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Salute: curatevi con l'arnica

Un tempo molto diffusa e comune, oggi l'arnica è una specie minacciata di estinzione e per questo protetta. Nei suoi fiori gialli si celano forze dalle straordinarie virtù terapeutiche.

04 giugno 2018

Larnica è un fiore luminoso e vitale. Per le sue caratteristiche officinali viene spesso utilizzata come rimedio.


TESTO: SUSANNE STETTLER - FOTO: GETTY IMAGES

«Limitatevi a usare la vostra arte! È senz'altro una buona cosa, ma non mi salverete di certo». Con questa frase Johann Wolfgang von Goethe (1749–1832), costretto a letto nel febbraio 1823 da una grave malattia, gettò i suoi medici nello sconforto. Oggi si suppone che l'autore del Faust fosse stato vittima di un infarto. Il poeta si rallegrò quando gli giunse alle orecchie che i medici pensavano di somministrargli dell'arnica. Tenne subito una piccola conferenza di botanica, parlando di quei fiori che aveva spesso visto nei prati. Nella sua autobiografia, «Poesia e verità», Goethe racconta che contro i crampi cardiaci di cui soffriva si faceva regolarmente preparare una tisana a base di arnica. Da quel febbraio del 1823 Goethe non si stancò più di lodare l'effetto benefico della pianta.

Tabacco di montagna
L'arnica (Arnica montana) è popolarmente conosciuta anche come «tabacco di montagna», «betonica di monte», «china dei poveri», tutti nomi che alludono alle sue molte virtù curative. Nella medicina naturale l'arnica è utilizzata per prevenire e trattare gli ictus e come componente per molti rimedi contro i disturbi del sistema circolatorio. Inoltre, l'estratto fresco della radice dell'arnica viene usato per curare le malattie delle vene ed è indicato in caso di ulcere varicose. Conosciuti sono anche gli effetti benefici dell'arnica per il cuore e per la circolazione sanguigna.

Effetto antibatterico
È scientificamente dimostrato che i fiori dell'arnica leniscono i dolori, calmano le infiammazioni e hanno effetti antibatterici. Come pomata o tintura, l'arnica viene pertanto utilizzata in caso di gonfiori, distorsioni, contusioni, dolori muscolari, colpi della strega e simili. Ne era già consapevole anche Sebastian Kneipp (1821-1897): «Ritengo che l'arnica sia il principale rimedio in caso di ferite e per questo non ne raccomanderò mai abbastanza l'uso!». L'arnica è una pianta erbacea estiva dal profumo aromatico che raggiunge dai 20 ai 60 centimetri di altezza – i suoi fiori hanno l'aspetto di tanti piccoli soli che tra maggio e luglio si protendono in cielo verso il grande astro. Si trovano nei prati di montagna, nei pascoli e nei terreni paludosi in area subalpina e alpina.

San Giovanni, 24 giugno
La saggezza popolare attribuiva all'arnica una particolare virtù curativa se raccolta il giorno di San Giovanni, il 24 giugno. Poiché si riteneva che i suoi fiori rappresentassero il sole, essa figura in molte usanze popolari legate al giorno di San Giovanni e al solstizio d'estate e fa parte delle cosiddette erbe di San Giovanni. Il 24 giugno i germani festeggiavano le nozze del dio del sole con la dea della Terra, affinché il raccolto alla fine dell'estate fosse abbondante. Solo più tardi gli astronomi hanno scoperto che il solstizio d'estate cade più esattamente il 21 giugno. Inoltre, la sera prima del giorno di San Giovanni i contadini deponevano mazzi di arniche agli angoli dei loro campi di grano. Tenevano così lontano il demone del grano, che nelle notti del solstizio d'estate se ne andava per i campi tagliando le spighe e distruggendo il raccolto. Questi rituali avevano evidentemente un carattere magico. Nel vero senso della parola, poiché l'arnica è conosciuta anche come pianta magica. Già la mistica benedettina e naturalista Santa Ildegarda di Bingen (1098–1179) era entusiasta delle sue virtù magiche: «Quando un uomo o una donna arde d'amore, se qualcuno lo o la tocca sulla pelle con dell‘arnica, allora si accende d'amore per l'altro. E quando l'erba secca, allora l'uomo o la donna divengono quasi folli per il fuoco d'amore, tanto che alla fine escono di senno».