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Justin Timberlake: troppa carne al fuoco

In "Man Of The Woods" la star tenta di unire generi e stili diversi. Tutto è concentrato in 16 brani.— DIEGO PERUGINI

12 febbraio 2018

È un disco strano, interlocutorio, ambizioso. Dove Justin Timberlake, star milionaria e intrattenitore a 360° (è anche un affermato attore), cerca di unire generi e stili diversi, dalla tradizione rock "made in Usa" al moderno elettro-funk. Tutto concentrato nelle 16 canzoni di Man Of The Woods (Sony), album lussuoso e variegato, che non ha paura di osare e sperimentare. Siamo pur sempre nell'area del pop leggero, però Timberlake si butta e si prende più di un rischio. Bene il singolo futuristico Filthy, le sfumature country della title-track, il falsetto di Higher And Higher (alla Stevie Wonder), il duetto soul con Alicia Keys in Morning Light e la ballata rock di Say Something. Suoni e produzione sono da fuoriclasse, ma qualche brano poteva restare nel cassetto, dal lento sdolcinato Flannel alla simil-trap di Supplies e alla pasticciata Wave. Troppa carne al fuoco, insomma: un pizzico di sintesi in più non avrebbe guastato.

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