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Siracusa: uno scoglio da brividi

Tremila anni di storia concentrati su un piccolo lembo di terra circondato dal mare. Un caleidoscopio architettonico, culturale e culinario che merita di essere scoperto.

09 aprile 2018

Mareggiata sul litorale dell?isola di Ortigia.


TESTO: CLAUDIO AGOSTONI – FOTO: BRUNO ZANZOTTERA

In greco antico il suo nome significa “quaglia”, ma per i vecchi abitanti di Siracusa è “lo scoglio”. Un nickname che identifica Ortigia, il piccolo isolotto che racchiude il centro storico della città. Una città di mare, che nel mare si allunga proprio grazie a quest'isolotto che in meno di un chilometro quadrato concentra quasi tremila anni di storia.

Greci, romani, arabi, bizantini, svevi, normanni, angioini, aragonesi e borboni si sono succeduti su questo lembo di terra circondato dal mare. È il tempio di Apollo, riemerso nel 1860 fra le mura di un caserma spagnola, a darci il benvenuto. Qui, da sempre, la colonna sonora è garantita dal vocio e dalle urla dei commercianti dell'antico mercato arabo. Suoni che ci accompagnano mentre passeggiamo tra montagne di mandorle e pistacchi, coloratissimi banchi di frutta e pesci che inondano con il loro intenso profumo tutta l'area. Il cuore di Ortigia è un groviglio di stradine, imprevedibili cortili verdi, vicoli bui che si aprono improvvisamente sull'azzurro del mare. Nel centro dell'isola gli stili più diversi dialogano con il barocco, che rivestì la città dopo il terremoto del 1693.


Scorcio della zona più popolare dell'isola di Ortigia, con le sue vie colme di vasi. 

Capolavori architettonici
Fra i mille ghirigori fioriscono gerani e campanule, spuntano bucati profumati, aleggia l'odore di torte appena sfornate. Perfino i negozi diventano piccoli capolavori architettonici. È il caso della bottega del barbiere di via Roma: costruita nel 1895, è un vero e proprio capolavoro del liberty. «Sono una sorta di sopravvissuto –. Ci dichiara il titolare, Corrado Sonoro, un vispo ottantenne – perché se negli anni Trenta del secolo scorso si contavano circa 50 sale da barba nell'isolotto e 10 nella sola via Roma, oggi è rimasto solo il mio salone. Ma oggi come allora, la gente viene non solo per farsi la barba, ma per sentire i pettegolezzi del quartiere, conoscere le ultime notizie dei giornali o semplicemente per ripararsi nelle fredde giornate invernali».



Scorcio serale sul lungomare dell'isola di Ortigia.

Lasciandoci condurre dal caso, finiamo con l'imbatterci nel gioiello più prezioso di Ortigia: la piazza del duomo. Ci arriviamo al tramonto, quando la luce del sole che si sta spegnendo si mischia con quella artificiale dei lampioni. L'impressione è di trovarsi su un set cinematografico, e in effetti la storia di questa piazza sembra la sinossi di un film. La storia inizia in una data sconosciuta del VI secolo a.C. quando, su quella che in età sicula era un'area sacra, venne edificato un tempio ionico passato alla storia come uno dei più grandi dell'Occidente greco. Poi, intorno al V secolo a.C., al suo fianco venne costruito un tempio, celebrato anche da Cicerone, dedicato ad Atena, dea della guerra e della sapienza.  Nel VII secolo d.C. venne inglobato in una chiesa cattolica, una tappa della metamorfosi che successivamente la portò ad essere prima una chiesa bizantina e poi, durante la dominazione araba, una moschea.



Enzo Italia, vinaio di idee libertarie, nella sua enoteca.

Nell'epoca normanna opportuni lavori architettonici la riconvertirono in chiesa cristiana. Ma le trasformazioni non erano ancora finite, perché un nuovo look arrivò dopo il terremoto del 1693: la facciata, crollata, venne ricostruita in forme barocche. In attesa che Tornatore, o chi per lui, metta questa storia su pellicola, torniamo sulla terraferma, non prima però di esserci regalati una sosta rigeneratrice da Solaria, l'enoteca di Enzo Italia. È in via Roma, poco lontano dalla barberia di don Sonoro. Dal cerasuolo ai vini di Pachino, dallo zibibbo al moscato e ai vini dell'Etna, sono più di 500 le etichette che compaiono sulla lista dei vini. «Ho incominciato ad amarlo, il vino, sin da bambino – ci confessa Enzo –. Forse perché sono nato a settembre, in periodo di vendemmia. O perché sin da piccolo, fra le mura di casa, ero abituato a respirare l'odore forte del mosto». 


Preparazione artigianale dei cannoli.

Un passato ellenico ancora vivo
Un taxi ci porta in pochi minuti al Parco archeologico della Neapolis. È la zona più rappresentativa dell'antica città greca, con vaste aree di verde da cui, attraverso un viale, tracciato sull'antica strada romana, si accede ai principali monumenti archeologici. Il più famoso è il teatro greco, il più vasto della Sicilia e uno dei più imponenti dell'universo ellenico, per secoli centro della vita cittadina. La data di costruzione, ad opera dall'architetto Damacopos, è stata stabilita intorno al V secolo a.C. in base alla notizia della rappresentazione della prima dei Persiani di Eschilo. Lo seguirono i più grandi commediografi greci, che proprio qui rappresentarono i loro lavori.


Teatro greco nel parco archeologico della Neapolis. 

Oggi ogni due anni, nelle estati degli anni pari, il teatro si anima con le rappresentazioni classiche messe in scena dall'Istituto nazionale del dramma antico. Basta un clic sul suo sito (indafondazione.org) e scopriamo che l'edizione 2018 è in calendario dal prossimo 10 maggio all'8 luglio. Pezzi forti in cartellone: l'Edipo Colono di Sofocle e Eracle di Euripide. Un brivido ci scuote pensando che più di 2500 anni fa erano già state rappresentate proprio qui, davanti a un pubblico di 15mila persone, tra cui potevano trovarsi Archimede, Platone, Pindaro e Saffo, la poetessa dell'amore....

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Informazioni pratiche

Dove dormire?

Hotel Gutkowski. Lungomare Vittorini, 26. Tel. 0931.465861. www.guthotel.it È un piccolo albergo nel centro storico di Ortigia.

Residence alla Giudecca. Via Alagona, 52. Tel. 0931.22255. Sull'isola di Ortigia, risale al medioevo e nei suoi sotterranei conserva intatto il più importante Miqwè d'Europa – bagno di
purificazione rituale ebraica – di epoca bizantina.

Dove mangiare e bere un bicchiere?

Don Camillo. Via Maestranza 96. Tel. 0931.67133. Aperto da lunedì a sabato www.ristorantedoncamillosiracusa.it Situato sull'isola di Ortigia, dotato di sale ricavate dai resti di un edificio religioso del 1400 crollato col terremoto del 1693, propone una cucina giovane e creativa.

Enoteca Solaria. Via Roma, 86. Tel. 0931.463007. www.facebook.com/solariaenoteca Il regno di Enzo Italia, enologo per merito del nonno materno. Ampia scelta di vini siculi, anche bio, serviti rispettando il vecchio detto locale «Na tavula cunsata senza vinu jè comu na jurnata senza suli» (Un pranzo senza vino è come un giorno senza sole). Il vino è accompagnato da formaggi, salumi e prodotti tipici del territorio.