulla di arrampicata, ho scoperto un manga sul tema e mi ci sono appassionato». Un’altra caratteristica delle vignette giapponesi è il mix di registri: in una stessa pagina si possono trovare scene tragiche alternate a vignette decisamente comiche, come in “One Punch Man”, uno dei manga preferiti di Vincent, che narra le vicende di un supereroe implicato nelle vicende più assurde. Animate dalla stessa passione per i manga, nell’aula adiacente al negozio tre ragazze, venute da tutto il Ticino, stanno seguendo un corso di cinque giorni sulle varie tecniche di colorazione. Ma al di là dell’aspetto tecnico, Cinzia fa notare l’importanza della narrazione. «Molti giovani aspiranti fumettisti – i mangaka – scrivono manga ambientandoli in Giappone, senza esserci mai stati. Ma per creare una buona storia, il trucco è raccontare quello che sai, in ambienti che conosci, altrimenti come fai a far passare il messaggio? A febbraio sono di nuovo stata a Tokyo e questo posto esiste davvero! – esclama mostrandoci una tavola illustrata di “Ranma ½” di Rumiko Takahashi, la “regina dei manga” –. In questi ultimi anni torno spesso in Giappone per motivi di studio e di lavoro e nei giorni liberi “faccio pellegrinaggio” e rivivo dal vero i luoghi visti nei manga». Insomma, questi piccoli albi di fumetti non sono pure opere di fantasia, ma piuttosto un connubio tra fantasia e realtà, un modo per sconnettersi dalla vita quotidiana ma anche per riscoprire il mondo attraverso un filtro creativo.