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La caccia e la vita

Con il mese di settembre torna l’arte venatoria, soggetto molto amato dal pittore francese Gustave Courbet, che la utilizza per indagare il rapporto fra l’uomo e la natura. Ma anche per suggerire messaggi politici.

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MAD
16 settembre 2019

"Après la chasse", di Gustave Courbet, ca. 1859, olio su tela, cm 236,2 x 186,1, è esposto al Metropolitan museum di New York.

Praticata fin dalla preistoria, la caccia era inizialmente un’attività puramente funzionale, necessaria ai nostri antenati per procurarsi del cibo. Col tempo è invece diventata un passatempo, uno sport molto praticato anche alle nostre latitudini in questo periodo dell’anno.

Anche il pittore francese Gustave Courbet è stato per tutto il corso della sua vita un amante della caccia, arrivando a tradurre questa passione in un tema pittorico che ricorre con successo in un’ottantina di opere, fra cui “Après la chasse” (Dopo la caccia), datato al 1859 circa ed esposto al Metropolitan museum di New York.

Courbet è noto per essere uno dei maggiori sostenitori del realismo, che lo porta a prediligere la riproduzione del vero, della natura, della realtà a lui contemporanea, piuttosto che la rappresentazione della bellezza astratta e del languido sentimentalismo. Questo vale anche per le scene di arte venatoria, in cui esplora il rapporto tra uomo e natura, incarnato nell’atto della caccia. Queste ambientazioni gli permettono di alludere a una funzione dell’arte per lui fondamentale, quella sociale. Usa questo soggetto per suggerire, in modo latente, messaggi politici, come quello della persecuzione politica di cui lui stesso è stato vittima.

In “Après la chasse” spicca una notevole varietà di selvaggina: si riconoscono un cinghiale, una pernice, un cervo, una lepre, una volpe, che difficilmente possono essere il prodotto di una sola battuta. Se questo artificio è in contrasto con il suo dichiarato realismo, quest’ultimo è comunque evidente nella resa dettagliata dell’aspetto degli animali. Qui come in altri lavori, Courbet attinge all’arte di maestri antichi e moderni, per poter “fare dell’arte viva”, traducendo – come lui stesso dichiara – «i costumi, le idee, l’aspetto della mia epoca secondo il mio giudizio».


L’artista

Gustave Courbet

Polemico, provocatore e rivoluzionario, Gustave Courbet nasce nel 1819 nella Franca Contea, di cui dipinge luoghi, abitanti e abitudini, come la caccia. È considerato padre del realismo e, con la sua arte, apre la strada alla modernità in pittura con lavori antiaccademici. Trascorre da esule gli ultimi anni della sua vita in Svizzera, dove muore nel 1877.