X

Argomenti popolari

IL QUADRO

Dopo il tè delle cinque

Il tipico rito britannico immortalato dall’artista ginevrino Jean-Étienne Liotard, quando, a fine Settecento, divenne una moda anche nella classe media. La fedeltà al vero con un servizio di porcellana decorato in stile cinese e un senso di disordine.

FOTO
THE J. PAUL GETTY MUSEUM
11 marzo 2019

Il rito del tè delle cinque, così tipicamente britannico, è intramontabile: la tradizione continua ad essere in voga ancora oggi, nelle case private e nei locali pubblici. Accanto a servizi da tè di design, non è venuto meno l’uso di porcellane vintage, molto simili a quelle dipinte da Jean-Étienne Liotard a fine Settecento, quando bere tè e caffè diventa una moda sia tra più abbienti che tra la classe media.

Su di un vassoio smaltato, il ginevrino rappresenta un delicato servizio di porcellana di fattura europea, decorata secondo uno stile cinese. Liotard, annoverato tra i più grandi ritrattisti del suo secolo, è stato un artista versatile, tanto da essere ricordato come incisore, miniatore, pastellista, ma anche come ceramista. Egli sa dunque esattamente di cosa si tratti quando inserisce nei suoi dipinti tazze e tazzine in mano o accanto ai nobili d’Europa.

Negli ultimi anni della sua vita, quando si trova confrontato con un calo delle richieste di ritratti, l’artista svizzero inzia a dipingere nature morte, il cui il soggetto sono servizi da tè e da caffè. Delle cinque arrivate fino a noi, “Still Life: Tea Set” (1781-83), oggi al J. Paul Getty Museum di Los Angeles (USA), è la più interessante, perché vi è fissato il momento dopo il rito del tè, in cui dominano un senso di disordine e di confusione.

Spicca qui uno degli aspetti più importanti dell’arte per Liotard, di cui lui stesso parla in un trattato pubblicato nel 1791: la ricerca della fedeltà al vero. La pittura, infatti, deve aderire alla realtà ed è quello che avviene in quest’opera in cui ogni dettaglio è registrato con un’assoluta verosimiglianza.

Un’altra caratteristica delle sue nature morte è il cambiamento della tecnica, dal pastello (usato per i ritratti) all’olio, forse più vicino ai colori usati per la porcellana. 


L'artista

Jean-Étienne Liotard

Nato a Ginevra nel 1702 e morto nella stessa città nel 1789, Jean-Étienne Liotard attraversa tutto il secolo dei Lumi. Da vero gentiluomo del Settecento, viaggia molto. Formatosi a Parigi, compie il tradizionale Gran Tour in Italia e lavora poi come ritrattista a Costantinopoli, che gli vale il soprannome di “turco”, e nelle principali corti europee.